“Vivicittà Porte Aperte” 2024: atleti e detenuti corrono insieme per l’Inclusione

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Dopo il grande successo del maggio 2023, che dopo un lungo periodo di pandemia aveva riportato in pista la manifestazione, messaggio di integrazione attraverso lo sport, si è ripetuta a Genova martedì 4 giugno 2024, presso la Casa Circondariale di Marassi, “Vivicittà Porte Aperte”, manifestazione che prende vita nell’ambito del patto di sussidiarietà Vasi Comunicanti, con contributo di Regione Liguria e Cassa delle Ammende.
Coinvolte complessivamente, tra atleti esterni (appartenenti al Gruppo Città di Genova e all’Atletica Vallescrivia) e detenuti, un centinaio di persone in attività che hanno spaziato dalla corsa fino al calcetto. Si è trattato dell’ennesima tappa di una storica manifestazione nazionale UISP, giunta alla sua quarantesima edizione. A Genova, nello specifico, Vivicittà nella sua edizione speciale Porte Aperte ha preso il via nel marzo 2012, dodici anni fa.
A celebrare questa giornata all’insegna dello sport inclusivo e social non solo la Direttrice della Casa Circondariale, Tullia Ardito, assieme a Stefano Ferrando, ma anche il Presidente del Comitato UISP Liguria, Tommaso Bisio.
“Anche quest’anno abbiamo portato a casa una bella manifestazione”ha dichiarato Bisio“Tanti partecipanti e buona condivisione col personale dipendente della casa circondariale e con la direzione. I podisti dall’esterno hanno mostrato la consueta disponibilità e condivideranno anche a casa le positive sensazioni di questa giornata. Torniamo tutti arricchiti da questa giornata, che arriva al termine di un anno di attività all’interno delle case circondariali della Liguria”. A fargli eco Mariano Passeri, tra i coordinatori di Vivicittà interni a UISP. “Questa manifestazione ci vede protagonisti da tanti anni. Siamo molto soddisfatti perché non era semplice recuperare quelle sinergie, anche con le istituzioni, per andare avanti con queste attività. La nostra è una missione, quella di portare lo sport all’interno della casa circondariale di Marassi, e lo facciamo anche durante l’anno con tante altre attività”. Preziose anche le testimonianze di alcuni dei detenuti (Samuele e Moussa) che hanno partecipato alla gara podistica. “È stata una iniziativa divertente. Siamo contenti di essere stati qui, per fortuna sono arrivato primo. Per me era la prima volta” – dichiara Moussa, 35 anni, una scheggia sul percorso che si è dipanato per metà del suo tragitto fuori dalle mura della casa circondariale di Marassi. “È andata bene, ogni anno il carcere di Marassi ci dà la possibilità di partecipare. Vuol dire che siamo in una buonissima posizione per presentarci un domani alla libertà. Non è un’occasione che abbiamo tutti e, quando arriva, la accettiamo nella miglior maniera possibile” spiega poi Samuele, che sul podio occuperà il terzo gradino del podio.

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