Pirlo col Lecco di Bonazzoli alla ricerca di un bomber e del 4°acuto di fila in casa

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Emiliano Bonazzoli oggi allena con profitto la matricola Lecco, ma nella carriera di calciatore fece tappa nella Genova blucerchiata e nella prima stagione realizzò la bellezza di 9 gol in 17 partite prima di incorrere nel primo di due devastanti infortuni al ginocchio. Non era un fuoriclasse, ma sapeva difendere palla, sfruttare alla perfezione il fisicaccio e centrare la porta con elevata frequenza. Il suo ritorno a Marassi suggerisce un paragone con Manuel De Luca, che con Bonazzoli condivide il ruolo e un perfido passato di interventi chirurgici. Ora, perfettamente ristabilito, ha il dovere di imitare le iniziali imprese del suo predecessore.

D’altronde, con Borini lungamente ai margini e Pedrola sinora costretto (ben che vada) ad un impiego part-time, Andrea Pirlo sta cercando col… lanternino una nuova bocca da fuoco. Una caccia resa ancor più obbligata dalla contingente assenza del cannoniere improvvisato De Paoli, fermato per un turno dal Giudice Sportivo. Una domanda è lecita: chi in casa Samp potrebbe garantire il tocco vincente? In teoria Esposito, il quale sinora ha accumulato più amarezze – sotto forma di legni colpiti – che soddisfazioni. Oppure Verre, che ad ogni morte di papa inventa una giocata da campione, o Kasami, la cui “castagna” dal limite potrebbe rivelarsi letale.

Ma è proprio verso De Luca che si debbono indirizzare gli auspici più vivi. L’ex perugino non diventerà mai un bomber, ma in teoria nulla gli manca per rendersi utile anche in fase di realizzazione. Gli occorre una certa dose di fortuna in più, ma soprattutto la convinzione di poter spaccare il mondo, sfruttando i centimetri, i muscoli e le spalle larghe di cui dispone.

Comunque, quale che sia il cannoniere di giornata, conta battere i blucelesti, che si sono ormai scrollati di dosso quell’iniziale provvisorietà dovuta ad un avvio stagionale travagliato, senza la certezza di poter giocare in cadetteria (per questioni di campo di casa) e con una campagna di rafforzamento conseguentemente condizionata.

Rispetto alla Samp, nobile decaduta, la primaria differenza risiede nella consapevolezza dei propri destini di neopromossa, protesa con tutte le forze ad una salvezza che era e resta complicata. Da ciò scaturisce una spiccata combattività e la tendenza a correre, con o senza palla, in ogni zona del campo, senza mai mollare. Non esistono alternative per un manipolo di pedatori in gran parte sconosciuti a certi livelli ma capaci di fare gruppo e di sposare le scelte coraggiose di un mister – il sunnominato Bonazzoli – che insiste sul 4-3-3, solitamente abbinato alle prime della classe.

La Samp ha faticato a calarsi nel clima della cadetteria e ora insegue – dopo mesi di allarmante carestia – il quarto successo casalingo di fila: una sorta di record. Impresa alla portata, ma a patto di cancellare con un colpo di spugna la pessima recita di Brescia e di salire di livello al confronto con la prestazione offerta nel derby ligure, vinto meritatamente soprattutto grazie alle patenti carenze dello Spezia.

Pirlo in settimana ha scosso i suoi ragazzi come alberi di mele, e anche le ultime dichiarazioni del patron Manfredi sono state improntate alla critica. Serve come il pane una metamorfosi mentale, perché è sempre la testa a muovere le gambe, e non viceversa. Riusciranno a produrla i virgulti che compongono l’ossatura blucerchiata? Parecchi di loro hanno ancor bisogno di una guida in campo, e qui – mancando Borini, Depaoli e Vieira – ci si deve aggrappare a Kasami e a Verre, non propriamente due leader.

Serie B 2023/24 | Sampdoria-Palermo
Gol Sampdoria (1-0): esultanza Fabio Borini Fonte: Pagina Facebook UC Sampdoria

Capitolo formazione. In retroguardia – scontato il rientro di Stojanovic in luogo di De Paoli – la disponibilità del ristabilito capitan Murru potrebbe preludere ad un ulteriore cambio, con tre giocatori – Giordano, Ghilardi e Gonzalez – a rischio accantonamento. A centrocampo, nell’attesa che Benedetti (comunque convocabile e impiegabile per uno spezzone) lieviti a livello di condizione, per la sostituzione di Vieira sembra lasciarsi preferire Askildsen rispetto al vivace ma meno inquadrabile Girelli, reduce da un’annata felice proprio nelle file del Lecco.

In avanti non si guazza nell’abbondanza, sicché la scelta del tridente Verre – Esposito – De Luca risulta praticamente obbligata, con il giovane ma ancora acerbo Delle Monache di rincalzo e, all’orizzonte, l’invocato Pedrola.

A leggere i nomi che caratterizzano i due organici, affiora il pensiero che non esista partita, ma la realtà spesso si fa beffe di certi parametri. Servono concentrazione, agonismo, combattività: tutte doti ben più incidenti di fama e prestigio.

PIERLUIGI GAMBINO

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