Tratta da Pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

Con Criscito-Murgita e con Østigård al 93’, senza Vieira, la prima vittoria del Genoa! 2-1!

Condividi:

È una vittoria dei Cuori Genoani. In primis inteso come tifosi, nel senso che forse le loro valvole tricuspidi sono le uniche che possono reggere il peso specifico di queste vittorie, quasi più disperate che insperate. Poi della coppia Criscito-Murgita, due che in effetti palpitano rossoblù nelle vene. Infine di una squadra che sa cosa vuol dire lottare per difendere l’onore del Club più Antico d’Italia, e a cui forse talvolta mancano idee, organizzazione e lucidità, ma mai grinta, coraggio e determinazione. Forse davvero gran parte della colpa per l’inizio della stagione infausto era della confusione tattica di Vieira, chiarissimo solo nella sua ostinazione per un calcio sempre aggressivo ma mai attivo e nell’incapacità di abbandonare un 4-2-3-1 sempre più insostenibile e incoerente con le sue stesse scelte. Forse è stato solo il vento della novità che ha smosso le ali della vittoria e depositato un colpo di fortuna, assieme al cross di Martín per il colpo di testa di Østigård al 93’. Ma è tutto quello che serviva per rivitalizzarli, questo Cuori Genoani, la cui energia sembrava dispersa in una corsa a vuoto. Ora è stata reindirizzata, se non sulla strada per la salvezza, almeno sui propri passi per ritrovare la retta via.

Criscito-Murgita cambiano tutto rispetto al fallimentare Vieira, e propongono uno schema molto caro al predecessore del francese, il 3-5-2 di Gilardino, con Marcandalli, Østigård e Vásquez davanti a Leali, Vitinha nel ruolo naturale di seconda punta alle spalle di Colombo, Norton-Cuffy a destra, Martín a sinistra, Frendrup e Thorsby con la loro energia al servizio della classe di Malinovskyi tra trequarti e mediana.

Grosso schiera il Sassuolo col 4-3-3, col temuto e rimpianto Pinamonti, due volte ex, supportato da Berardi e Laurientè, e a centrocampo Thorstvedt, Matic e Kone, a protezione di Muric disposti Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, e Doig.

Genoa cauto ma pimpante sin dai primi minuti, forse un po’ troppo nervoso, con Malinovskyi che prende subito un giallo rischiando il rosso per un intervento troppo brusco a seguito di uno stop sbagliato. L’appoggio dei braccetti permette una manovra di uscita più pulita, così che nonostante il Sassuolo abbia gamba e qualità il Grifone quando in possesso di palla può guadagnare in sicurezza, mentre in fase difensiva può raddoppiare sugli esterni e tagliare così i rifornimenti a Pinamonti, nella speranza di costringere i neroverdi a un possesso orizzontale e sterile, nella speranza di recuperare il pallone e recuperare in verticale.

Ritmi alti, coi rossoblù -in realtà in divisa bianco trasferta- che impediscono ai locali di prendere troppo terreno nonostante il loro allenatore li spinga a salire, e il Genoa che al 15’ a sorpresa è il primo a farsi pericoloso, con ben tre occasioni nell’arco di un giro di lancette e una sola azione, con Thorsby che con un’imbucata trova Vitinha, conclusione in diagonale che va fuori di un soffio, pallone recuperato da Norton-Cuffy con cross insidiosissimo respinto da Idzes, e infine Colombo che tira di controbalzo mandando alto non di molto. L’ex Empoli definisce così la sua gara in cui come purtroppo di consueto non sarà per niente preciso nell’inquadrare la porta, ma riuscirà invece a mettersi in mostra per dialoghi e sponde coi compagni.

La precisione e la potenza che manca a Colombo per spaccare la porta ce la mette uno specialista, il cecchino Malinovskyi: al 18’ raccoglie e stoppa al volo con eleganza fuori area su un angolo la respinta coi pugni di Muric e scoccando con potenza e precisione lo batte per il vantaggio.

Tratta da Pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

Il Grifo è ulteriormente ringalluzzito dal vantaggio ma il Sassuolo non si farragina: la partita si mantiene sul medesimo canovaccio e senza errori sono soprattutto i singoli a dover cercare lo spazio per incidere sull’andamento del match. Kone al 27’ da buona posizione manda fuori di poco, un minuto dopo analogamente dalla parte opposta ci prova Colomba.

Sino alla mezz’ora meglio il Genoa, con l’energico Vitinha che al suo scoccare si procura un angolo con un tiro dal limite, poi nell’ultimo quarto d’ora gli emiliani riescono a farsi pericolosi due volte con lo spauracchio Pinamonti: Laurientè lancia Doig che crossa per l’ex Genoano, svetta di testa da par suo ma non inquadra, poi due minuti dopo addomestica una palla morbida ancora da Laurientè e, spalle alla porta, prova un astutissimo colpo di tacco. Leali è ben piazzato e si ritrova la palla tra le mani, ma avrebbe potuto esserne beffato. Subito dopo un giallo un po’ troppo severo a Marcandalli per fallo proprio sullo scatenato francese di origini di Guadalupa, ma il numero 27 da un metro e 90 di altezza di Ponte San Pietro, nel Bergamasco, nei primi 30 minuti in realtà lo aveva controllato molto bene.

Al 38’ Colombo riesce ad arpionare bene un pallone dal limite sinistro e alto della porta, a sistemarsi in dribbling per il tiro, che è di nuovo alto, sopra il palo più distante.

La frazione finisce col Genoa più chiuso e compitamente attento a portare negli spogliatoi il vantaggio.

Si rientra senza cambi, col Sassuolo aggressivo che al 47’ trova un angolo e pareggia: è forse l’ultimo frutto malato di quanto seminato da Vieira, il quarto gol consecutivo preso dagli sviluppi di un corner, un fondamentale lacunoso a cui non era riuscito a offrire soluzioni. Batte Laurientè, è sfortunatissimo Vitinha a spizzicare di testa mandando il pallone dall’altra parte dell’area, dove c’è Berardi solissimo sul secondo palo, che insacca in scivolata.

Il Genoa prova a gettarsi d’avanti per reagire, ma il Sassuolo si conferma rientrato meglio, e per il primo quarto d’ora della ripresa è più vibrante, con Thorsvedt che in diagonale cerca la porta al termine di una percussione verticale dei suoi, a lato di poco. La risposta è l’ennesima conclusione alta di poco di Colombo da posizione interessante.

Dal 60’ cominciano i cambi, forse non convincono appieno quelli di Criscito-Murgita ma di sicuro non sono rovinosi come quelli a cui aveva abituato Vieira. Messias per un discreto Vitinha, ma soprattutto Masini, più contenitivo, per Malinovskyi, che nel 3-5-2, come già in alcuni match con Gilardino, aveva dimostrato di poter supportare la regia. Più avanti verrà addirittura cambiata l’interpretazione del modulo, con Ekuban per Colombo ed Ellertsson per Marcandalli, e Martín che viene arretrato.

Il Genoa soffre ma la partita è sostanzialmente anestetizzata: dopo la prima ora assai intensa i ritmi sono inevitabilmente più bassi, col Vecchio Balordo che prova a colpire in ripartenza, ma Ekuban è molto confuso e Messias curiosamente viene servito solo di testa. In realtà sul capo dell’italo-brasiliano capitano due bei palloni da buona posizione, al 78’ manda alto di poco ma l’occasionissima ce l’ha Vásquez al 87’ su un piazzato, a lato di pochi centimetri.

Si entra in zona Cesarini, col Sassuolo che spinge di più e Criscito-Murgita che tolgono la naftalina a Grønbæk, recluso nel dimenticatoio da Vieira, dentro per Thorsby. A tenere ben alti e sostenuti difesa e spirito del Genoa è inesauribile Norton-Cuffy, che al 92’ conquista il pallone in tackle e si getta in una velocissima galoppata al piede, apparentemente inarrestabile. Appoggia ad Ekuban, sino a quel momento inconcludente, ma l’italo-ghanese con accortezza forza Muharemovic al fallo, una brutta manata al volto, che costa a lui il giallo e alla squadra una punizione dalla trequarti destra. Va lo specialista Martín, cross teso nel cuore dell’area, Østigård in tuffo incoccia e trova allo scadere il gol vittoria.

Tratta da Pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

Ancora qualche minuto di assalto finale dei neroverdi, con Muric che si proietta in area sul piazzato, e poi il triplice fischio.

La strada per la salvezza è ancora lunga, ma i Cuori Genoani sono pronti a tutto. Persino anche ad altre vittorie.

Federico Burlando

 

Sassuolo-Genoa 1-2 Tabellino

Reti: 180 Malinovkyi (G), 47′ Berardi (S), 93′ Ostigard (G).

Sassuolo (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig (78′ Coulibaly); Thorstvedt, Matic, Konè (64′ Vranckx); Berardi (78′ Cheddira), Pinamonti (86′ Moro), Laurientè (64′ Fadera). A disposizione: Turati, Zacchi, Candè, Odenthal, Lipani, Iannoni, Pierini. All. Grosso.

Genoa (3-5-2): Leali; Mercandalli (69′ Ellertsson), Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovkyi (59′ Masini), Frendrup, Thorsby (85′ Gronbaek), Martin; Vitinha (59′ Messias), Colombo (68′ Ekuban). A disposizione: Siegrist, Sabelli, Stanciu, Onana, Ekhator, Carboni, Cuenca Martinez, Fini, Cornet, Venturino. All. Murgita-Criscito.

Arbitro: Ermanno Feliciani della sezione di Teramo. (Assistenti: Luigi Rossi di Rovigo e Francesca Di Monte di Chieti. Quarto ufficiale: Davide Di Marco di Ciampino. Var: Fabio Maresca di Napoli. Avar: Davide Massa di Imperia)

Ammoniti: Malinovkyi (G), Mercandalli (G), Masini (G), Muharemovic (S)

 

Tratta da Pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

Seguici sui nostri Social