Parma difficilissima ma per Pirlo è comunque la prima chance per cambiare tutto

Fonte: Pagina Facebook UC Sampdoria

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La classifica, provvisoria finché si vuole, parla di un testacoda in programma al Tardini. Che il Parma potesse farla da mattatrice nessuna sorpresa, ma neppure i più pessimisti avrebbero immaginato una Samp nei bassifondi e, soprattutto, con il morale ad altezza zero.

Altro che confronto al vertice. Mentre i crociati viaggiano come un treno ad alta velocità, i blucerchiati stanno scoprendo che l’avventura tra i cadetti non è una passeggiata di salute e il lucidissimo blasone del club è un orpello, utile soltanto ad alimentare illusioni.

Vada come vada il match, dai blucerchiati ci si attende una consapevolezza del momento delicato ed una reazione accettabile. È quasi impossibile ripetere l’exploit alla rovescia compiuto contro il Cittadella, ma qualche flebile progresso non basterà ad invertire il trend. Giustissimo iniziare a chiedersi se mister Pirlo sia l’uomo adatto per risollevare i blucerchiati sotto ogni aspetto. Il timore è che sotto la patina di credibilità alimentata da una straordinaria carriera di calciatore possano allignare limiti di ogni tipo, primo fra tutti quello legato all’esperienza nel nuovo ruolo. Dal mister bresciano si pretende in primis una maggiore elasticità nelle scelte da attuare riguardo alla tattica, all’atteggiamento mentale, alla formazione. Nel recente incontro fra Pirlo e i dirigenti per analizzare il momentaccio sono certamente emersi suggerimenti al trainer, che dovrà decidere se farne tesoro o se continuare su una condotta periclitante.

Pirlo sarà pure un testardo, ma di sicuro proporrà sul terreno emiliano una squadra differente sotto svariati aspetti. A cominciare dall’approccio e dal posizionamento in campo. Serve uno scossone in fatto di ritmo, di cattiveria agonistica, di dinamismo, ma anche una metamorfosi mentale: la graduatoria impone maggiore prudenza, più attenzione alle chiusure difensive. Insomma, una Samp operaia, che badi al concreto. E qui sta il nocciolo: l’ex campione del mondo l’uomo è acconcio per questo tipo di situazione e i suoi giocatori, non ancora avvezzi al clima particolare della cadetteria, possono produrre l’indispensabile palingenesi?

La gente doriana ci crede ancora, e lo attesta la dimensione pazzesca dell’esodo verso la città ducale: almeno seimila tifosi, pronti a salutare i vecchi gemelli parmigiani a anche a festeggiare una svolta profonda da parte dei loro ragazzi. Guai a deludere quest’entusiasmo contagioso.

Quale undici proporre di fronte ai vari Man, Benedyczik, Bonny, esplosivi talenti di cui dispone mister Pecchia? D sicuro non mancheranno le novità, ma non aspettiamoci una rivoluzione, impedita dalla modestia delle alternative. Iniziando dalla difesa, probabile che Barreca, un acquisto di rilievo, avvicendi Giordano sulla fascia sinistra e possibile ma non sicuro che Facundo Gonzalez ottenga una chance come centrale difensivo. In mezzo al campo si annuncia un repulisti: Verre e Kasami non possono giocare assieme (almeno per ora), sicché l’ultimo arrivato dovrebbe accomodarsi in panca sperando che il capitolino non si limiti a qualche tocco sporadico. Ricci, altro elemento con motore e carrozzeria da aggiustare, lascerà il posto a più pimpante Yepes e il tuttofare De Paoli – ammesso che il dolore alla spalla rientri – è il favorito per completare il reparto, con Stojanovic pronto a sostituirlo sulla fascia destra difensiva.

In avanti, scontata conferma per il virtuoso Pedrola (l’unico bue di valore nella stalla doriana), mentre su Borini, ancora lontano da un rendimeto accettabile, occorre il punto interrogativo: e se toccasse al virgulto Delle Monache? Difficile, ma non impossibile.

Infine il ruolo di centravanti: La Gumina si è finalente sbloccato ed è in salute, ma Pirlo sta osservando i progressi dei convalescenti De Luca ed Esposito, Chissà che non tocchi ad uno di loro.

Il sesto test stagionale appare durissimo, ma la Samp in formato esterno è imbattuta e non ha mai sfigurato. Ternana e Cremonese (quella frenata dal non gioco di mister Balla, un dottore miracoloso in situazioni di pericolo ma un modesto costruttore di gioco), però, sono distanti anni luce da questo Parma che ha tutte le qualità per tagliare il traguardo della serie A con parecchie settimane di anticipo. Una sconfitta non sarebbe la fine del mondo, ma conterà il modo in cui dovesse materializzarsi.

PIERLUIGI GAMBINO

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