Genoa e Bologna “derby” tra rivelazioni Gasperiniane

Tratta da pagina Facebook ufficiale CFC Genoa 1893

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Non sarà una semplice passerella, ma neppure un’asperrima battaglia calcistica. Genoa e Bologna si affrontano dividendosi il pur platonico titolo di squadra rivelazione dell’annata e guardano alla classifica con occhio lievemente distaccato.

Davanti ad Alberto Gilardino si presenta ancora una chance per superare quel record legato al Grifone gasperiniano, che come matricola incamerò 48 punti: un’enormità. Serve solo la vittoria, e non c’è motivo per accantonare il progetto senza provarci.

Sul fronte emiliano, il clamoroso obiettivo Champions è già in tasca, ma un terzo posto – alla pari o meno con la Vecchia Signora – sarebbe pur sempre un risultato storico oltreché imprevisto. Di sicuro l’Italia del football e in particolare il mondo romanista tifano per i petroniani, che lasciandosi alle spalle l’Atalanta garantirebbero al nostro calcio una sesta partecipante al trofeo internazionale più prestigioso. Vero che i bergamaschi sono ormai appagati dal trionfo in Europa League e potrebbero considerare le residue gare contro Toro e Fiorentina alla stregua di amichevoli, ma c’è da fidarsi del Gasp?

A proposito dell’uomo di Grugliasco, è doverosa una digressione, suggerita ovviamente dalla magica serata dublinese. Il boom della Dea, ascrivibile in gran parte a lui, è decollato grazie ad una richiesta accorata di Enrico Preziosi al suo collega nerazzurro Percassi: “Se mi assumi Gasperini, io ti pago metà del prossimo ingaggio annuale”. Detto e fatto. Il Joker risolse così alcune beghe intestine sacrificando l’allenatore del miracolo genoano, che a Bergamo avrebbe poi fatto cose mirabolanti. Sarebbe riuscito nello stesso intento anche a Genova? No, perché tra i due patron, a livello di passione e attaccamento ai colori, c’è un abisso.

Comunque, il Genoa attuale, anche senza Gasp, è in ottime mani. Gila rispetto al maestro Gian Piero è ancora un praticante, ma ha già evidenziato le giuste stigmate e anche una certa ambizione. In questo congedo cercherà di legare passato e presente, riconoscendo i meriti a chi lo ha accompagnato in quest’intenso anno e mezzo e a chi lo affiancherà pure nella nuova avventura.

Su due calciatori in particolare convergeranno i sentimenti degli aficionadosi genoani, Albert Guðmundsson, atteso a regalare un’ultima magia. E’ la gallina dalle uova d’oro, il gioiello da sacrificare: merita di salire un gradino ulteriore e saluterà subissato di applausi pregni di ammirazione e anche di comprensibile tristezza. Il secondo è Kevin Strootman, professionista a prova di bomba, magnifico servitore della causa rossoblù nonostante un ginocchio scricchiolante: chi più di lui merita un’ultima ovazione?

Fonte: Pagina Facebook ufficiale CFC Genoa 1893

Sui loro compagni si riverserà comunque la gratitudine di un popolo tornato a gioire e affrancato, forse a sorpresa, da qualsiasi sofferenza. Gila, se potesse, alternerebbe nei 90 minuti conclusivi tutto l’organico, ma più di sedici non può spedirne in campo. Così dovrebbe partire con l’undici al momento più affidabile, che non contempla però De Winter, bloccato da un affaticamento muscolare e presumibilmente sostituito dal giovane Cittadini. A centrocampo riecco l’ispiratissimo Thorsby in mezzo al campo e la coppia Retegui-Albert in avanscoperta. Sulle fasce, spazio a Martin e probabilmente a Sabelli a danno di Spence, la cui permanenza in Liguria è tutto meno che sicura. In corso d’opera, come scritto sopra, spazio all’olandese, forse a Bani (altro protagonista assoluto nell’arco della stagione), a Ekuban (altro elemento tra conferma e addio) e di certo a Messias e Malinovskyi, sui quali il mister biellese intende fondare la manovra offensiva del prossimo Grifone. Anche Vitinha potrebbe essere coinvolto per uno spezzone di match, benché i suoi destini futuri appaiano lontani da Genova.

Il Bologna è atteso a contribuire ad uno spettacolo calcistico sulla carta gradevole. Anche Thiago Motta sarà applaudito: indimenticabile quella sua annata al Grifone (e stavolta il Prez va ricordato per la sua intuizione di ingaggiarlo). Da sabato si immergerà nel mondo Juve e nell’attesa è pronto a varare un’ultima versione di una squadra sempre fedele a precisi canoni: ricerca esaperata dal bel gioco e manovra basata sulla tecnica più che sull’atletismo, a costo di rischiare qualcosa in fase difensiva. I felsinei raramente pressano a centrocampo: un teorico vantaggio per il Genoa.

Fonte: Pagina Facebook CFC Genoa 1893

Tra gli emiliani dovrebbe mancare il quotatissimo Zirkzee, recuperato da un lieve muscolare ma non al “top”. Ci sarà invece Calafiori, splendido difensore moderno, reduce da una doppietta alla Juve: militò in prestito nel retrocedendo Genoa per mezza stagione, ma senza lasciare traccia ed ora, invece, si gioca una convocazione in maglia azzurra. Al suo fianco, parecchi altri elementi degnissimi di rispetto e tutti o quasi dotati di piedi educati. È la strada giusta, che anche Blasquez e Ottolini dovrebbero imboccare per offrire a Gilardino una squadra non meno compatta dell’attuale ma anche un po’ più propositiva.

PIERLUIGI GAMBINO

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