La Samp con l’Ascoli si è conquistata con la qualità il diritto di sognare

Serie B 2023/24 | Sampdoria-Ascoli Gol Sampdoria (2-1): esultanza Manuel De Luca - delusione Raffaele Celia Tratta da pagina Facebook Ufficiale UC Sampdoria

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“Bocce, biliardo e balun, chi nu l’è bun nu l’é bun” – recita un antico adagio in dialetto genovese, e la Samp lo fa suo con assoluta fedeltà. Così, all’insegna del “basta che”, la Sampdoria vede spalancarsi davanti allo sguardo orizzonti celestiali. Basta che i blucerchiati schierino i propri giocatori più dotati un quarto d’ora per ribaltare la partita con l’Ascoli, diventata alquanto più difficile del previsto. E basta che la stessa banda di Pirlo imprima un’accelerata sul piano dei risultati per risalire in un amen dalla zona retrocessione alla comfort area dei playoff.

Siccome nel calcio tutto è relativo, se gli avversari rallentano o crollano alla distanza, puoi anche permetterti – con i valori che ti contraddistinguono – di sonnecchiare per più di mezzo campionato e per due terzi di una partita singola senza porre a repentaglio il futuro. Anzi…

Vero, nel football decidono spesso gli episodi, ma quasi sempre i più bravi se li portano dalla propria parte e i meno bravi pagano. La Samp gioca nettamente peggio dell’Ascoli nel primo tempo, sino a rischiare di affondare, ma si mantiene in partita e, dopo essere stata graziata dagli avversari verso l’ora di gioco (l’errore commesso dal bianconero Duris ad un metro dalla linea bianca oltrepassa i confini dell’inverosimile), si risolleva grazie ad una batteria di panchinari acciaccati o convalescenti (Esposito, De Paoli e Borini, tanto per gradire) che anche in serie A saprebbero ritagliarsi spazi importanti.

Serie B 2023/24 | Sampdoria-Ascoli
Petar Stojanovic-Karim Zedadka Tratta da pagina Facebook Ufficiale UC Sampdoria Tratta da pagina Facebook Ufficiale UC Sampdoria

Le antagoniste di centroclassifica hanno generosamente aspettato i blucerchiati, i quali adesso fervidamente ringraziano e sono pronti alla decisiva sgasata. Francamente, quale tifoso doriano – anche il più ottimista – avrebbe immaginato che questa squadra balzana e non certo perfetta potesse raggiungere l’ottava piazza così presto, potendo sfruttare altre nove turni per lasciarsi alle spalle qualche altra compagine? E adesso, nel momento topico della stagione, mister Pirlo può calare carte fantastiche sul tavolo del campionato. Esposito e Borini, appena recuperati pienamente, possono fare la differenza in un team che già vanta elementi di gran pregio quali Kasami, Yepes, De Paoli, affiancati da una serie di calciatori ben oltre la media della categoria.

In una sola serata, ecco maturare novità fondamentali anche a livello psicologico. Il tabù Ferraris era un macigno di diverse tonnellate nel cervello dei blucerchiati, così fluidi in parecchie trasferte e invece così macchinosi (oltreché sfortunati) nelle gare casalinghe. Stavolta, anche lo stellone ha illuminato la marcia verso il paradiso. Nulla più che una restituzione del maltolto precedente.

E che dire di De Luca? Anche lui pativa l’effetto Marassi, forte a tal punto da condizionarlo, quasi paralizzarlo. La zampata decisiva per il successo ha travalicato, a livello personale, gli effetti concreti per la classifica, cancellando l’ultimo punto interrogativo che pendeva sul Doria: la presunta mancanza di un centravanti presentabile.

Adesso, guai a distrarsi, a sentirsi inattaccabili e a credere che il cammino sia una discesa rompicollo, ma le basi per ulteriori esultanze sono state poste. Ora tocca alla società sbrogliare la matassa giudiziaria trovando un accordo col Viperetta: una partita, quella da giocare negli studi legali e, forse, nelle aule giudiziarie, che appare più insidiosa rispetto a quelle programmate dentro gli stadi.

PIERLUIGI GAMBINO

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