La sosta ha restituito la speranza sul campo alla Samp

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Benedetti i mondiali a Doha, che hanno radicalmente mutato le prospettive blucerchiate. Sì perché se il campionato fosse continuato secondo tradizione, difficilmente Dejan Stanovic avrebbe avuto l’opportunità di cambiare connotati alla squadra. Provvidenziale il ritiro in Turchia, dove giocatori e tecnico si sono lungamente guardati negli occhi oltre a lavorare alacremente sul campo per smussare i difetti tattici precedentemente emersi e infrescare la preparazione atletica.

Intendiamoci, una rondine non fa primavera, ma era impensabile anche per i più ottimisti una ripresa agonistica così esaltante. Anzi, i più temevano l’ennesimo tracollo, ed invece la Samp è parsa trasformata nel carattere, nella disposizione in campo nonché a livello di formazione. I prudenti però hanno ragione ad evidenziare la necessità di una o più controprove, così da eliminare il legittimo sospetto che nella resurrezione doriana abbia inciso parecchio la caratura contingente di un Sassuolo in caduta verticale: tanto da far balenare l’idea che possa essere presto risucchiato nei gorghi della bassa classifica, perdippiù senza predisposizione mentale al nuovo quadro della classifica.

I blucerchiati, però, hanno di sicuro brillato pure di luce propria. Il loro primo tempo è stato da stropicciarsi gli occhi, soprattutto per chi aveva nella mente quell’Armata Brancaleone vista all’opera sino alla sosta. Innegabile che mister Deki abbia svolto un lavoro in profondità, insistendo sulla difesa a tre, ormai diventata definitiva e virando verso qualche giocatore che in precedenza era stato accantonato: un nome su tutti, Vieira, indomito combattente nella zona mediana al fianco di un Rincon altrettanto vigoroso ed efficace non solo in fase di filtro. Si temeva una Samp catenacciara ed invece nel primo tempo i soli brividi si sono registrati in area neroverde: alcuni sfumati per un nonnulla e due sfociati in altrettante, applaudite realizzazioni che hanno alimentato il sogno di un avvio di 2023 spumeggiante.

La graduatoria dei valori singoli è guidata da un Gabbiadini monumentale: a conferma che solo lui in questa squadra può garantire da solo il salto di qualità. Ma ottimi riscontri si sono tratti anche dagli esterni Leris e Augello (firmatario di una rete fantastica).

Le note più liete, tuttavia, non derivano dalla fase offensiva bensì dalla copertura. Nel primo tempo il Sassuolo ha prodotto, verso il finale, una sola mezza opportunità e nella ripresa, pur attaccando in modo tambureggiante, non ha sfondato e per dimezzare il disavanzo ha avuto bisogno di un rigore: regaluccio del nuovo acquisto Nuytinck, che per il resto era stato gladiatorio in ogni metro di campo. Un acquisto di rilievo, quello dell’ex capitano Udinese, ottima guida per il reparto.

Da rivedere ma non a bocciare invece Lammers, l’altro fresco acquisto, stavolta per la prima linea: timidino il suo avvio, ma col passare dei minuti la crescita è stata evidente, pur senza attingere a vette eccezionali.

Il successo del Lecce e i pareggi – in gare ispide –   di Spezia e Verona hanno parzialmente rovinato la festa, ma l’impresa della Samp è stata di profilo ben superiore. Il distacco in graduatoria dai cugini spezzini, sceso a cinque punti… e mezzo (considerato il verdetto del Picco), appare colmabile e qualche altra pericolante potrebbe essere acchiappata. Di sicuro il prossimo capitolo, a Marassi con il Napoli capolista, è un jolly da calare con la massima serenità e senza assilli: sia per i tre punti incamerati in Emilia, sia per la speranza pur pallida che il Ciuccio non sia più la schiacciasassi di due mesi fa.

Come affrontare il Napoli capolista?

Chiudiamo con due note a margine. Vero che le casse societarie necessitano di un’iniezione di risorse, ma in ottica salvezza era davvero indispensabile sacrificare un punto fermo come Bereszynski (maiuscolo a Reggio come “braccino” di destra) in cambio di un baby come Zanoli, promettente finché si vuole ma forse immaturo per contesti così delicati? Gli scherzi del destino costringono ad un incrocio perlomeno imbarazzante: il polacco è virtualmente del Napoli, ma lo scontro diretto impone uno stop di qualche giorno. Risultato? Il giocatore si trova nel limbo e un suo impiego nel testacoda appare sconsigliabile per mille ed un motivo, pur senza il minimo sospetto legato alla professionalità.

Intanto, con la squalifica di Amione, il trio arretrato dovrà subire l’ennesima modifica: riuscirà Colley, vittima di uno stato influenzale, a mettersi in sesto? Deve, a tutti i costi, cosicché, con il rilancio di Murillo – altro elemento con le valigie pronte ma senza la certezza di partire – la “tre” difensiva reggerebbe. Altrimenti, sarebbe giocoforza tornare alla quattro, con Leris terzino e Villar a completare il trio di centrocampo.

Se non altro, rispetto a mercoledì l’allenatore ritrova in un sol colpo Djuricic, reduce da squalifica, e Sabiri, finalmente tornato ad allenarsi regolarmente. A rischio accantonamento troviamo Verre, comunque non deficitario a metà settimana, e lo stesso Lammers, qualora la forza degli azzurri non induca Deki a puntare sul 3-4-2-1 o sul modulo ad albero di Natale. Di sicuro, due pessimi clienti come Kvara e Osimhen – perdippiù supportati da Raspadori, preferito allo spento Politano di San Siro – dovranno essere controllati con un’attenzione particolare, sicché irrobustire la cerniera potrebbe rivelarsi opportuno.

La società oltre il campo

Frattanto, il Viperetta passa da un rinvio all’altro dell’assemblea degli azionisti, al solo fine di ottenere il tempo necessario per inseguire il sogno di un finanziamento personale. La Merlyn intanto si è ufficialmente ritirata ed il comunicato ufficiale emesso giovedì sera contiene un sunto dettagliato di tutte le problematiche rimaste irrisolte: l’ostinazione del patron rappresenta la principale, ma non va trascurato il disco rosso delle banche creditrici a ridiscutere il debito. Intanto il tempo passa, il gruzzoletto a disposizione è sempre più esiguo e il mondo del calcio inizia a porsi interrogativi inquietanti sul futuro prossimo della società blucerchiata. Secondo voci accreditate, un altro soggetto, dopo aver effettuato la due diligence, sarebbe disposto a venire a patti con la proprietà accettando in pratica di finanziarla senza spodestarla, almeno inizialmente, ma il popolo doriano, sempre più indignato e preoccupato, non ha più la forza di illudersi.

                                     PIERLUIGI GAMBINO

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