Il Genoa di Gilardino non spezza la maledizione dell’Olimpico giallorosso

Tratta da Pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

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La prima trasferta in Serie A del Genoa di Gilardino lo ha visto vittorioso a Roma col minimo scarto con un guizzo di Retegui, l’ultima sconfitto col medesimo risultato. In mezzo molti più alti che bassi, tanto da pervenire al record di miglior neopromossa di Europa, e al rimpianto di non esser andati distanti da un sogno continentale. Per queste ultime ragioni non ci si danna l’anima per non esser stati capaci di spezzare la maledizione che tarpa le ali al Grifone nell’Olimpico giallorosso. Insomma, qualche primato per gli anni a venire da superare il Mister, che ha appena rinnovato, dovrà pur tenerselo!

Il tecnico di Biella propone il 3-5-2 di ordinanza con qualche variante circostanziale: in retroguardia Vasquez, De Winter, Vogliacco davanti a Martinez, in mediana torna titolare l’applaudito ex Strootman prossimo all’addio anche al mondo rossoblù affianco al rinnovato Capitan Badelj e Frendrup, Martin a sinistra, Spence a destra, Ekuban dietro Retegui con Guðmundsson in panchina.

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De Rossi, nell’ennesimo incrocio tra compagni del Mundial 2006, recupera Dybala e lo adagia in panchina. Al suo posto Baldanzi, affiancato a Pellegrini e alle spalle di Lukaku nel 4-3-2-1. Davanti a Svilar, portiere tra i protagonisti dell’ultimo squarcio di stagione giallorosso, Llorente con N’Dicka, Angeliño a sinistra e Celik a destra; in mezzo Bove, Paredes e Cristante.

Primo tempo equilibrato

Match di stampo Brerariano sin dai primi minuti, o per meglio dire, che a Gianni Brera sarebbe piaciuto assai: una squadra che attacca, i padroni di casa, l’altra che difende e prova a pungere in contropiede.

Il Grifone invero nei primissimi minuti comincia pressando, poi si ricompatta meno aggressivamente ma senza perdere in ardore più a ridosso delle proprie retrovie, mantenendo strettissima la linea difensiva, lasciando agli avversari il possesso palla ma non gli spazi per approfittarne.

Anche se i ritmi sono veloci, le due squadre sono attente e le occasioni latitano, con Ekuban che prova a fuggire in contropiede senza fortuna e la Roma che non riesce proprio a trovare varchi opportuni.

Il primo sussulto è dunque al 14’ e viene vanificato ex post dalla bandierina del fuorigioco: Martin pesca Ekuban sulla sinistra che mette in mezzo per Retegui, N’Dicka per anticipare l’oriundo spara sul proprio portiere, sulla respinta proprio El Chapita che cerca il gol a porta vuota ma Svilar con un guizzo para a e trattiene. Tutto comunque annullato per fuorigioco dell’italo-ghanese.

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Nel successivo quarto d’ora il vero succo della prima frazione: la Roma palleggia senza profitto e dardeggia da fuori non riuscendo a far di meglio per dare almeno una vaga illusione di essere pericolosa, ma le conclusioni sebbene non del tutto velleitarie ugualmente non inquadrano lo specchio, mentre sino al 29’ il Genoa comunque non riesce a restituire nessuno di questi colpi a vuoto. A quel giro di lancetta finalmente una bellissima uscita in ripartenza, con De Winter che lancia sulla sinistra l’onnipresente Frendrup -appena qualche minuto dopo farà partire un’offensiva da destra-, il danese mette un cross basso per Retegui, bello ma un po’troppo teso, la punta prova a capovolgere in porta ma non riesce a trovare la porta. Il coefficiente di difficoltà era molto alto.

Si continua sul medesimo spartito ci si avvicina al finale di tempo, senza sbadigliare ma senza materiale per gli highlight. Sulla stessa falsariga viene inaugurata la ripresa: regna l’equilibrio, la Roma attacca ma non sfonda.

La Roma vola con El Sharaarawy e Dybala

Gli Urbinati però al 54’ cominciano a scaldare i guanti di Martinez: cross di Angeliño, Lukaku schiaccia di testa, troppo debole per l’iberico.

Al 56’ si rivede il Genoa col pugnace Retegui: poco entro la linea di centrocampo approfitta di un errore di Paredes, sfugge in mezzo a due ulteriori marcatori con abilità e fa partire una cannonata in direzione di Svilar, N’Dicka malauguratamente per i rossoblù è sulla direttrice del poderoso tiro.

De Rossi al 63’ prova a cambiare la partita immettendo El Shaarawy e Dybala, per Pellegrini e Baldanzi, e ha l’intuizione giusta: il Faraone e la Joya accendono di magia e ispirazione l’attacco capitolino. L’esterno cresciuto nella cantera rossoblù si accentra e cerca la conclusione, mandando a lato; Gilardino mette Thorsby e Guðmundsson per Strootman e Ekuban ma l’undici di Gilardino soffre sempre di più in ampiezza e l’inerzia del match scivola sempre più velocemente a favore dei padroni di casa.

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Si liberano gli spazi anche per Lukaku, che al 68’ entra in area e impegna Martinez, perfetto in uscita. Nell’arco di qualche minuto il colossale belga combina con l’agile Dybala, conclusione morbida neutralizzata ancora da Martinez.

Il Genoa è ormai in grossa difficoltà ma al 71’ ha una grossa possibilità per invertire il flusso del match: viene fischiato un fuorigioco alla Roma che non sembrerebbe possa sfociare in particolari effetti, Paredes però comincia a protestare vivacemente e viene ammonito. Vedendo il cartellino giallo ha una reazione ancora più scomposta e l’arbitro di conseguenza estrae un rosso diretto.

La Roma, ferita nell’orgoglio, continua a spingere, e il Genoa si rivela completamente incapace di utilizzare la superiorità numerica a proprio favore, circostanza del resto non incontrata spesso in questo campionato.

Un flipper in mezzo all’area fa toccare di schiena un pallone a Vasquez rimpallatogli da un compagno dopo una scivolata, viene chiesto il rigore ma l’arbitro vede bene e fa proseguire. Al 79’ gran tiro da fuori area di Angeliño e paratona di Martinez, poi arriva il gol dei capitolini: El Sharaawy crossa perfettamente dalla trequarti destra, Lukaku svetta imperioso su De Winter e incorna verso la porta, superando Martinez.

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Gilardino prova a cambiare per l’assalto finale, con Badelj e Vogliacco per Vitinha e Malinovskyj in un primo momento, poi Ankeye per Frendrup, ma a parte con qualche trama interessante che non viene sviluppata sino alla conclusione e qualche cross di Martin, il Genoa si riduce agli ultimissimi minuti per farsi pericoloso, mentre Dybala si riaccomoda in panchina, forse per scelta tattiva, forse perché tormentato dal protrarsi dell’infortunio che l’ha tenuto fuori a lungo.

Malinovskyj al 94’ va vicinissimo al gol con un tiro da lontanissimo, dalla destra, ma Svilar vola e salva in angolo. Al 96’ poi proprio sull’ultimissimo mezzo spazio l’irriducibile Retegui ci prova da posizione defilata non troppo distante dal limite ma ancora il numero uno belga naturalizzato serbo è ben piazzato e trattiene. Triplice fischio. Non si spezza la maledizione rossoblù nell’Olimpico giallorosso. Un obiettivo per la prossima stagione con Gilardino.

Federico Burlando

Roma-Genoa 1-0 Serie A 2023-24 Tabellino

Reti: Lukaku al 79′
Assist: El Shaarawy 79′

Ammoniti: Lukaku

Espulsi: Paredes al 73′

ROMA: Svilar; Celik, Llorente, Ndicka, Angeliño (81′ Mancini); Cristante, Paredes, Bove; Baldanzi (63′ El Shaarawy), Pellegrini (63′ Dybala, 91′ Kristensen); Lukaku (91′ Abraham).
A disp.: Rui Patricio, Boer, Huijsen, Smalling, Azmoun, Aouar, Zalewski, Joao Costa.
All.: De Rossi.

GENOA: Martinez; Vogliacco (81′ Vitinha), De Winter, Vasquez; Spence, Frendrup (91′ Ankeye), Badelj (81′ Malinovskyi), Strootman (67′ Thorsby), Martin; Ekuban (67′ Gudmundsson), Retegui.

A disp.: Leali, Sommariva, Bohinen, Bani, Sabelli, Cittadini, Matturro, Haps.
All.: Gilardino.

Arbitro: Manganiello. Assistenti: Dei Giudici – Moro. IV uomo: Cosso. VAR: Paterna. AVAR: Pairetto.

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