Genoa rassegnato contro la Juve, anche per le scelte di De Rossi

Last Updated: 10/04/2026By Tags: ,

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Un altro turno di campionato è passato agli archivi senza alcun nocumento in classifica. La sfilza di sconfitte rimediate dalle reali concorrenti per la salvezza (la Fiorentina è da depennare da almeno un mese e mezzo) avvicina il Genoa alla meta. Dunque, nessun dramma e nessun allarme, anche se il capitolo torinese è stato tutt’altro che glorioso.

Chi segue il Grifone da tempo immemore non può essersi sorpreso. Quanti anni sono che i rossoblù, almeno in trasferta, si consegnano ai cosiddetti squadroni? Il pareggio in casa del Milan rappresenta la classica eccezione, ma ospiti di Juve, Inter e Roma il destino è segnato. Come all’Olimpico, la partita del Genoa non è neppure cominciata che è già finita. Due gol sul groppone in men che non si dica, a rendere agevole il compito degli avversari.

La memoria del tifoso medio tende a ricordare maggiormente le ultime fasi di un match e non quelli iniziali, approdando a conclusioni fuorviati. Sì perché se è vero che nell’ultima mezz’ora Vasquez e compagni sono stati in partita, in precedenza avrebbero potuto incassare un punteggio umiliante, e, ad essere pignoli, non è che nel periodo più felice, quello conclusivo, le palle-gol a favore siano fioccate. Lo stesso rigore del possibile 2-1 è maturato in modo piuttosto casuale, più per un’ingenuità di Bremer che per una giocata irresistibile di Martin.

Purtroppo il Genoa, in certi contesti, non riesce mai a smentire i pronostici più neri. Che la Juve sia superiore si sapeva, ma anche De Rossi ci ha messo del suo con scelte perdenti di base. Martin, in fase difensiva da sempre impalpabile, preferito a Sabelli rappresenta un’assurdità, al pari di quella di circondare il malcapitato Frendrup di punte e mezze punte, come se il primario obiettivo fosse assestare a Madama una goleada indimenticabile. A centrocampo si è ballato parecchio e in compenso tre difensori centrali applicati soltanto su un antagonista, David, sono stati un inno all’illogicità. Come sempre accade, i rossoblù sono rimasti schiacciati in retrovia, senza la forza di uscire dal bunker: alla faccia di un tecnico che alla vigilia aveva chiesto ai suoi ragazzi di conservare il possesso della palla e, appena possibile, affondare i colpi-

Beninteso, probabilmente si perdeva lo stesso, ma senza concedere alla Vecchia Signora almeno una decina di ghiotte opportunità offensive prima che avvenisse il risveglio, favorito in gran parte dall’ingresso di Baldanzi.

Altre pericolanti hanno rimedito un punto o anche più all’Allianz sfruttando le rare occasioni utili capitate. Mai una volta che i rossoblù diano lezioni di cinismo.  Il rigore apparteneva al ristretto novero di opportunità da sfruttare, ma è stato sciupato in modo ignominioso. Martin non aveva mai calciato dal dischetto ed è dunque perdonabile, ma già al primo anno del NAGC si insegna ai bimbi che non si calcia mai un penalty mezza altezza: o rasoterra o sotto la traversa. Un calciatore professionista queste basi del proprio lavoro dovrebbe conoscerle a fondo.

De Rossi, nel dopo gara, ha rimarcato le qualità mostrate nella mezz’ora finale, ma forse esagerando con gli elogi, anche se quel periodo di calcio passabile ha permesso almeno di salvare la faccia. Restano, comunque, sullo sfondo problemi che solo un massiccio mercato estivo potrà risolvere almeno in parte. Quest’organico manca di un esterno sinistro presentabile, di una mezz’ala dotata di “gamba” e di un centravanti degno della massima serie. Tre buchi spaventosi che ci si porta appresso da parecchi anni. E le voci che parlano di un rinnovo di Messias, Malinovsky ed Ekuban, sempre più attempati (calcisticamente, ovvio) accresce lo sconcerto di chi auspicherebbe una svolta.

È consigliabile, comunque, restare nei confini temporali del campionato attuale. La salvezza è lì, ma un refolo di vento contrario – vedi un’improvvisa accelerata delle pericolanti, magari propiziata da qualche distrazione di antagoniste già appagate – potrebbe rimettere ogni obiettivo in discussione. Il calendario certo non aiuta e, dopo aver gettato alle ortiche la chance Udinese, è fondamentale adesso fermare il Sassuolo (squadra tutto meno che in crisi) ed espugnare Pisa. Serve soprattutto una dose da elefanti di concretezza nelle due aree. Ergo: meno distrazioni nei pressi di Bijlow e qualche segno di vita del centravanti, che da parecchi match non solo non segna ma non tira neppure.

PIERLUIGI GAMBINO

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