Una buona Samp cede alla magia nel finale di Luis Alberto

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Ci sono stagioni che vanno così, ed è inutile persino recriminare. Una delle migliori edizioni stagionali della Sampdoria esce ancora una volta a mani vuote, questa volta all’Olimpico, contro una Lazio nervosa e imprecisa, che però capitalizza al massimo una giocata da campione di Luis Alberto a dieci minuti dal termine.

Sarri schiera il suo 4-3-3 con Casale al centro della difesa e Cataldi in regia, mentre davanti, a far da spalla a Immobile, ci sono il guizzante Anderson e Pedro, l’uomo mascherato.

Dal canto suo, Stankovic non rinuncia al 3-4-1-2 nonostante le tante assenze di peso: ai lungodegenti Conti e Pussetto si aggiungono Gunter, Djuricic, Murillo e Quagliarella. Ecco, quindi, Zanoli nel trio difensivo con Nuytinck e Amione, con Rincon a centrocampo al fianco di Winks e Cuisance spostato sulla tre quarti in appoggio a Gabbiadini e Lammers.

Fa specie rivedere in tribuna Massimo Ferrero, nonostante l’avversione che i tanti tifosi blucerchiati presenti anche questa sera sulle sponde del Tevere nutrono ed esprimono nei suoi confronti.

Il primo tiro della gara è di marca blucerchiata, nella divisa gialla da trasferta: lo effettua Cuisance, di destro, al termine di una discesa di Lammers, dopo due minuti di gioco.

La Lazio pressa, corre e dialoga nello stretto, ma non trova varchi. Il primo tiro biancoceleste è su una punizione mal calciata da Luis Alberto, che si infrange sulla barriera.

La Sampdoria copre bene il campo. Per vedere la prima opportunità seria bisogna attendere un calcio da fermo: è il 21’ quando Milinkovic-Savic – in serata no, al pari di diversi suoi compagni – prolunga di testa un corner sul secondo palo, dove Immobile non trova la porta da pochi passi ma in coordinazione precaria.

L’occasione più ghiotta capita però al Doria: è il 29’ quando Augello trova Gabbiadini che rifinisce per l’accorrente Cuisance. Il mancino francese si ritrova la palla sul destro, è costretto al cambio di piede e dà modo a Marusic di deviarne provvidenzialmente la conclusione in calcio d’angolo.

La Sampdoria è viva, e dopo l’inizio tambureggiante i padroni di casa iniziano a sbagliare nel fraseggio, regalando palloni alla difesa e al centrocampo di Stankovic. Si nota un certo nervosismo tra le fila biancocelesti, con i giocatori che spesso non se le mandano a dire.

Tuttavia, nel finale di tempo, gli uomini di Sarri alzano il baricentro. Al 38’ Pedro approfitta di un errato disimpegno doriano e ci prova debolmente di sinistro, senza centrare la porta, ma al 40’ arriva la migliore, e clamorosa, occasione per la squadra di casa: Anderson, il migliore dei suoi nella prima frazione, libera il sinistro, su cui Audero interviene così così. Da destra ci prova allora Pedro, che da posizione decentrata prova un tiro che colpisce il primo palo, con la palla che resta lì e viene poi scaraventata fuori malamente sull’altra sponda da Immobile, decisamente fuori partita.

Nel complesso, un primo tempo più equilibrato di quanto fosse pensabile: la Lazio attacca ma senza grandi idee, mentre la Sampdoria tiene botta e non rinuncia alla sfida in campo aperto, proprio come desiderato da Stankovic.

L’inizio del secondo tempo vede partire meglio il Doria: al 52’ Leris, appena ammonito, trova Augello sulla sinistra per un cross intercettato da Provedel. Un minuto più tardi un errore in disimpegno della retroguardia laziale libera al tiro Gabbiadini, che però non riesce ad angolare la conclusione da ottima posizione, consentendo una facile parata al portiere ex Spezia.

Serie A 2022/23 | Lazio-Sampdoria
Nicolò Casale-Matias Vecino Falero-Sam Adrianus Martinus Lammers-Ivan Provedel

Ancora un paio di giri di lancette e su cross di Leris lo stesso mancino di Calcinate sfiora di testa il palo alla sinistra di Provedel. Al 56’ ancora Doria: su cross di Winks, sempre prezioso, Lammers di testa non riesce ad imprimere forza al pallone, preda nuovamente dell’estremo difensore di Sarri.

Il tecnico toscano non è contento, e inserisce Vecino per lo scialbo Cataldi e Zaccagni per un Pedro a corrente alternata.

I risultati sembrano vedersi subito: all’ora di gioco Zanoli commette uno dei pochi errori della sua partita lasciandosi scappare Marusic, il cui assist viene però sprecato malamente da Immobile che non trova la porta da eccellente posizione.

La Lazio alza i giri: dopo un giallo che costerà a Gabbiadini lo scontro di domenica contro la Salernitana ci provano Marusic, che conclude fuori dopo un bel triangolo in area, e Anderson, che scalda i guanti ad Audero.

La Sampdoria, dopo gli ingressi del comunque volenteroso Jese Rodriguez per Gabbiadini e dell’impalpabile Ilkhan – all’esordio assoluto, ma il messaggio per Sabiri appare chiaro – al posto di Cuisance, sparito nella ripresa dopo un primo tempo sufficiente, si ripropone con una punizione di Winks, sulla quale Nuytinck colpisce male di destro, mandando la palla sul fondo.

Proprio l’ex Udinese, suo malgrado, è co-protagonista dell’azione che decide la partita: su un traversone da destra la sua respinta è corta, e Luis Alberto si inventa un destro a giro dai diciotto metri che si infila non lontano dal sette alla sinistra dell’incolpevole Audero. Gran gol, ma che peccato! La Sampdoria stava rischiando pochissimo…

La Lazio pensa solo a difendersi e arretra vistosamente. Sarri toglie Lazzari (che da esterno basso vale la metà) e Milinkovic-Savic, per inserire Hysaj e Basic.

La Sampdoria invece si riversa nella metà campo biancoceleste, ma dei tanti palloni spediti in area solo uno meriterebbe miglior sorte: è una bella azione di Lammers, capace di ottimi avvii ma di modesti arrivi, che centra basso troppo sul portiere, quando nel cuore dell’area erano liberi tre giocatori in maglia giallocerchiata: è solo calcio d’angolo.

Non succede più niente, nonostante un forcing generoso quanto improduttivo, e la Sampdoria esce a mani vuote anche dall’Olimpico biancoceleste, nonostante il punto potesse tranquillamente starci. Non sarebbe stato un granchè per la classifica, ma sicuramente l’avrebbe mossa e avrebbe fatto morale.

Ma, ci ripetiamo, è un anno così: gli altri, di riffa o di raffa, trovano sempre un gol decisivo, di norma nel finale di gara, i ragazzi di Stankovic no, mai.

Una nota di merito a Colombo, l’arbitro: in campo non si è sentita la sua presenza, nonostante le continue proteste dei giocatori di casa per falli a loro vedere invertiti (tutti?). È già una notizia.

Il calvario continua: domenica sarà di scena la Salernitana, rilanciata dalla cura Sousa. Su quanto conti e quanto possa pesare, ormai, non ci si esprime nemmeno più.

Lazio-Sampdoria 1-0 Serie A 2022-23 Tabellino e Pagelle

Lazio (4-3-3): Provedel 6,5; Lazzari 5,5 (85’ Hysaj n.g.), Casale 6,5, Patric 6, Marusic 6; Milinkovic-Savic 5,5 (85’ Basic n.g.), Cataldi 5,5 (57’ Vecino 6), Luis Alberto 7; Anderson 6,5, Immobile 5, Pedro 6 (57’ Zaccagni 6). All. Sarri 6.

Sampdoria (3-4-1-2); Audero 6, Zanoli 6,5, Nuytinck 6, Amione 6,5; Leris 6, Rincon 5,5, Winks 6, Augello 6; Cuisance 5,5 (72’ Ilkhan n.g.); Gabbiadini 5,5 (72’ Jese n.g.), Lammers 5,5. All. Stankovic 6.

Arbitro: Colombo 6,5 (Mondin/Dei Giudici – Maresca – Abbattista/Di Paolo).

Reti: Luis Alberto (L) 80’.

Calci d’angolo: 8-3

Ammoniti: Leris 48, Gabbiadini 67’, Vecino 71’, Casale 78’.

Recupero: 0’ e 4’.

Note: serata fredda, folta e rumorosa rappresentanza blucerchiata sugli spalti.

Giuseppe Viscardi

 

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