Il Genoa contro la Salernitana per la prima volta ha l’obbligo di cercare la vittoria

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Nel variegato e composito Mondo Genoa serpeggiano ansia ed inquietudine. Per nove partite i rossoblù sono scesi in campo senza l’assillo della vittoria, con la consapevolezza che un pareggino avrebbe accontentato anche i più esigenti. Venerdì, ospite la Salernitana, si vivrà un’atmosfera ben differente: i tre punti diventano obbligati.

Si tratta del primo confronto tra pericolanti sulla pelouse marassina, e l’esigenza di aggiudicarselo non influisce soltanto nella psiche dei calciatori. Suscita infatti un mare di curiosità il quadro tattico che si delinea, con la necessità de parte del Grifo di comandare le operazioni invece che giocare sull’avversario, come successo sinora. E tutti a chiedersi con un briciolo di ansia se quest’organico sia in grado di produrre una metamorfosi così radicale, cambiare totalmente abito e diventare più intraprendente e produttivo.

Il quesito è senza una risposta preventiva. Di sicuro, con un Retegui nel motore il Genoa potrebbe sbandierare gli unanimi favori degli esperti, ma l’ipotesi è abbastanza forzata e altamente improbabile. E se anche il bomber rispondesse presente, pur con qualche rischio, quale rendimento potrebbe garantire?

Foto: Pagina Facebook Genoa CFC.it

Meglio guardare oltre e studiare qualche mossa alternativa. Un virtuale referendum tra i tifosi riguardo al nome del sostituto e all’assetto rossoblù vivrebbe di innumerevoli espressioni tutte diverse tra loro. È davvero un ginepraio districarsi tra ipotesi che reggono poco, a rigor di logica. Chi scegliere ad esempio tra Puscas ed Ekuban, che stanno duellando a chi si rende meno utile alla causa? I due sono diversissimi come caratteristiche e, trattandosi di una gara d’attacco, il rumeno parrebbe più adatto, ma la serie A, per lui, si sta rivelando un ostacolo durissimo da superare. Il suo concorrente è un contropiedista, più idoneo semmai a conservare un eventuale parziale favorevole.

Tra i due litiganti, così, potrebbe… godere Malinovskyi, che tra le linee si è già disimpegnato ai tempi d’oro: il problema è che davanti a lui giostrererebbe (e sembra davvero lo sbocco più probabile) un campione autentico come Gudmundsson, che tutto è meno che una punta autentica.

More solito, ci si aspetta che l’islandese tolga le castagne dal fuoco con una giocata vincente, ma questa situazione un po’ intristisce. Mai come stavolta in area avversaria dovranno avventurarsi pure gli esterni Sabelli (pressoché sicuro del posto) e Haps (o Martin) ma anche i difensori centrali Bani e Dragusin, due giganti sui calci fermi. Più difficile – ma chissà che… – aspettarci la conclusione vincente dai mediani, le cui qualità balistiche sono assai modeste. Già, ma chi di loro scenderà in campo? Di sicuro l’insostituibile Frendrup, probabilmente Badelj e poi? Il combattivo Thorsby? Il figliol prodigo Strootman, finalmente convocato? L’oggetto misterioso Kutlu? Il negletto Galdames?

Per fortuna la Salernitana sta anche peggio, e non solo a livello di classifica. Pippo Inzaghi è stato chiamato al capezzale di una malata grave e il pari rocambolesco di Cagliari ha almeno stoppato l’emorragia, ma senza risolvere i problemi di fondo. Il vecchio bomber non aveva entusiasmato nelle sue tappe di carriera in serie A (Milan, Bologna, Benevento), ma ha ottenuto la fiducia incondizionata del presidente Iervolino, cui sta rispondendo con qualche modifica nella disposizione tattica e nella scelta degli uomini. La piazza granata, assai vulcanica ed esigente, chiede una scossa: di sicuro al Ferraris anche gli ospiti si giocheranno moltissimo.

Salvo ripensamenti, si annuncia il varo della 4-2-3-1 con Koulibaly a far legna in mediana, l’ex doriano Candreva di fascia, il guizzante Dia uomo più avanzato e il vecchio Fazio a comandare il reparto arretrato. Nomi prestigiosi, ma senza un canovaccio: solo improvvisazione. Riuscirà Pippo a trasformare l’Armata Brancaleone in una squadra? Magari col tempo, ma ora come ora il Genoa – sterilità offensiva a parte – mostra ben altra compattezza e potrebbe approfittare dei lavori in corso nel clan campano.

PIERLUIGI GAMBINO

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