Il Genoa saluta stendendo il Bologna rivelazione 2-0

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Il boato dello stadio per Frendrup che al novantesimo va a scardinare l’ennesimo pallone dai piedi di Castro è la fotografia della stagione che ha visto la neopromossa formazione di Gilardino concludere in crescendo , senza mai mollare la presa , così come nelle giocate di questo danesino che ha conquistato tutti per abnegazione, corsa e spirito di sacrificio e che insieme a Vasquez a nostro parere è il calciatore che ha avuto la crescita più esponenziale nella stagione.

Tutti bravi e meritevoli di menzione i ragazzi del Gila, artefice principale dei 49 punti finali che valgono al Grifone l’undicesimo posto, con il punteggio ottenuto da Gasperini quasi vent’anni fa superato di un punto e record per una nneopromossa.

È la serata di Vitinha, che mette il punto esclamativo ad una prestazione che era stata fino a quel punto solo sufficiente e da quella rete trae lo spunto per una mezz’ora finale da grande attaccante, in cui mostra tutte le sue capacità tecniche e di attaccante completo, è la serata di Malinovskyi, al rientro dal primo minuto dopo l’infortunio, il giocatore di maggior classe e qualità di questo Genoa, uno che ci si augura possa disputare una stagione senza acciacchi fisici e che ha dimostrato di interpretare da professore il ruolo di regista che è appannaggio di Badelj, per una sera a riposarsi in panchina. Ma è anche la serata di Gudmundsson, probabilmente al passo di addio, che nel recupero fallisce la rete del 3-0 sotto la Nord in quella che sarebbe stata la più facile tra tutte quelle messe a segno in una stagione in cui si è consacrato come uno dei principali interpreti a livello tecnico del nostro campionato.

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Ma è un po’ la serata di tutti, in primis dell’esordiente Cittadini e di Kevin Strootman, al passo d’addio con una maglia con la quale è stato protagonista in due diverse versioni ma che si è fatto amare dalla gente rossoblù, che anche nella serata finale ha riempito il Ferraris per l’ennesimo sold-out stagionale, con una coreografia iniziale teatrale ed avvolgente, rovinata come al solito dai fumogeni che precludono a troppi la visione nitida di una squadra che sul campo si è meritata tutti gli applausi del mondo rrossoblù.

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È stato un monologo del Genoa contro un Bologna che aveva la testa in vacanza ed aveva già staccato la spina dopo una stagione da sogno, che ha portato i felsinei al terzo posto, ora a rischio sorpasso di Juventus ed Atalanta. Ma la squadra di Thiago Motta, imberbe allenatore del Grifone di qualche anno fa, prima protagonista del Genoa targato Milito ed ora atteso dalla panchina juventina, merita tutti gli applausi per una stagione da incorniciare, che ha riportato i tifosi sotto le due torri con la mente a sessanta anni fa, al Bologna che “tremare il mondo fa…” di Fuffo Bernardini con Bulgarelli ed Haller in cabina di regia e cui Fogli e Nielsen regalarono il tricolore nello spareggio di Roma contro l’Inter.

Ma veniamo alla partita, con Cittadini che esordisce dal primo minuto in una difesa orfana di Bani e De Winter e con Vitinha ad affiancare Gud in attacco mentre Thiago ricorre a molte seconde linee per questo atto conclusivo.

Ed al minuto 13 il Genoa penetra nelle distratte e larghe maglie ospiti, con Frendrup che premia l’inserimento a sinistra di Martin che traversa all’indietro verso Malinovskyi, con l’ucraino che usa il suo sinistro come fosse una stecca di biliardo, infilando in buca dopo aver toccato il palo sinistro di Ravaglia. Lucumi è in vena di regali ed al 24’ ne fa uno a Vitinha che non si avvede che in quel momento la porta è sguarnita e quando va alla conclusione viene contrato dallo stesso difensore in corner.

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Il Bologna fa uno sterile possesso palla, in avanti il giovane Castro non incide minimamente e solo al 26’ arriva l’unico spunto ospite, con il cross da destra di Moro che premia l’inserimento di Fabbian che prende il tempo a Vogliacco e di testa coglie il palo alla sinistra di Leali, stasera titolare per Martinez. Il tempo si chiude con un caparbio spunto di Vitinha che conclude alto in scarsa coordinazione, il doppio tentativo di Fabbian in avvio di ripresa lascia pensare ad un Bologna più vivo, con la prima conclusione larga di poco ed il secondo tentativo potente ma troppo centrale e ben ammortizzato da Leali. Però subito dopo il Genoa mette il match in ghiaccio, con Frendrup che ruba palla al troppo svagato Beukema ed innesca Gudmundsson, con l’islandese che verticalizza per Vitinha, che sull’uscita di Ravaglia lo uccella con un tocco sotto di classe sopraffina.

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Il resto del match si trasforma in passarella per chi ha giocato meno , Motta richiama Fabbian, il migliore dei suoi per corsa e pericolosità, centrocampista strutturato e di ottima tecnica destinato ad una radiosa carriera ed Orsolini, sempre bello a vedersi con il suo sinistro educato, inserendo Odgaard ed Urbanski e non sarà la stessa cosa mentre Gila regala l’ultima mezz’ora in rossoblu a Strootman per Malinovskyi e Spence entra per “pendolino” Sabelli che nel primo tempo è sfrecciato con grande profitto sulla fascia di competenza. Si rivede in campo anche Matturro dopo l’infortunio ed Ekuban dà il cambio all’applauditissimo Vitinha, che esce battendosi il cuore e che potrebbe essere un elemento fondamentale per la prossima stagione, sempre che il Marsiglia abbassi il prezzo d’acquisto. C’è spazio anche per l’esordio di Daniele Sommariva, genovese doc , che riesce a prendersi gli applausi per una bella uscita volante nel finale , quando nel recupero Albert spara nella Nord, dopo la respinta di Bagnolini su Ekuban e proprio prima del fischio finale di Santoro ancora Gud sfiora su punizione il palo sinistro della porta bolognese.

E finisce con l’abbraccio totale dello stadio alla squadra rossoblù ed un arrivederci alla prossima stagione in cui si ripartirà da un allenatore che con la sua professionalità e con un profilo molto basso ha saputo costruire una squadra in cui tutti quelli chiamati in causa, anche quelli che giocano meno, rispondono sempre presente , lasciando trasparire la forza di un gruppo che si è cementato nel tempo ed è riuscito ad ottenere un risultato finale andato al di là delle più rosee aspettative.

GENOA-BOLOGNA 2-0 Serie A 2023-24

Reti: p.t. 13’ Malinovskyi s.t. 14’ Vitinha

GENOA (3-5-2): Leali 6,5 (40’ s.t. Sommariva n.c.) – Cittadini 6,5 (31’ s.t. Matturro n.c.) Vogliacco 6 Vasquez 7 – Sabelli 6,5 (18’ s.t. Spence 6) Thorsby 6,5 Malinovskyi 7 (18’ s.t. Strootman 6) Frendrup 7 Martin 6,5 – Gudmundsson 6,5 Vitinha 7 (31’ s.t. Ekuban 6) All: Gilardino 7

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia 6 (40’ s.t. Bagnolini n.c.) – De Silvestri 6 (40’ s.t. Corazza n.c.) Beukema 5 Lucumi 5 Lykogiannis 5,5 – El Azzouzi 5 Moro 5 – Orsolini 6 (15’ s.t. Odgaard 5) Fabbian 6,5 (15’ s.t. Urbanski 5) Saelemaekers 5 (25’ s.t. Karlsson 5) – Castro 5 All: Motta 5

Arbitro: Santoro di Messina 6

Note. Serata primaverile, terreno di gioco in buone condizioni. Calci d’angolo 6-3 per il Bologna. Ammoniti: Leali (G) El Azzouzi, Castro (B) . Recupero 1 + 4 . Spettatori  32255 (27777 abbonati e 4478 paganti).

MARCO FERRERA

 

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