Rebus in attacco per Gilardino, col dubbio Retegui per l’Empoli

Foto: Pagina Facebook Genoa CFC.it

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Sotto certi aspetti, forse sarebbe stato preferibile affrontare l’Inter o la Juve, corazzate troppo forti anche se affrontate al gran completo. Invece il calendario assegna al Genoa un drammatico spareggio proprio nel momento più delicato della stagione, con l’infermeria popolata di elementi-base e una classifica che, senza risultare drammatica, risente dei clamorosi scempi avvenuti nelle ultime disastrose gare in trasferta.

Sia chiaro, l’Empoli, rivale diretta nella corsa verso la salvezza, è battibile anche in condizioni precarie, ma una partita che in situazioni normali avrebbe avuto un esito pressoché scontato si presenta abbastanza equilibrata ed incerta. Il popolo genoano, pur indispettito dalla beffa di Frosinone – episodio che ha fortemente incrinato la stima generale nei confronti di mister Gilardino – è pronto a farsi pesare il proprio abituale incitamento ed ha individuato un altro salvagente cui aggrapparsi per non affogare. Il riferimento è a Malinovskyi, che dopo essere stato un oggetto misterioso per alcuni mesi, è deflagrato in Ciociaria offrendo un paio di “chicche” da stropicciarsi gli occhi. Che l’assenza di Gudmundsson gli abbia personalmente giovato? Probabile. L’ucraino, tornato nella sua dimora abituale, la zona rifinitura, senza doverla dividere con alcuno, è improvvisamente risorto e ora, in tempi di carestia, il suo magico piede mancino può rivelarsi provvidenziale per le sorti del Grifo.

D’altronde, chi se non Ruslan può sopperire alla contemporanea assenza di Gudmundsson e Retegui, i due bomber conclamati di casa Genoa? Attorno all’italo-argentino, in verità, si sta consumando una settimana tra speranze e disillusioni. Il suo rientro, non più così impossibile (anzi, è fiorito un certo ottimismo), resterà in bilico sino all’ultimo momento, col timore di un nuovo peggioramento del suo infortunio al ginocchio e la consapevolezza che servirebbe rischiare qualcosa pur di non privare la squadra di un terminale così determinante.

Foto: Pagina Facebook Genoa CFC.it

Purtroppo, Ekuban è nel folto gruppo degli indisponibili e così rimane soltanto Puscas, croce e quasi mai delizia di una piazza incredula di fronte ai suoi exploit alla rovescia nelle aree avversarie. Neppure la sicurezza di un posto al sole lo ha psicologicamente ritemprato: in terra laziale il rumeno è cresciuto nel gioco di sponda al servizio della squadra, ma è soprattutto in zona gol che si attende un suo contributo.

Il Genoa, pur ricco di cerotti e magagne, ci proverà insistentemente, nella speranza che – chissà – anche le incursioni di Dragusin (attaccante aggiunto da non disprezzare) possano sortire l’agognata segnatura. L’obiettivo del successo, vale ripeterlo, resta alla portata, anche considerando le assenze di Strootman a centrocampo e di Bani in retroguardia. L’emergente De Winter è in grado di ovviare al forfait del vicecapitano, ma sostituire l’olandese è un problemone. Dovrebbe spuntarla Thorsby, un combattente però più adatto ad una partita di contenimento. Kutlu e Galdames, altri centrocampisti disponibili, non sembra offrano assicurazioni sufficienti.

Il canovaccio del match è prevedibile: Genoa votato all’attacco ma senza sbilanciarsi, alla ricerca paziente di uno spazio utile per le incursioni di Malinovskyi o per l’inserimento di un esterno. Attenzione, però, ad arginare le ripartenze di un Empoli non poderoso ma agile, ficcante, capace di ariose manovre in velocità, in teoria più dinamico e rapido dei rossoblù. Privo di Baldanzi, il team toscano si affida al mestieraccio di Caputo e alla verve dei suoi promettenti ragazzotti.

Mister Andreazzoli, la cui avventura alla guida del Grifone durò appena sette partite, è l’incontrastato idolo della tifoseria empolese e ha il pregio indiscusso di saper produrre un calcio propositivo e organizzato. Per imporsi in certe contese così tirate servono però il gioco “sporco”, la feroce determinazione, perfino la tendenza al fallo tattico più che le finezze e sotto questi aspetti i rossoblù, pur rimaneggiati, si lasciano ampiamente preferire.

PIERLUIGI GAMBINO

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