Il Genoa col Frosinone ha sofferto di sindrome da appagamento

Tratta da Pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

Condividi

Una premessa: il pareggio casalingo contro una squadra provinciale sinché si vuole ma affamata di punti salvezza non è la fine del mondo. In passato il Genoa ha raccolto punti assolutamente non preventivati e ci può stare di non vincere una gara sulla carta abbordabilissima. Dopo tutto, anche il singolo passo avanti avvicina ad una meta che si può tranquillamente definire ipotecata. Il fattore risultato, però, rischia di esser il solo accettabile in un sabato pre-pasquale grigio almeno quanto la nuvolaglia che aleggiava sul Ferraris.

In altre circostanze i rossoblù, specialmente a Marassi, avevano offerto mezze gare peggiori dell’ultima, riscattandosi però nell’altra metà. Stavolta la resa è stata costantemente negativa, ed ecco la vera, sgradevolissima novità di giornata. I difensori ad oltranza hanno la scusa pronta: la sosta al campionato è stata un handicap e gli impegni oltre confine (con lunghi trasbordi annessi) a carico di parecchi elementi hanno fiaccato il collettivo rossoblù, specialmente nel rapporto con un Frosinone che, poverissimo di convocati dalle rispettive Nazionali, ha potuto preparare la sfida marassina nelle condizioni ottimali.

Tratta da Pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

Purtroppo, temiamo che sia qualcos’altro nella netta flessione di tutta una squadra, e la radice è quasi esclusivamente psicologica. Potremmo chiamarla “sindrome da appagamento”: lo stato mentale che caratterizza squadre, classifica alla mano, ormai prive di autentici obiettivi. Toro e Monza nell’ultimo mese si sono allontanate e le formazioni di bassa classifica stentano a risollevarsi: ed ecco che il Grifo è immerso nel limbo. Il pericolo è che, come avvenuto già qualche volta nell’era Preziosi, il Genoa – dopo aver centrato con largo anticipo l’obiettivo stagionale – si sgonfi come un palloncino e si avvii ad uno sciapo finale di stagione. Qualche altro punto finirà nel carniere e l’attuale posizione in classifica potrà anche essere conservata, ma l’appetito vien mangiando e i tifosi – sempre presenti in gran numero, a casa e fuori – andrebbero premiati in ben altro modo.

A questo quadro si aggiunga l’infittirsi delle voci di mercato e dei pensieri futuristici. Le recenti dichiarazioni di Gilardino (“Con la società parlo da un anno e mezzo ma non sono fissate date per chiudere il discorso contrattuale”) non tranquillizzano affatto, e l’annuncio televisivo (“Gila andrà alla Fiorentina”)  di Lucianone Moggi, padre dell’agente dello stesso tecnico rossoblù, ha creato ulteriore scompiglio.

Il mister biellese per rimanere pretende precise garanzie tecniche, legate sia alle cessioni sia agli acquisti, ma può offrirgliene una società che ha programma almeno una partenza eccellente (Gudmundsson) e ha già provveduto a riscattare per gli anni a venire gli usurati Over 30 Messias e Malinovskyi oltre al discusso Thorsby (nel calcio, purtroppo per lui, si gioca soprattutto coi piedi e non con la testa) e sta trattando per mantenere in organico il 35enne Badelj?

Sull’altra sponda, quella societaria, non mancano le perplessità riguardo alle caratteristiche dell’attuale allenatore, il cui difensivismo spinto può essere il prodromo per un buon bottino di punti ma non certo per accrescere il valore tecnico e conseguentemente economico dell’organico.

Empoli ha confermato la solidità dei numeri di Gilardino

La stessa tifoseria, oltreché frastornata da tutti questi sussurri, appare divisa nel giudizio sul lavoro di mister Alberto, al quale per onestà si deve una promozione al primo colpo ed una salvezza virtuale festeggiata con ampissimo anticipo. C’è da chiedersi se l’islandese e Mateo siano stati messi nelle condizioni ottimali per esprimere le loro qualità non comuni di bomber. Con un trainer più coraggioso e propositivo, quanti gol avrebbero potuto realizzare i “gemelli”? Un Genoa efficace solo di fronte agli squadroni ma condannato a giocare sull’avversario, anche il più modesto, saltando regolarmente il centrocampo con lanci di cinquanta metri e fissando il baricentro del proprio gioco appena fuori dall’area di Martinez può soddisfare una proprietà che – in ossequio alla mentalità americana – punta anche sullo spettacolo?

Certi temi riempiranno le nostre giornate da qui a fine stagione. Intanto, tornando all’attualità, cresce l’ansia riguardo alle condizioni di Malinovskyi (si teme uno stop non brevissimo dovuto ad un problema muscolare) e di Retegui (guaio alla caviglia), che comunque salterà Verona per squalifica. Se non altro, rientrerà in difesa De Winter, e non è un evento da trascurare.

PIERLUIGI GAMBINO

Condividi

Articoli correlati

Coppa Italia Under 19: Audax Verona la spunta all’extra time

Super De Cao all'extra time e l'Audace Verona conquista la...

Samp stanca e fortunata a uscire con un punto dal confronto con lo Spezia

Comprensibile il sorriso di Andrea Pirlo al termine del...

Il Bitonto si conferma campione: 7-3 al TikiTaka, la Coppa Italia resta in Puglia!

Ancora Bitonto, ancora Lucilèia. Le campionesse in carica si confermano...

Coppa Italia Futsal: le Under 19 di Audace Verona e Kick Off grandi protagoniste

Audace Verona e Kick Off di nuovo opposte nella finale di Coppa...

Sconfitta non preoccupante per il Genoa contro la Lazio, ma sono emersi vecchi problemi

La sconfitta di fronte alla Lazio non scalfisce minimamente...

Sampdoria e Spezia si dividono la posta

La Samp ottiene il primo zero a zero stagionale...