La Sampdoria saluta i playoff, 0-2 a Palermo

Serie B 2023/24 - Play-off (Primo turno) | Palermo-Sampdoria Lorenzo Ariaudo (team manager Sampdoria)-Fabio Borini - Delusione finale Tratta da Pagina Facebook UC Sampdoria

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La Sampdoria esce sconfitta malamente a Palermo e dice subito addio ai playoff di serie B, confermando peraltro la sensazione che l’ha accompagnata per tutta la stagione, ossia di non essere all’altezza della promozione in serie A già quest’anno.

Contro un Palermo che non vinceva in casa da marzo (3-0 al Como), ma in ripresa e accompagnato da uno stadio stracolmo (ma, ci sia consentito: per quanto si è sentito nel corso della gara, il tifo doriano è ben altra cosa, e 35.000 del Barbera non ne fanno 5.000 del Ferraris, e le restrizioni ai trasfertisti blucerchiati aggiungono sale sulle ferite), Pirlo mette in campo una formazione che, nei voti, dovrebbe pensare di più – Ricci vicino a Yepes a centrocampo, stante l’indisponibilità di Darboe e la forma tutt’altro che smagliante di Kasami – e gestire con maggiore esperienza la foga rosanero, dove Mignani sceglie il tridente pesante con Brunori allargato a sinistra – creerà problemi – e Insigne a destra, a piede invertito, con il solo Soleri di punta.

Tratta da pagina Facebook UC Palermo

De Paoli preferito a Stojanovic e Giordano a Barreca sulle due fasce sono scelte che lasciano qualche dubbio, che la gara finirà per confermare.

L’inizio racconta il tipo di partita che sarà: il Palermo è subito aggressivo e dopo quaranta secondi va pericolosamente in area con Brunori, che da sinistra pesca Soleri in area: tiro e deviazione per il primo angolo della partita, a seguito del quale i rosanero riconquistano un bel pallone e costringono poi la retroguardia doriana ad una goffa ripartenza dal basso.

Serie B 2023/24 – Play-off (Primo turno) | Palermo-Sampdoria
Sampdoria – Formazione iniziale (in piedi: Cristiano Piccini-Manuel De Luca-Sebastiano Esposito-Daniele Ghilardi-Facundo Gonzalez Molino-Filip Stankovic; accosciati: Fabio Depaoli-Simone Giordano-Gerard Yepes Laut-Matteo Ricci-Fabio Borini) Tratta da Pagina Facebook UC Sampdoria

Il pressing dei siciliani è altissimo e asfissiante: con le dovute proporzioni, sembra di assistere alla prima finale europea della Samp D’Oro, quella di Berna, con il Barcellona aggressivo, il Doria impaurito e preda di errori puerili che costarono l’immediato vantaggio catalano.

Qualche minuto per riassestarsi e i blucerchiati provano a prendere campo col gioco ragionato, ma troppo lento e compassato. Un Piccini assai impreciso, che si porta molto largo a destra per sovrapporsi a De Paoli, perde diversi palloni per eccesso di confidenza, che non ci aspetterebbe da un marpione come l’ex Valencia. Uno di questi, al minuto numero otto, mette Brunori – ancora lui – nella condizione di centrare per Soleri, che vede alle sue spalle arrembare Roberto Insigne, il cui sinistro da due passi è incredibilmente fuori, primo di una lunga sequela di errori del fratello d’arte, il peggiore in campo tra i locali.

Al 18’ si vede per la prima volta la Sampdoria: Esposito, che appare ispirato, taglia un interessante traversone sul secondo palo, dove Desplanches anticipa tutti di pugno. Pochi istanti dopo Ceccaroni deve alzare bandiera bianca: problema muscolare per il difensore palermitano, sostituito da Marconi: i locali finiranno per guadagnarci.

Al 26’ Insigne si libera fallosamente di Borini sulla tre quarti: Colombo fa proseguire, e l’esterno campano vola verso la porta, e invece di servire i meglio piazzati Soleri e Brunori tenta la rivincita personale scagliando un sinistraccio lontanissimo dai pali. Quel tipo di scelte da “ci penso io, da solo”, che fanno infuriare tutti.

Alla mezz’ora si rivede finalmente la squadra di Pirlo: Borini si libera con una veronica in area, ma prima di tirare va giù, senza però alcun tocco avversario degno di rilevanza arbitrale.

Al 34’ i padroni di casa vanno nuovamente vicini al vantaggio. Questa volta è Ghilardi, all’unico (ma grave) errore di una buona partita, a perdere un pallone in progressione. Brunori va via a sinistra e mette al centro un cross lento e leggibile, sul quale però Gonzalez si fa anticipare netto da Soleri, la cui battuta di testa impegna Stankovic in respinta difficoltosa.

Tra il 36’ e il 40’ mancano due gialli in casa rosanero a Graves (intervento da dietro su Borini) e Soleri (sgomitata alta su Ghilardi), e nel mezzo c’è tempo per un pasticcio difensivo dei siciliani, che danno l’impressione di ballare se aggrediti, con Desplanches e Marconi che si scontrano, per loro fortuna senza conseguenze.

La Sampdoria, decisamente poco propositiva e quasi inconsapevole della necessità di dover vincere ad ogni costo, sembra attendere l’intervallo per provare a capirci qualcosa, ma non riesce ad arrivarci sullo zero a zero: è il 43’ quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo il pallone da Brunori arriva a Diakitè, che sfugge ad un Ricci immobile e con un destro di controbalzo supera Stankovic per il vantaggio, meritato, dei rosanero.

Si va al riposo dopo due minuti di recupero con la sensazione precisa di un Palermo ai suoi massimi da mesi e una Sampdoria completamente fuori partita. Male Piccini, male la doppia regia di centrocampo, esterni timidi in Giordano e nervosi (inutilmente: cartellino nel recupero) in De Paoli, velleitari gli attaccanti.

Ci si attendono cambi immediati da Pirlo, e invece rientrano gli undici iniziali, e dopo due minuti della ripresa il Palermo chiude di fatto la contesa. Ancora Brunori a sinistra (nessuna rete, ma grande prestazione del capitano locale) apre spazio a Lund, sul cui traversone basso Diakitè anticipa i centrali doriani e insacca il raddoppio da pochi passi.

Lo choc non cambia pelle alla prestazione doriana: al 50’ Ricci perde un pallone e consente a Ranocchia di andare al tiro a giro, fuori di poco.

Arrivano i tanto invocati cambi: fuori un pessimo Piccini, alla più brutta recita in blucerchiato, e dentro Benedetti, e cambio anche sugli esterni, con Stojanovic per De Paoli, che passa la fascia di capitano a Borini, e Barreca per Giordano.

E qui, finalmente ma tardi, la partita cambia un po’ registro. Il Doria alza di molto il baricentro e costringe il Palermo sulla difensiva. Al 59’ Barreca scambia con un compagno e si propone in area, ma colpisce scoordinato e non trova la porta. Un minuto più tardi gran transizione di Stojanovic, che costringe Desplanches alla plastica deviazione in angolo; altri due minuti e ancora lo sloveno prova a volare verso l’area superando alcuni avversari ma senza trovare, dal limite, lo spazio per concludere a rete.

Azioni avvolgenti di marca doriana che mettono alla frusta la retroguardia rosanero. Mignani trova quindi corretto inserire un centrocampista in più, Gomes, al posto dell’inutile e pernicioso Roberto Insigne.

I dieci minuti di fuoco della Sampdoria si chiudono con la prima conclusione a rete di De Luca, una bella girata sul primo palo che però Desplanches blocca senza difficoltà. E lì, di fatto, cala il sipario: una rete in quel momento avrebbe fatto cambiare il registro della gara; dopo sarebbe stato comunque tardi.

Il Palermo ha spazi per il contropiede, ma li sfrutta solo alla mezz’ora, con Brunori che costringe Stankovic alla respinta di piede. Sulla ripartenza Esposito, progressivamente scomparso dal radar dopo un inizio incoraggiante, sparacchia alto dopo un pallone ben lavorato da De Luca.

Ultimi cambi: tre per Mignani – fuori tra gli applausi Brunori, Soleri e Ranocchia per Di Francesco, Mancuso e Henderson – e uno per Pirlo, con Kasami che sostituisce l’irrilevante Ricci.

Ed è proprio lo svizzero a impegnare a terra Desplanches all’80’. Un minuto dopo Benedetti, tra i migliori nel suo spezzone di gara, va via ripetutamente al suo avversario a destra e centra per Borini, murato in angolo, sulle conseguenze del quale si accende una mischia in area durante la quale a nessuno riesce di spingere in rete il pallone che avrebbe potuto riaprire in extremis la sfida. Sulla ripartenza che ne nasce Di Francesco va in porta, ma in fuorigioco abbastanza evidente.

Sono gli ultimi sussulti: all’85’ Borini calcia fuori in bello stile un cross di Barreca, e lo stesso attaccante ex Milan e Roma guadagna una punizione dal limite – siamo già nel recupero – che Esposito calcia in porta, costringendo Desplanches alla deviazione in angolo.

Finisce lì, con il tripudio dei 35.000 del Barbera e la delusione dei blucerchiati, che steccano in malo modo l’appuntamento più importante della stagione.

L’analisi tattica

Parlando della partita, l’idea iniziale di Pirlo – inserire due ragionatori a centrocampo, partire con De Paoli e Giordano larghi – non ha funzionato per niente. Ricci, che ha cercato inizialmente di abbassarsi molto a ricevere palla, alternandosi con Yepes, ha finito per togliere spazio proprio al giovane catalano, che in ogni caso si è trovato in debito di ossigeno proprio nella parte finale di un campionato giocato sopra le righe. De Paoli, dopo un gran girone d’andata, è andato vieppiù innervosendosi, e lo Stojanovic visto negli ultimi due mesi è apparso sicuramente più propositivo. Meno scontata la scelta di Giordano, sebbene Barreca fosse reduce da un piccolo infortunio.

Meglio dopo i cambi, ma anche perché il Palermo ha pensato a rifiatare e controllare. Buon impatto di Benedetti e dei due esterni: viene da pensare che un centrocampo più corsaiolo e muscolare avrebbe potuto creare maggiori problemi ad un Palermo apparso superiore nella zona nevralgica del campo, dove la Sampdoria, quest’anno, ha vinto le sue migliori partite.

Senza contare che Brunori largo e Soleri centrale hanno un po’ scombussolato i piani di Pirlo, facendo faticare oltre misura in particolare Piccini.

Di tutto questo ha risentito l’attacco, mai veramente pericoloso, nonostante un buon inizio di Esposito ed un finale in crescendo di Borini.

Successo legittimo e meritato, quindi, quello dei rosanero. In tutto questo va detto che mai, durante il campionato, la squadra oggi allenata da Mignani è apparsa superiore alla Sampdoria, il che vuol dire che per i siciliani sarà molto difficile approdare alla serie A: decisamente di altro livello, infatti, sono apparse Venezia e Cremonese, che verosimilmente si disputeranno l’ultimo posto utile per la promozione.

L’Analisi della stagione 2023-2024 della Sampdoria

Detto della partita, non possiamo che ribadire quanto abbiamo sostenuto fin dalla gara inaugurale a Terni: l’obiettivo non era, non poteva certo essere la serie A. E ben pochi – per non dire nessuno – tra chi segue abitualmente la Sampdoria (a cominciare dai tifosi) lo hanno pensato. Le aspettative esistevano solo in chi, maliziosamente, gode esclusivamente delle altrui disgrazie, per poterne avere un’altra – l’ennesima – da celebrare, e in chi invece immagina sempre di doversi attendere qualcosa di importante per blasone e storia, ragionando per quarti di nobiltà.

La Sampdoria parte col piede giusto: 2-1 a Terni

Un anno fa, di questi tempi, la Sampdoria non esisteva più, e invece ha portato a casa la pelle, ha costruito in qualche modo una squadra, l’ha presentata ai nastri di un torneo duro e difficile come la serie B (fanno semplicemente sorridere coloro che sostengono che “sia stata la serie B più scarsa di sempre: il raglio dell’asino non arriva in cielo, e le scemenze dette mille volte restano quello che sono, cioè scemenze), l’ha iniziata con due punti di penalizzazione, con il mercato bloccato da mille paletti, tra diecimila infortuni (spesso contemporanei) dei giocatori più rappresentativi, con le continue azioni di disturbo della vecchia proprietà, aizzata anche da chi non riesce ad accettare che le cose si siano finalmente evolute verso un qualchessia futuro, con l’obiettivo di tornare a parlare di calcio giocato – raggiunto – e di interrompere il lungo declino, anzitutto limitando i danni. Quindi niente retrocessione, né playout.

Il tutto con giocatori arrivati a preparazione in corso, alcuni di loro in prestito secco, senza alcuna esperienza in campionati professionistici, giovanissimi.

Fatto. Andando anche ben oltre e arrivando a giocarsi un sogno, sempre apparso – bisogna essere onesti, e chi sa di Sampdoria lo è – fuori portata. Vedendo crescere ragazzi che, in molti casi, sarebbe un peccato dover salutare a fine stagione, perché la loro evoluzione è sotto gli occhi di tutti, e solo notisti con paraocchi e prevenzione aprioristica continuano a definire a maggio come li definivano a settembre. Esempi lampanti? Stankovic e Ghilardi, cresciuti esponenzialmente nell’arco dell’anno.

E riavvicinandosi alla propria gente, che ha risposto “presente” come meglio non avrebbe potuto. Decimo pubblico d’Italia, primo (per distacco) della cadetteria, e settimo in trasferta, davanti a colossi veri o autoreferenziali, dopo anni di incuria relazionale e provocazioni continue e snervanti.

Ci sarà ancora da navigare, ma i bravi marinai si vedono proprio in questi frangenti.

Tabellino Palermo-Sampdoria 2-0 Playoff 2024

Palermo (3-4-3): Desplanches 6; Graves 6, Lucioni 6,5, Ceccaroni n.g. (20’ Marconi 6,5); Diakitè 8, Segre 6, Ranocchia 6,5 (77’ Henderson n.g.), Lund 6; Insigne 4,5 (65’ Gomes 5,5), Soleri 66,5 (77’ Mancuso n.g.), Brunori 7,5 (77’ Di Francesco n.g.). All. Mignani 7.

Sampdoria (3-4-3): Stankovic 6,5; Piccini 4,5 (55’ Benedetti 6,5), Ghilardi 6. Gonzalez 5,5; De Paoli 5 (55’ Stojanovic 6,5), Yepes 5,5, Ricci 4,5 (77’ Kasami n.g.), Giordano 5 (55’ Barreca 6); Esposito 5,5, De Luca 5, Borini 6. All. Pirlo 5.

Arbitro: Colombo (Lo Cicero/Mondin – Collu – Mariani/Meraviglia) 6,5.

Reti: 43’ e 47’ Diakitè.

Ammoniti: De Paoli, Diakitè, Desplanches.

Calci d’angolo: 5-7.

Recupero: 3’ e 5’.

Note: 35.000 spettatori, serata primaverile, terreno in buone condizioni.

Finisce così la stagione 2023-24 della Sampdoria.

Giuseppe Viscardi

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