A Udine ancora un super Guðmundsson, sfortuna e un errore nel finale: 2-2

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Il Genoa non aveva bisogno di andare dall’altro lembo delle Alpi rispetto alla Liguria per ritrovare certezze e lacune mostrate in quasi tutte le uscite precedenti di questo avvio di campionato. Da un lato alcuni elementi ispiratissimi e in forma per agoni anche superiori alla lotta retrocessione ai quali si alternano a sviste  e crolli nel finale che costano punti salatissimi; a quest’ultimi si annoda un filo di scalogna che sembra accompagnare la società da più di un secolo, e che gli americani nella loro ristrutturazione non sono ancora riusciti a recidere. La squadra che hanno impostato però, con l’allenatore che hanno scelto, per quello che il loro primo effettivo campionato di Serie A, se pure ancora attira i baci della buona sorte, perlomeno strappa sufficienti applausi e punti da valersi l’approvazione di pubblico ed esperti. Così da Udine la compagine rossoblù è uscita con due punti persi, che resta comunque un modo per dire che ne valeva tre.

Assenti Badelj e Strootman per mantenere elevato il tasso di qualitá tra la trequarti, ove imperversa l’estro di Guðmundsson, e la mediana, dove straripa l’energia di Frendrup, ritorna finalmente titolare Malinovskyi, con Thorsby, tra i protagonisti contro la Roma, in appoggio, con De Winter a destra e Haps, esordio stagionale con titolarità,  a sinistra, davanti a Martinez e il trio Bani-Dragusin-Vasquez, e tutti dietro a Retegui, in un consueto ibrido, tra il 5-3-2 e il 3-5-2. Dell’undici iniziale che ha demolito la Roma mancano l’acciaccato Sabelli e il giovane Maturro.

Più rigido il 3-5-2 dell’Udinese del pericolante ex Sottil, con il duo Success-Lucca all’avanguardia, il veterano Pereyra a guidare le operazioni in regia e l’enfant prodige Samardzic, acciaccato, in panchina da spendersi come asso nella manica.

Partenza a ritmi lenti, il Grifo ha voglia di spiccare il volo una volta per tutte ma sa che l’Udinese é un avversario spigoloso, un animale  che giá per natura é un guardingo che si spinge fuori dalla tana solo quando puó mordere a colpo sicuro, e che perciò va approcciato più con cautela che con spavalderia.

Si susseguono quindi le scaramucce in mediana, coi rossoblú comunque un po’ più propositivi, con Guðmundsson  che da le prime avvisaglie del suo straordinario match con un cross basso per Retegui, e i maggiori rischi per le due squadre provengono dai passaggi dei propri portieri per imbastire la costruzione dal basso. Proprio da uno di questi al 14scaturisce il primo vantaggio del Genoa: Silvestri lancia con disattenzione in una macchia di centrocampo dove ci sono solo genoani, Frendrup arpiona il pallone e serve subito Guðmundsson, che dal limite con un pallonetto perfettamente calibrato in potenza e precisione trova l’angolino destro, confermandosi l’uomo del momento non solo del Vecchio Balordo ma dell’intera Serie A.

I friulani provano a pareggiare subito: Kamara mette al centro per Pereyra che davanti alla porta stoppa alla perfezione e si predispone per una conclusione a botta sicura. Alla battuta peró si oppone Vasquez, che salva su un gol che sarebbe stato praticamente fatto.

Segue un breve intermezzo in cui il Genoa sembra in controllo, spinto da forma ed entusiasmo.  Al 23′ peró arriva a sorpresa e con un generoso pizzico di fortuna il pareggio bianconero: il guizzante Kamara dalla sinistra, la medesima fascia da cui era arrivato il gol del momentaneo pareggio contro la Roma, immette il cross che trova prima una duplice deviazione del pallone tra Success e Dragusin saltati a contenderselo, poi scivola verso Haps e gli rimbalza addosso come un flipper verso il centro dell’area, ed é bravissimo Lucca a controllarlo e a spaccare la porta con una fulminea conclusione devastante. Velocissimo check del VAR per un sospetto controllo di mano da parte dell’attaccante che però non c’é e si riparte da centrocampo.

Fonte: Pagina Facebook Genoa CFC 1893

Al 27′ il Genoa avrebbe trovato un nuovo pareggio, ancora con Guðmundsson: Haps duella sulla sinistra col proprio marcatore, lo supera con difficoltà, ma poi è bravo a mettere un bel cross dal fondo. De Winter di testa appoggia per l’islandese, che con un altro tiro precisissimo e potente infila nell’angolino. C’é però un lungo controllo del VAR che ravvisa un fuorigioco ai veri albori dell’azione, forse addirittura si potrebbe dire in quella precedente a quella che ha effettivamente portato al gol, e così tra vibranti e per niente ingiustificate polemiche la seconda perla di Albert viene annullata.

Fonte: Pagina Facebook Genoa CFC 1893

Il Grifo sembra comunque più vivace, al 35′ persino il tecnico Pereyra è costretto a spendersi un fallo tattico e il giallo per arrestare un esuberante Frendrup proiettato verso la porta. Sulla conseguente punizione nonostante la lunga distanza Malinovsky manda a lato di un soffio.

Al 41′ il 2-1 del Genoa, un’azione capolavoro incentrata sulle meravigliose giocate dei singoli: Malinovsky lancia da 40 metri per Albert e Retegui in fuga, l’oriundo stoppa il pallone difficilissimo alla perfezione, fa qualche passetto in avanti e poi serve Guðmundsson che trova ancora una volta l’angolo della porta, stavolta favorito da una una leggera deviazione di Bijol.

Fonte: Pagina Facebook Genoa CFC 1893

Il Genoa rientra negli spogliatoi con un meritatissimo vantaggio e ne esce immutato, mentre l’Udinese inserisce Zemura per Kamara. Il cambio non sembra sortire effetti e i rossoblù controllano con agio la partita per l’avvio della ripresa, poi al 55′ proprio Zemura viene murato da Thorsby mentre poco dopo Lucca colpisce malissimo da buona posizione su un traversone di Wallace. Le due conclusioni però sembrano essere arrivate per caso e così Sottil prova ad affilare la manovra con la qualità di Samardzic e Thauvin, rimuovendo Pereyra e Success.

Fonte: Pagina Facebook Genoa CFC 1893

Inizialmente anche questi cambi non sembrano sortire effetto, ma poi negli ultimi venti minuti il fraseggio dei friulani si farà più intenso e permetterà ai bianconeri di cercare il pareggio con una certa costanza, anche se le occasioni prima del 90′ ce le avrà il Genoa per chiudere la partita. Da una ripartenza avviata a sinistra dove spinge un ancora ottimo Vasquez arriva un bel passaggio basso ancora per Albert, che dosa ancora bene la potenza ma stavolta spara troppo centrale, trovando Silvestri. De Winter piomba sul rimpallo e manda poco oltre il palo, ma dal lato sbagliato, sull’esterno della rete. Al 78′ , dopo che era già entrato Kutlu per Malinovsky al 67′, entrano Puscas e Junior Messias  per Retegui e  Haps. I nuovi entrati si fanno pericolosi in contropiede, in particolare l’italo brasiliano ruba palla a Perez con un numero, sembra stia per perdere il pallone ma con un’altra giocata sterza e penetra in area dalla destra, prova a immettere il pallone nel suo cuore ma viene fermato da Silvestri in uscita.

Al 87′ entra Maturro per l’esausto Guðmundsson e si rivela un cambio sfortunato tra i due protagonisti della partita: appena quattro minuti dopo, al primo di recupero, sull’angolo di Samardzic Martinez sbaglia l’uscita e manca il pallone, che attraversa tutto il centro dell’area senza deviazioni,  e proprio quando sembra che non debba incocciare su nessuno è Maturro a scontrarlo con la testa nell’atto di correre verso la porta per proteggerla e quindi a imbucarla. Autogol!

Nel finalissimo entrambe le squadre cercano comunque il gol da tre punti, ma ad andarci assai vicino è di nuovo il Genoa: Messias recupera il pallone sulla trequarti e s’avventura in dribbling, Lovric può solo stenderlo con una scivolata da acciauiolo e si becca il rosso, dopo un calcio di punizione battuto in modo contorto Frendrup crossa, Vasquez sulla sinistra addomestica e mette in mezzo, la sfera vola tra un nugolo di magie e tacchetti ma nessuno la tocca, c’é tempo ancora per un contropiede e una punizione per i bianconeri, con Frendrup a spendersi con intelligenza un giallo, poi è il triplice fischio. Un rimpianto da tre punti per il Genoa, con la conferma però di valerli appieno, e con la speranza di avere presto la maturità di raccogliere più spesso i frutti che spettano dopo aver seminato con intelligenza e laboriosità per novanta minuti.

Federico Burlando

Udinese-Genoa 2-2 Serie A 2023-24

Udinese (3-5-2): Silvestri; Perez, Bijol, Kristensen (36′ st Ferreira); Ebosele, Pereyra (13′ st Samardzic), Walace (19′ st Payero), Lovric, Kamara (1′ st Zemura); Success (13′ st Thauvin), Lucca. A disp.: Okoye, Malusà, Guessand, Tikvic, Kabasele, Zarraga, Quina, Aké, Camara, Pafundi. All.: Sottil

Genoa (3-5-2): Martinez; Dragusin, Bani, Vasquez; De Winter, Thorsby, Frendrup, Malinovskyi (22′ st Kutlu), Haps (33′ st Messias); Gudmundsson (42′ st Matturro), Retegui (33′ st Puscas). A disp.: Leali, Sommariva, Martin, Vogliacco, Hefti, Hagiello, Galdames. All.: Gilardino

 

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