A Empoli rebus sostituzione di Rincon per Stankovic, in attacco Lammers

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I due gol di Reggio Emilia rappresentano un’inversione di tendenza ma necessitano di un’attendibile riprova. In questa Samp che Stankovic sta cercando di assemblare l’anemia offensiva era e resta il problema primario. Per risalire la china occorre vincere e, di conseguenza, buttarla dentro con una certa regolarità, ma sotto quest’aspetto l’incognita di un tempo rimane. A Empoli, altra tappa nell’ascesa verso il quart’ultimo gradino, il trainer doriano punta ad accrescere l’incisività ma senza disporre di nuovi elementi. Spazio, dunque, a Lammers, che ha già dimostrato di saper trattare la sfera con una certa maestria ma appare carente di quella cattiveria che si attaglia ai centravanti di razza. Insomma, deve ancora convincere nella finalizzazione, anche se l’intesa già sbocciata con Gabbiadini può essere il presupposto per future soddisfazioni.

Gabbiadini, già. Da giorni è in bacino di carenaggio, dal quale fatica ad uscire. Potrebbe farcela, ma senz’altro sarà in dubbio sino alla fine e la sua prestazione potrebbe comunque risentirne. Senza di lui, però, la prima linea blucerchiata non appare rassicurante. Con la sua assenza – o una sostituzione in corso d’opera – mister Deki non potrebbe che affidarsi al giovane Montevago, sinora all’asciutto in campionato, o addirittura ad un secondo rifinitore, Sabiri, da affiancare a Djuricic alle spalle dell’unica punta.

Beninteso, in Emilia ha pure segnato Augello e in altre partite hanno messo lo zampino vincente i difensori, ma attorno a certe manchevolezze offensive gravità lo stato dell’arte di casa Samp. Se non altro, in difesa c’è addirittura l’imbarazzo della scelta – con Amione e Nuytinck sicuri in campo – tra Colley e Murillo, in teoria guardie scelte sontuose ma in questi ultimi tempi meno affidabili di un tempo: il primo perché mentalmente proteso verso altri sbocchi di carriera e il secondo perché vittima, ogni tanto, di una letale deconcentrazione. Dal loro rendimento dipende l’efficacia di una fase di copertura rinforzata a centrocampo dal rifiorito Vieira ma priva dell’altra abituale diga, Rincon finito per un turno nell’elenco dei cattivi. Un problemone doverlo sostituire, anche se Stankovc nutre la massima stima sia in Yepes – metronomo dotato di fosforo – sia in Paoletti, il cui ventesimo compleanno coincide proprio col giorno della partita al Castellani. In rifinitura, per finire, spazio a Djuricic, che è nelle grazie del tecnico, e sulle fasce al mancino Augello e ad uno tra Leris – comunque apprezzabile anche col Napoli – e il giovane, ultimo arrivato Zanoli, di cui si dice un gran bene.

Basterà questa Samp per tornare dalla Toscana con qualcosa di tangibile? L’Empoli è avversario strano, indefinibile, in grado di fermare anche gli squadroni – ne sa qualcosa la Lazio, raggiunta sul 2-2 nello scorso turno – ma anche di concedere giocare decisive agli avversari. La squadra azzurra gioca un gran bel football, ricco di brio, fantasia, con un’intesa eccellente fra i suoi calciatori. A livello di trama rientra nell’élite del nostro movimento, ma per diventare più ambiziosa manca di muscoli a centrocampo. Non sempre insomma può bastare la velocità di manovra.

La Samp punta sulle lacune empolesi e chiede ai suoi esemplari tifosi di trasferire in Toscana il clima marassino, confidando in una superiorità sugli spalti rispetto al popolo empolese, storicamente tra i meno numerosi. La serie A si mantiene anche così: con l’apporto di tutte le componenti.

PIERLUIGI GAMBINO

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