Il Genoa offre fiera resistenza all’Inter tiranna del campionato: 1-2

Tratto da Pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

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Il bello di essere tranquilli in classifica dovrebbe essere che le sconfitte onorevoli non lasciano l’amaro in bocca, solo orgoglio per i propri colori. Il bello di questo Genoa neopromosso è che ha una volontà talmente granitica da far dispiacere pure per la sconfitta in casa della schiacciasassi Inter. E far suscitare qualche rancore per il rigore del momentaneo 2-0, un caso di difficile lettura per l’arbitro, chissà se i meneghini si sarebbero imposti anche senza quel penalty. I Nerazzurri sono fortissimi, ma la banda del Gila resta appigliata alla speranza di un punticino sin quasi all’ultimo secondo, evitando le Forche Caudine che i capilista avevano imposto alle ultime rivali. Ottava vittoria in campionato di fila per loro, undicesima in assoluto contando Supercoppa e Champions. Ultimi a imporgli una mezza battuta d’arresto? Il Genoa al Ferraris.

Le formazioni

Il tecnico di Biella manda in campo una formazione quasi uguale a quella che ha battuto l’Udinese l’ultimo turno di campionato, ancora di lunedì, col solo De Winter a rientrare in formazione dalla squalifica, quindi il belga con Bani e Vasquez davanti a Martinez, Sabelli e Martin sulle fasce, Frendrup in mediana, Badelj in regia, Messias a supporto loro e della coppia Guðmundsson-Retegui.

Inzaghi Simone manda in campo Sanchez come partner di Lautaro, evidenziando una volta di più la ricchezza della sua rosa, in difesa Carlos Augusto sostituisce Bastoni, e affianca Pavard e De Vrij a protezione di Sommer; A centrocampo confermato Asllani vicino a Barella e Mkitharyan, a destra gioca Dumfries, a sinistra Dimarco.

Una prima mezz’ora di equilibrio, poi l’Inter prova a dilagare

Gila ha costruito sin dalla seconda giornata, pagando pegno solo all’ormai tanto lontano quanto famigerato esordio con la Fiorentina, un undici che non si lascia intimorire da nessuno, nemmeno da quest’Inter che sta dominando con merito il campionato, e a cui all’andata tra le mura amiche è stato strappato il pareggio. Non c’è nemmeno timore riverenziale, solo accortezza nel fronteggiarla, sapientemente miscelata alla giusta dose di aggressività. Il Grifo sin dai primi minuti attende l’avversario più dotato nel palleggio e lo pressa quando minaccia di guadagnare troppo terreno, mantiene le giuste distanze tra i reparti, cerca di tenere la testa ben alta a fronteggiare la rivale e non solo rintanata nelle retrovie. Ne esce una partita dai ritmi compassati, in cui i padroni di casa cercano con pazienza lo spazio giusto per il colpo letale, gli ospiti con tenacia un minimo di spazio per graffiare a sorpresa.

Qualche schermaglia da una parte e dall’altra come un velleitario colpo di testa di Badelj da fuori area, poi il primo vero sussulto al quarto d’ora, i fitti ricami nerazzurri si fanno così intensi al limite dell’area da diventare un flipper, l’ultimo tocco bello e deciso di Barella con un po’ di fortuna arriva proprio sui piedi di Di Marco solissimo davanti a Martinez, l’iberico lo ipnotizza, ma in realtà l’esterno della Nazionale era in fuorigioco.

Al 24’ Mkitharyan riceve sulla fascia, accelera in doppio passo e crossa con dolcezza e precisione sin dentro l’area, ove Barella conclude di collo piede piede, tentando o forse finendo quasi per beffare Martinez con una volée, alta di un soffietto.  Sussiste in effetti il sospetto che intendesse in realtà appoggiare per Lautaro Martinez.

Al 26’ occasione clamorosa sciupata dai rossoblù per portarsi in vantaggio: Guðmundsson apre per Sabelli che crossa per Retegui, l’oriundo schiaccia in porta, Sommer para, pallone sui piedi dell’islandese che praticamente a porta vuota non inquadra la porta!

Forse il rischio rende più accorti e cinici i padroni di casa, che cominciano ad affrettare le conclusioni, e al 30’ con una triangolazione decisa approfittano di una costruzione dal basso farraginosa per imbastire il dritto per l’uno a zero: Barella prende il pallone e con un diagonale da alfiere spaccapartita serve Sanchez, il cileno appoggia per Asllani e poderosa botta sotto la traversa, primo gol con la Beneamata per il centrocampista.

Segue un quarto d’ora che fa emergere l’enorme divario tra le due squadre, e al 36’ avviene il fatto che susciterà delle discussioni e probabilmente anche qualche polemica di troppo: Lautaro pesca accorrente in area da sinistra Barella, il campione d’Europa tira prima che Frendrup possa chiuderlo e manda sull’esterno della rete dando la sensazione del gol, il danese in scivolata, intempestiva e un po’ spericolata, ma volta esclusivamente a deviare il pallone, sullo slancio atterra Barella. È rigore oppure no? È vero, lo scandinavo, peraltro già ammonito, prende in pieno il regista sardo, che però non ha più il possesso del pallone al momento del contatto e di fatto non è stato ostacolato al momento della conclusione. Il fischietto Ayroldi va dal VAR e si convince per la sanzione dal dischetto. Lautaro con magnanimità concede il piazzato a Sanchez e questi spiazza Martinez.

Asslani cerca subito dopo il tris e bis personale con una conclusione dal limite, Lautaro spara da pochi metri sulle mani di Bani, che però sono attaccatissime al corpo quasi a protezione del viso, infine al 46’ in pieno recupero è Vasquez a immolarsi in scivolata per impedire a Mkitharyan di dilagare.

Vasquez la riapre e il Genoa ci prova sino alla fine

Nell’intervallo Gilardino toglie l’ammonito e giovane Frendrup per il veterano Strootman, che però si farà subito ammonire al 47’ per una scivolata troppo irruenta su Lautaro. Prima ancora l’Inter aveva avuto modo di cercare subito il 3-0, con Bani pronto a interrompere un’insidiosa trama tra Barella e Mkitharyan.

Al 50’ prodezza solo accarezzata da Lautaro, stoppa un difficile spiovente sulla sinistra dell’area, si gira e manda al volo alto di poco dalla parte opposta, mentre tra il 52’ e il 54’ Vasquez riapre la partita: prima in scivolata impedisce al neoentrato Darmian di cercare la porta, poi Badelj immette nel cuore dell’area un cross morbido, De Vrji anticipa Retegui ma sul rimbalzo piomba il messicano, tiro al volo che va a infilarsi rasoterra nell’angolino.

L’insperato gol della bandiera risospinge in avanti con più convinzione gli uomini di Gilardino, che fa dei cambi, fuori l’impalpabile Messias per Vitinha e Martin per Spenxe, mentre Inzaghi immette Thuram per Sànchez e Acerbi per Di Marco.

Il portoghese troverebbe subito il gol del pareggio al 66’ su una spizzicata di testa del sempre combattivo Retegui, un bel destro deciso dal limite su cui Sommer non può nulla pur toccandola, ma era in posizione di fuorigioco.

Il Genoa continua a cercare un pareggio che sarebbe un’impresa, l’Inter amministra attenta e studia il colpo del KO. Al 74’ Retegui devia un cross di testa e manda a lato, quindi al 82’ un’azione elegantissima dei padroni di casa, con il neoentrato Arnautovic che col tacco serve il velocissimo Thuram, in mezzo corta per Barella, tiro, a lato di poco.

I minuti finali sono concitati ma non troppo corrosivi per nervi e ventricoli: un bello scambio al limite dell’area dopo un contropiede tra Vitinha e Badelj si conclude con un nulla di fatto, poi su un cross dalla sinistra Bani in probabile posizione di fuori gioco fa male ad anticipare di testa l’accorrente Spence in posizione insidiosissima, infine Martinez nega ad Arnautovic il secondo gol al Genoa in stagione.

Al triplice fischio rabbia e rimpianto per il Genoa ma di quelli giusti: quando si sfiora un’impresa e si sa di non aver realmente perso nulla nel perseguirla. Di dispersi ci sono solo i semi nel terreno per un futuro ancora migliore.

Federico Burlando

Inter-Genoa 1-2 Serie A 2023-24 Tabellino

Inter (3-5-2): Sommer; Pavard (28′ st Bisseck), De Vrij, Carlos Augusto; Dumfries (1′ st Darmian), Barella, Asllani, Mkhitaryan, Dimarco (20′ st Acerbi); Sanchez (20′ st Thuram), Martinez (31′ st Arnautovic). Allenatore: Inzaghi

Genoa (3-5-2): Martinez; De Winter, Bani, Vasquez; Sabelli (43′ st Ekuban), Messias (18′ st Vitinha), Badelj, Frendrup (1′ st Strootman), Martin (18′ st Spence); Gudmundsson, Retegui.
Allenatore: Gilardino

Arbitro: Ayroldi

Marcatori: 30′ Asllani (I), 38′ rig. Sanchez (I), 8′ st Vaszquez (G)

Ammoniti: Frendrup (G), Dumfries (I), Strootman (G), Vasquez (G), Martinez (I)

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