Red Bull Genova Cerro Abajo 2026 incorona ancora Roger Vieira
Condividi:
Per il terzo anno consecutivo Genova torna a essere “il centro del mondo” dell’urban downhill. I migliori rider del pianeta si sono affrontati sul filo dei centesimi di secondo, nel cuore del centro storico genovese, lungo i 2,2 km di un percorso iconico: da Monte Peralto a Largo della Zecca, 279 metri di dislivello tra gradinate secolari, curve a gomito, sfidando i limiti di creuze e caruggi della Superba.
Terza edizione, stessa magia. Davanti a decine di migliaia di spettatori, il Red Bull Genova Cerro Abajo si conferma molto più di una gara: è uno spettacolo che trasforma un’intera città in un’arena a cielo aperto, dove storia, paesaggio ed emozione sportiva si fondono in qualcosa di unico al mondo. Il vincitore 2025, il brasiliano Roger Vieira, nelle qualifiche ha messo le cose in chiaro, staccando il miglior tempo con ampio margine sul resto dei partenti. Unico italiano tra i 15 finalisti è stato il ligure Francesco Colombo.

Il brasiliano Roger Vieira firma così la personale doppietta vincendo nuovamente il Red Bull Genova Cerro Abajo. Dopo aver firmato il miglior tempo nelle qualifiche, il Ryder brasiliano sceso per ultimo ha firmato il tempo che gli ha consentito di vincere nuovamente tra il tripudio della folla all’arrivo in largo zecca
1 VIEIRA Roger BRA
2 FISCHBACH Johannes GER
3 MARIN Alex ESP
Ospite d’onore il cantante genovese Sayf che ha sottolineato l’emozione di condividere una domenica speciale “tutta focus, tutta focalizzata” insieme ai rider e alla sua città.
LA SINDACA SALIS: “NON SOLO UNA GARA, MA VETRINA INTERNAZIONALE”
L’intervista a Roger Vieira
Roger, come ti senti? Di nuovo a Genova, hai vinto la Red Bull Cerro Abajo
È fantastico, incredibile. Uh… sì, davvero non ho parole, e sono felicissimo di esserci riuscito. Un enorme sollievo, una sensazione grandiosa, una vibrazione positivissima… e sì, è stata una discesa pazzesca. E sì, sono super felice.
E’ stata una gara molto difficile, con un sacco di rider… davvero dura.
Sì, di sicuro. Tutti i rider stavano spingendo al massimo, i tempi si facevano sempre più stretti. Johannes Fischbach ha fatto una discesa pazzesca, l’ho vista dall’alto e sapevo che era circa un secondo e qualcosa più veloce della mia manche di qualifica; questo ovviamente mi ha messo ancora più pressione perché sapevo che la mia qualifica era stata ottima. Quindi sapevo di dover dare tutto il possibile, frenare il più tardi possibile e pedalare più forte che potevo. È quello che ho fatto, ha funzionato e sono davvero felice.
Hai un feeling speciale con Genova e con l’Italia.
Sì, di sicuro. L’Italia è la mia… la mia seconda casa. Sì, ho origini… la mia bisnonna è italiana, ho il passaporto italiano, quindi è una casa lontano da casa. Ed è bellissimo farlo, farlo qui a casa, anche se lontano da casa… Genova è stupenda, la amo, e ringrazio tantissimo i tifosi italiani.
Sei il “Re” a Genova, ma ora… ora vuoi vincere tutte le gare del mondo della Red Bull.
Sì, certamente. Sento di essere diventato un ottimo specialista nelle gare urbane in questo momento. Adesso andiamo a Stoccarda, cercherò di vincere anche lì e di chiudere il campionato direttamente in quella tappa. Penso di essere in testa alla classifica ora, quindi… daremo tutto a Stoccarda e vedremo cosa succede.
L’intervista a Francesco Colombo
Francesco sei stato l’iunico italiano in finale, una bella soddisfazione nella tua Liguria.
Sì, è stata una finale incredibile, c’era pieno di gente. La qualifica l’ho fatta davvero, davvero fortissimo e speravo davvero di entrare in finale, perché scendere col pubblico praticamente di casa è un’emozione incredibile.
Per un attimo, insomma, hai anche creduto di poter fare… bene, bene, bene, perché la qualifica è stata veramente convincente.
Sì, diciamo che il livello qua è altissimo, quindi anche i tempi sono molto vicini, quindi basta un attimo riuscire a scalare qualche posizione. Però i ragazzi lì davanti sono veramente, veramente forti e io sono contento di quello… di quello che ho fatto.
Senti, qual è l’emozione di giocare in casa?
Beh, essere qua tra i vicoli dove ho sempre camminato, dove vengo di solito anche con i miei genitori, è fantastico ed è un’emozione incredibile.”
La difficoltà qual è? La difficoltà proprio tecnica di questo circuito?
Beh, per uno che ha sempre corso nello sterrato, fare queste cose qua sull’asfalto è davvero, davvero difficile. Bisogna essere molto precisi e bisogna sempre lasciare via i freni.








