A Frosinone si desta Malinovskyi ma il Genoa continua a dormire in zona Cesarini e perde 1-2

Tratta da pagina Facebook Ufficiale CFC Genoa 1893

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La necessità dovrebbe aguzzare l’ingegno e Gilardino ha dimostrato che pian piano che andavano seccandosi i fichi del suo campo comunque sapeva andare a nozze con le necessità di classifica. I tracolli negli ultimi minuti però erano un vizio per niente veniale anche quando i migliori stalloni della scuderia erano a disposizione, ora che per gli acciacchi son tempi di vacche magre e di carestia perdere un punto meritato e rinforzare una rivale diretta è veramente un peccato capitale. Possibile che con tutti gli espedienti che ha saputo inventarsi da quando è sulla panchina del Grifone non sia riuscito a trovare una soluzione a un problema che è costato ben 8 punti in 6 gare diverse, su un totale di 13 a oggi giocate? Il Genoa visto a Frosinone ha dimostrato di essere solido anche senza il capitano e i due assi Guðmundsson e Retegui, ma quasi del tutto inabile a farsi pericoloso. A maggior ragione avrebbe dovuto far di tutto per non concedere nulla in zona Cesarini. E invece è arrivato l’ennesimo tracollo che impedisce di dare delle robuste fondamenta di tranquillità alla classifica, specie ora che le compagini che sembravano essere più pericolanti danno squillanti segnali di ripresa.

Gilardino prova a far fronte alle pesanti assenze con le alternative teoricamente di lusso, per cui nel 3-5-2 davanti a Martinez ritorna titolare Vogliacco assieme a De Winter e Drăgușin; ai lati Sabelli e Haps, in mezzo il solito trio Frendrup, Badelj, Strootman, Haps; davanti la coppia Malinovski- Pușcaș.

Di Francesco dispone i suoi in un 4-3-3 che soprattutto dalla cintola in avanti è infarcita di preziosi prestiti dai club più ricchi di talento d’Europa, e che stanno giovando molto agli interessi dei ciociari: quindi Oyono, Okoli, e gli ex Spezia Romagnoli e Marchizza a protezione di Turati; Bourabia, Barrenechea, e il brasiliano del Real Madrid Reinier in mediana; dietro allo spauracchio della scorsa B Cheddira, di proprietà del Napoli, i due talentini che più hanno brillato, Ibrahimovic dal Bayern Monaco e, soprattutto, l’italo argentino Soulé, miglior calciatore di Serie A del mese di ottobre.

Attesissimi i due uomini della coppia d’attacco rossoblù: Malinovsky chiamato a far brillare il suo talento come nelle precedenti stagioni all’Atalanta, Pușcaș a far valere l’ennesimo spazio da vice Retegui concessogli dal fato e dall’infortunio dell’oriundo, questa volta non una nicchia di una manciata di minuti a fine gara ma una vetrina da titolare.  E c’è subito un’occasione per il rumeno: Sabelli in pressione sulla manovra dei gialli padroni di casa ruba il pallone a Barrenechea e mette il compagno proprio davanti a Turati, apparentemente solissimo, ma Okoli in recupero ne smorza il tiro e per il portiere è possibile salvare sulla linea ritrovandosi il pallone sotto la mano destra.

Brividino poco dopo anche dalle parti di Martinez, di quelli con cui il portiere spagnolo da ormai un po’ di mesi tormenta la psiche dei genoani senza però aver per il momento sortito effetti più reali: su un retropassaggio indugia a rilanciare lungo, si accorge all’ultimo che rischia di svirgolare malamente col centravanti avversario in agguato, con un movimento da torero quindi finta il passaggio e appena sbilancia la punta in pressione nello spiazzarsi a sua volta tenta un difficile passaggio lungolinea a Sabelli che in qualche modo impedisce il regalo del corner o della rimessa laterale.

Nonostante l’avvio febbrile la partita scivola rapidamente verso ritmi meno densi di eventi, con i due blocchi di centrocampo che col fiato e i polpacci asfissiano i creatori di gioco e si cerca uno spiraglio in verticale o sulle ali per far respirare l’azione. Vogliacco e De Winter confermano la solidità dell’intero reparto difensivo rossoblù, mentre sempre si conferma Pușcaș, ma come attaccante incapace di tenere su i compagni, più prono a piombare su un pallone buono in area nel tentativo di sfruttare un’occasione.

Così si supera la mezz’ora senza materiale realmente degno di highlights, incursione iniziale di Pușcaș a parte, coi rossoblù forse migliori nel fraseggio grazie anche a Malinovskyi che arretra spesso a dare supporto con il suo piede raffinato e intelligente, e con i locali più creativi nel cercare uno spunto di talento o un tiro dal limite, un cross a effetto o qualsiasi cosa che possa indirizzare il match a proprio favore.

Così si arriva al 34’ quando proprio il temutissimo Soulè trova il gol: dalla destra prova ad accentrarsi e libera un tiro potentissimo ma non molto angolato, Martinez ne vede arrivare la traiettoria e si predispone a respingere coi pugni, ma finisce per smanacciare male e così il pallone si infila in porta.

Passa appena qualche frenetico, turbolento giro di lancetta e al 38’ Malinovskyi si inventa il pareggio, una prodezza balistica che potrebbe finire sia su un manuale di artiglieria che in un libro di Storia dell’Arte: in una zolla di suolo si raccoglie, si gira e da 25 metri scaglia un ferocissimo bolide, che con un effetto preciso come un missile autoguidato ed elegante come una farfalla va a infilarsi nel sette.

Si va al riposo con l’infelice caso di Strootman, piegato da un infortunio muscolare e costretto a chiedere il cambio al 41’; si prova a tenerlo in campo sino all’intervallo per non bruciarsi lo slot ma l’olandese proprio non ce la fa, Gilardino non vuole rischiare e immette Thorsby al suo posto. Finisce la frazione con Pușcaș che imbeccato da Malinovskyi ci provacchia dal limite dell’area ma da posizione molto angolata e difficile.

Nessun cambio nell’intervallo e nella ripresa il Frosinone comincia fortissimo: Cheddira pesca Reinier al limitare dell’area che apre per Ibrahimovic, smarcato nel lato sinistro dell’area, conclusione, Martinez trattiene. Quindi un tiro-cross di Oyono che attraversa tutta l’area senza che nessuna gialla casacca riesca a deviare in porta, mentre al 55’ un lancio lungo del portiere spagnolo, uno dei famigerati suoi, rischia di spiazzare l’intera retroguardia chiamata a proteggerlo. Poco dopo però è l’undici gilardiniano ad avere una buona chance, con un cross basso dalla destra di Sabelli che lascia a Thorsby una ghiotta occasione di piatto dal limite, a lato non di molto, ma nel tirare sottrae la possibilità a Malinovskyi, dietro di lui e più portato a rifinire le azioni.

Si entra in una fase di gioco in cui il maestro di gioco ucraino sale in cattedra e comincia a dispensare pregevoli inviti dalla trequarti per le ali, mentre al 61’ Di Francesco immette l’ex Caso e Brescianini per Ibrahimovic e Bourabia, effervescenti ma non spumeggianti.

Proprio Malinovskyi al 67’ conferma le sue straordinarie doti balistiche: su un piazzato da posizione molto lontana e defilata sulla destra interessante per il cross, si inventa un’altra traiettoria a effetto spaccaporta, che va a sbattere all’estremità bassa della traversa a destra, laddove si concatena al palo. Dalla rimessa del fondo nasce una ripartenza veloce di Marchizza innescato da Caso, la sua conclusione impegna Martinez che trattiene in due tempi. Poco dopo, al 70’, è proprio Marchizza, stanco e malconcio, a lasciar spazio a Monterisi.

Dai due lati sono gli entrambi provvisori mattatori di giornata a innescare le migliori occasioni, Soulé e Malinovskyi, ma l’ucraino è esausto è al 80’ lascia spazio a Junior Messias, il cui atteso ritorno, degno del cognome che porta, conduce a una rapida e deliziosa discesa sulla destra in contropiede, fermata solo da un triplicamento di marcatura. Al 84’ invece confuso tocco di Dragusin al limite destro dell’area a chiudere un cross, probabilmente prima col piede e poi con la mano inevitabilmente alta e larga nella dinamica dell’azione, check del Var, non ci sono glie stremi per il penalty.

Nonostante entrambe le compagini sembrino cercare la vittoria non paiono avere le forze per perseguirla; ma poi Di Francesco la vince con gli uomini immessi mentre farà discutere il triplice cambio di Gilardino al 87’, con Vogliacco, Badelj e Haps, che fanno spazio a Vasquez, Galdames e soprattutto Hefti, già macchiatosi di un paio di entrate rovinose in partita nei minuti finali. Forse il Grifo ne esce, letteralmente, destabilizzato, ance se non è dal lato dello svizzero che il Frosinone trova il gol col suo ultimo guizzo, al 93’: l’inesauribile genietto Soulé spende l’ultima magia del match per premiare l’inserimento di Brescianini, il quale immette in mezzo per la zampata di Monterisi, che beffa Martinez sul suo palo.

Il triplice fischio sancisce la beffa, più per il morale che per la classifica, ancora relativamente tranquilla. Aguzzato finalmente l’ingegno di Malinovskyi, vero e proprio Deus ex Machina di giornata, si dovrebbe comunque non perdere l’attitudine di giocare come una squadra che ha necessità di non regalare punti. Avendolo fatto per tutto l’autunno, si potrebbe anche smettere di farlo ora, sebbene si sia entrati nell’ultimo mese prima di Natale. Per chi c’è crede, è arrivato il momento dell’avvento del Messias.

Federico Burlando

 

FROSINONE (4-3-3): Turati; Oyono, Okoli, Romagnoli, Marchizza (24’ st Monterisi); Bourabia (16’ st Brescianini), Barrenechea, Reinier (34’ st Gelli); Soule, Cheddira (34’ st Kaio Jorge), Ibrahimovic (16’ st Caso).

A disposizione: Frattali, Cerofolini, Baez, Lulic, Cuni, , Garritano, Kvernadze, Lusuardi.

Allenatore: Di Francesco

Frosinone-Genoa2-1 Serie A2023-24

GENOA (3-5-2): Martinez; De Winter, Dragusin, Vogliacco (43’ st Vazquez); Sabelli, Strootman (43’ pt Thorsby), Badelj (43’ st Hefti), Frendrup, Haps (43’ st Galdames); Puscas, Malinovskyi.

A disposizione: Leali, Sommariva, Martin, Kutlu, Matturro, Fini, Papadopoulos.

Allenatore: Gilardino.

Arbitro: signor Luca Zufferli di Udine; assistenti Alessandro Costanzo di Orvieto (Terni) e Matteo Passeri di Gubbio (Perugia); Quarto Uomo Livio Marinelli di Tivoli (Roma); Var Michael Fabbri di Ravenna, Avar Giacomo Paganessi di Bergamo; prima della gara il messaggio dei capitani, Romagnoli Badelj, per la giornata mondiale contro la Violenza sulla donna.

Marcatori: 34’ pt Soulé (F), 38’ pt Malinovskyi (G), 48’ st Monterisi (F)

Note: spettatori: 14.018; abbonati: 10.684; spettatori paganti: 3.315 (di cui 599 ospiti); Totale incasso compreso rateo abbonamenti: euro 303.289; angoli: 4-2 per il Frosinone; ammoniti: 6’ pt Vogliacco (G), 28’ st Sabelli (G), 13’ st Oyono (F), 20’ st Reinier (F), 45’ st Frendrup (G); recuperi: 3’ pt; 5’ st.

 

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