Coda e Pușcaș: il Genoa espugna Benevento

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Ci sono svariate massime di Napoleone che si aprono con la formula “Ciò che più conta in guerra…”, e una di queste si conclude “…è l’essere i più forti nel momento decisivo”. A ora sta qui la grande differenza tra Blessin e Gilardino: il primo subiva nei minuti finali e decisivi, il secondo prima non subiva e ora vi segna pure. Sarà forse fortuna, ma Napoleone tra i suoi alti ufficiali avanzava a generali e marescialli anche coloro che riteneva più capaci di essere fortunati. E comunque prima di tutti contavano le capacità tattiche e strategiche, l’organizzazione e il carisma. Dopo un primo tempo imperioso in cui sono emerse per la prima volta nette differenze tra il machiavellico calcio del mister tedesco e il più brioso del tecnico di Biella, a Benevento il Genoa vince al 94’, all’ultimissimo secondo, dopo una ripresa di tenace sofferenza, di “corto muso” si direbbe menzionando non il Grande Corso ma il toscano Allegri, ma lasciando sbucare dalla ghigna degli artigli famelici. Questo Genoa sa essere forte nei momenti decisivi, e con una rete di Pușcaș che è una sfida al cielo va a prendersi la quarta vittoria consecutiva, la quinta nelle ultime 6 uscite di campionato, tutte marchiate Gila e vidimate come risultato utile.

L’ex guida della Primavera cambia rispetto all’undici iniziale proposto in tutte le sue uscite, si comincia col 3-4-3 che nella ripresa del match contro il Venezia ha aiutato a contenere le sfuriate dei leoni veneti : davanti a Martinez l’inedito trio Dragusin-Vogliacco-Ilsanker, sulle fasce a sinistra Criscito e a destra Sabelli, Frendrup e Badelj in mediana, Guðmundsson e Aramu a supporto di Coda.

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Il suo collega campione del mondo si dispone con un 3-4-2-1 pressoché speculare, considerando che Aramu e Guðmundsson non sono delle ali pure ma dei trequartisti con grandissima libertà di svariare. In porta l’ex Paleari, appena 5 presenze totali col Grifone, e davanti a lui tanti mestieranti spesso messosi in mostra tra l’alta cadetteria e i piani bassi della Serie A, come l’altro ex, l’esterno sinistro Improta, e il trio d’attacco composto dai trequartisti Forte e Acampora (tutti e due ex Spezia) e la punta Ciano.

Il primo quarto d’ora è di intense schermaglie, come da ruspante tradizione della Serie B, con pochi spazi e molti contrasti, e un giallo al primo minuto per intervento duro su Improta; tuttavia il Genoa ha più ritmo e comincia a impegnare Paleari, costretto prima a un paio di interventi da regolare manutenzione su Aramu e a una tempestiva uscita bassa su un interessante lancio lungo.

Al 12’ una fiammata di Guðmundsson accende lo scintillante primo tempo del Genoa: l’islandese servito al limitare destro del centrocampo avanza accentrandosi verso l’area avversaria senza che nessuno lo contrasti, giunto al limitare incrocia con Coda che scarica un diagonale preciso e potente nell’angolo opposto della porta avversaria, 1-0.

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Nel Vigorito con gli spalti latenti di pubblico e con lo sciopero del tifo innescato per tutta la prima frazione, già solo riecheggiavano potenti e imperterriti i soli cori dei baldanzosi tifosi ospiti giunti da Genova, ora coi loro beniamini in vantaggio la polifonia dello stadio assurge definitivamente a provvisoria enclave della Gradinata Nord.

Al 20’ il bomber rossoblù ci riprova in maniera analoga, stavolta imbeccato da Aramu, mandando a lato di un soffio un altro diagonale, ancora da destra verso sinistra, e al 22’ è il numero 10 ad andare a un passo dal raddoppio con una magia di tacco, su un cross di Guðmundsson piomba a tutta corsa Sabelli dall’altro lato, che immette un tiro-cross deviato col numero di prestigio dall’ex Venezia, anche questo al lato destro di Paleari davvero di poco.

Al 30’ Coda riceve largo sulla sinistra, lavora pallone e penetrazione per benino, e poi scarica per l’ispirato Guðmundsson dal limite. Lo scandinavo avanza di qualche passettino e poi prova a piazzarla con uno scavetto delicato, preciso e spietato: il pallone sbatte sul palo, danza su tutta la linea ed esce di poco, negando ancora una volta al Genoa il meritatissimo 0-2.

Ancora al 42’ di un primo tempo dominato per le occasioni piuttosto che per il fraseggio o per il possesso palla, come più spesso capita, Coda su un lancio di Sabelli prova il destro a giro mandando a lato di poco e al 45’ su un bel cross di Criscito dalla sua corsia di sinistra Capellini solo con un balzo all’ultimo riesce a sottrarre la sfera, riponendola in angolo, dalla testa di Aramu, incocciando con la propria all’ultimo secondo.

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I padroni di casa non cedono troppo territorialmente ma non riescono a produrre quasi niente di fronte a un Genoa ordinato e finalmente sicuro anche in fase offensiva, solo verso la fine del tempo è bravissimo Dragusin in scivolata a impedire su un o spiovente la deviazione di Forte che avrebbe potuto essere molto pericolosa, mentre poco prima un tiro dal limite di Acampora era stato prontamente respinto, facilitando l’intervento di Martinez.

Secondo tempo più equilibrato

Nella ripresa i tifosi di Benevento cominciano a farsi cantare e farsi sentire, senza tuttavia riuscire a sovrastare i genoani trasfertisti, e anche se la ripresa in campo sarà un’altra musica, il confronto fra le tifoserie finirà per essere una metafora della partita.

Cannavaro prova a smuovere la situazione immettendo il trequartista Tello e la punta Simy per i pari ruolo Karic e Ciano, ma è il Genoa che non ha cambiato a riprendere da dove aveva lasciato, ovvero mancando il colpo dello 0-2 e del probabile definitivo KO: Criscito al 53’ mette ancora un bel cross della sinistra che spiomba sulla testa di Coda, l’attaccante non riesce ad avvitarsi ma comunque devia verso la porta e manda ancora a lato di poco.

Vengono pagati cari tutti i raddoppi mancati al 58’, quando il Benevento pareggia: l’ex Improta crossa dalla sinistra, la spizzata di Simy viene respinta dalla difesa ospite ma la palla capitombola proprio sui piedi di Telllo che, libero dal limite, sgancia il tiro che va a sbattere sotto la traversa, imparabile per Martinez.

Il ritrovato equilibrio cambia nuovamente la partita: forse il Genoa perde un po’ di sicurezza e il Benevento ne acquisisce molta, forse i secondi coprendosi di più e non concedendo più spazi riescono anche ad attaccare meglio, certamente calano fisiologicamente i 3 dell’attacco ligure, Aramu-Guðmundsson-Coda, tengono meno palloni, danno meno fastidio, creano meno, e così si entra in una mezz’ora in cui si ha l’idea che il Vecchio Balordo potrebbe persino perdere una partita che avrebbe strameritato di vincere.

Gilardino ha l’intelligenza di intuire il momento negativo e come contro il Venezia dispone già al 64’ un cordone protettivo alla sua retroguardia, togliendo Guðmundsson per Sturaro, passando così al più coperto 3-5-2 che accentra Aramu, e rimpiazzando Badelj, tornato a svolgere egregiamente il mestiere di regista, con Strootman, uomo di lotta e di governo. Al 70’ l’avvicendamento tra l’esausto Coda e il rampante Pușcaș, mentre al 79’ esordisce Matturro, subentrando a Vogliacco, e Güven Yalçın  prende il posto di Aramu.

Il Genoa da l’idea di soffrire un Benevento comunque troppo cauto per gettarsi all’attacco, e così le occasioni vere latitano: solo Martinez con una delle sue uscite molto ardite e qualche incursione un po’ decisa di Simy desta preoccupazione al popolo rossoblù. Nemmeno l’ingresso dell’ex Samp La Gumina, a dispetto di un paio di scorribande, riesce a sollevare reali brividi.

In compenso i minuti finali si rivelano una straordinaria platea per Pușcaș: il rumeno al 85’ se ne va via con un brillante e generosissimo dribbling sulla sinistra e mette un pallone delizioso per la testa di Frendrup, il giovane centrocampista si conferma tale e non bomber e non riesce a inquadrare.

Quando si arriva al count down dei 10 secondi, ed entrambe le squadre sembrano troppo stanche per chiedere qualcosa di più di un pareggio che non le lascerebbe troppo deluse, Improta si trova sulla destra a controllare un pallone con la mano, Sabelli si lamenta ma poi va a contendergli e conquistargli il pallone. Cross a campanile, irrompe Pușcaș con un gol che i genoani di tutte le età ricorderanno a lungo.

La combinazione tra tensione del momento e bellezza della rete infatti è di possente armonia, un incastro ideale: il rumeno si eleva quasi come Pelè su Burgnich nella finale di Mexico ’70, o più recentemente Cristiano Ronaldo contro la Sampdoria in una prodigiosa acrobazia. Paragoni che sarebbero esagerati in altre circostanze ma che sono perfetti per dipingere la gloriosa irruenza del rumeno nell’infliggere il 2-1 alle Streghe. Il Genoa riaggancia così la Reggina al secondo posto a pari merito, dopo che a un certo punto del pomeriggio con i calabresi in svantaggio sembrava potesse persino staccarla di 3 punti.

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Dopo i festeggiamenti c’è appena il tempo per un disperato tentativo da centrocampo, poi finisce con gli uomini di Gilardino a festeggiare increduli e felice come bambini. Forse è solo un momento, e come l’infanzia allora non durerà per sempre. Ma questa squadra cresce di partita in partita col suo giovane allenatore, e che la prima grande fortuna sia stato ritrovarselo in casa nel momento del bisogno. Quello decisivo, quando conta essere i più forti.

Federico Burlando

 

Tabellino Benevento-Genoa 1-2 Serie B 2022-23

BENEVENTO: Paleari A., Acampora G., Capellini R., Ciano C. (dal 1′ st Simy), El Kaouakibi H., Forte F. (dal 33′ st La Gumina A.), Improta R., Karic N. (dal 1′ st Tello A.), Pastina C., Schiattarella P. (dal 24′ st Viviani M.), Veseli F.. A disposizione: Manfredini N., Basit A., Farias D., Koutsoupias I., Kubica K., La Gumina A., Perlingieri F., Simy, Tello A., Thiamn P. S., Veltri A., Viviani M. Allenatore: Cannavaro F..

GENOA: Martinez J., Aramu M. (dal 34′ st Yalcin G.), Badelj M. (dal 19′ st Strootman K.), Coda M. (dal 25′ st Puscas G.), Criscito D., Dragusin R., Frendrup M., Gudmundsson A. (dal 19′ st Sturaro S.), Ilsanker S., Sabelli S., Vogliacco A. (dal 34′ st Matturro Romero A.). A disposizione: Semper A., Boci B., Czyborra L., Galdames P., Hefti S., Jagiello F., Lipani L., Matturro Romero A., Puscas G., Strootman K., Sturaro S., Yalcin G. Allenatore: Gilardino A..

Reti: al 13′ st Tello A. (Benevento) al 12′ pt Coda M. (Genoa) , al 45’+4 st Puscas G. (Genoa) .

Ammonizioni: al 14′ pt Forte F. (Benevento), al 2′ st Tello A. (Benevento), al 10′ st Improta R. (Benevento), al 14′ st Schiattarella P. (Benevento) al 1′ pt Ilsanker S. (Genoa), al 5′ st Sabelli S. (Genoa), al 27′ st Sturaro S. (Genoa).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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