Efficacia e rapidità della manovra, i problemi emersi a Parma, ancora una volta!

Fonte: Genoa CFC.it

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Cosenza, Benevento Brescia e Cittadella: ecco le uniche quattro squadre cadette ad aver sinora segnato meno del Genoa, che condivide con la Ternana il miserrimo quindicesimo posto nella classifica specifica. Questo semplice ma disarmante dato statistico suggerisce un interrogativo di stringente attualità: come si spiega l’attuale seconda piazza del Grifone? Con la saldezza difensiva e anche con l’estremo equilibrio – verso il basso, vale sottolinearlo – di un campionato che presenta una regina incontrastata, il Frosinone, e un gruppo sempre più folto di incostanti e limitate cacciatrici all’altra poltrona diretta in serie A.

I rossoblù parevano in fuga ma il rallentamento registrato negli ultimi due turni ha rimescolato le carte e insinuato parecchia ansia riguardo all’esito stagionale. A Parma, dove si poteva anche perdere senza urlare allo scandalo, Strootman e compagni hanno tenuto dignitosamente il campo per mezz’oretta senza però incidere e appena si sono trovati in svantaggio si sono letteralmente sciolti, limitandosi nel corso della ripresa ad una pallidissima, innocua reazione, dettata più che altro da qualche innesto dalla panchina.

Alberto Gilardino, al primo dispiacere della sua gestione, si è assunto ogni colpa della sconfitta: atteggiamento apprezzabile allo scopo di proteggere i giocatori. Ma se parecchi di loro – i più attesi all’opera – stanno inanellando prestazioni altamente sottotraccia, non si può imputare primariamente l’allenatore. Non può essere solo responsabilità del tecnico se Coda viaggia a medie realizzative (su azione) inferiori rispetto al solito e se Aramu balbetta da sempre un calcio inefficace. Sono stati i soli giocatori acquistati sul mercato estivo e non stanno rispondendo come era lecito attendersi. Guai però ad incolpare esclusivamente loro di queste defaillances offensive.

Genoa, Gilardino dalla sala stampa: “Sconfitta è mia responsabilità. Abbiamo fatto troppo poco”

La verità è che il mercato di riparazione invece di rinforzare l’organico ha creato ulteriori complicazioni al tecnico, che – per scelta autonoma o per qualche indebita pressione? – ha deciso di accantonare la difesa a quattro e sposare la “tre”, col risultato di privare la fas d’attacco di un elemento senza potenziare quella difensiva. Siamo così certi che il ritorno al Genoa di Mimmo Criscito – 36 anni – non abbia condizionato le scelte dell’allenatore? In queste ultime gare è cresciuto l’impiego dei calciatori over 30 quando sarebbe invece servito il ricorso a gente più giovane, motivata e atleticamente tonica.

Possibile che la sessione di gennaio si sia conclusa senza l’arrivo di uno centrocampista centrale? Badelj, il solo rossoblù propenso alla regìa, è sempre più indispensabile, ma l’età e qualche problemuccio fisico lo stanno frenando. Chi altri può surrogarlo nella zona nevralgica? E non era forse il caso di acquisire una mezzala di gamba, capace di “strappare” in fase offensiva? A Parma il solo a salvarsi, nella ripresa, è stato Jagiello che, pur senza esserne un formidabile interprete, perlomeno è adatto ad un certo ruolo. A settembre era disponibile, come incursore, Portanova, accantonato (stragiustamente, intendiamoci) per ragioni extracalcio: nessuno lo ha rilevato in organico.

E rieccoci alla prima linea. La società ha regalato a Gilardino un teorico rinforzo come Dragus, che nello spezzone di match contro il Pisa non aveva demeritato. Ebbene, al Tardini è rimasto in panca, evidentemente bocciato da chi lo ha seguito nei quotidiani allenamenti. Data la conclamata sterilità in avanti, non sarebbe l’ora di proporre un tridente offensivo con ali vere a supporto del centravanti?

Riguardo alla retroguardia, almeno per ora, sarebbe ingeneroso muovere gravi appunti. A Parma il reparto non ha brillato, favorendo la prima segnatura e creando le premesse (prima della discutibile decisione arbitrale di concedere il rigore) per il raddoppio. Ma potrebbe trattarsi di un semplice episodio, non di una tendenza negativa, anche se l’infortunio a Bani (purtroppo soggetto da anni a ricadute a livello muscolare) non può lasciare tranquilli. Vogliacco e Dragusin, col baby Matturro di rincalzo, lasciano sufficientemente tranquilli. A patto ovviamente di accantonare la difesa a tre, plausibile (vedi Inter) solo con esterni di gamba e attaccanti prolifici: razze estinte (se escludiamo Haps, per ora sotto squalifica) nel pianeta genoano.

PIERLUIGI GAMBINO

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