Samp contro il Sassuolo con la testa immersa nelle paturnie societarie

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Un mese e mezzo buttato nel cestino. Siamo onesti, neppure il tifoso blucerchiato più pessimista avrebbe osato immaginare che all’alba del nuovo anno solare la situazione societaria della Samp sarebbe stata ancora peggiore di quella di metà novembre. Quasi cinquanta giorni trascorsi tra nuove e vecchie proposte, spiragli inediti e altrettanti irrigidimenti, in una convulsa altalena di sentimenti provati da un popolo inerme, in balìa degli eventi. D’altronde, non occorreva un vate per prevedere che prima o poi gli interessi della società e quelli del suo proprietario – seppur per interposte persone – si sarebbero mostrati in collisione.

Futuro Sampdoria appeso a un filo, da un lato Ferrero, dall’altro…?

Animato da una lucida follia, il patron fluttua in un mare di sogni e sì illude che mantenere a tutti i costi il possesso delle azioni blucerchiate spalanchi davanti a lui l’epoca della ricchezza. Invece, non è difficile preconizzare, senza un cambio della guardia, un’ulteriore, sempre più verticale discesa della realtà Samp verso l’abisso: a livello sportivo, per l’arcinota mancanza di risorse destinate al potenziamento tecnico, e pure a livello economico, con un crollo del capitale giocatori parallelo alla situazione di classifica.

Come uscirne? Bisognerebbe insinuarsi nel cervello di Massimo Ferrero e di chi lo sta consigliando. Di sicuro non è accrescendo il debito con l’ennesimo prestito ad interesse assai elevato che si risolleva la baracca. Merlyn, soggetto interessato a rilevare – a certe condizioni – il club, ha già annunciato la propria ritirata, pur rimanendo alla finestra. Mossa forre strategica, per provare a stanare l’interlocutore, e di sicuro razionale, dopo aver capito che l’ulteriore rinvio dell’assemblea degli azionisti e delle decisioni ad esso correlate moltiplicheranno le difficoltà di potenziare adeguatamente l’organico in prospettiva di una salvezza sempre più improba.

Adesso si vocifera di un fondo d’oltreoceano disposto ad affiancare e a finanziare Viperetta senza spingerlo via, con il primario intento di scongiurare il peggio. Le condizioni sarebbero più favorevoli all’attuale proprietario: da qui uno spiraglio di luce.

A chi altri aggrapparsi? Secondo noi, ad un solo personaggio: Edoardo Garrone. Che si sia pentito di aver ceduto la Samp ad un tipo così controverso e improponibile, accettando pure di finanziarlo, è fuor di dubbio, ma la via d’uscita appare irta di ostacoli. L’imprenditore si sta prodigando da mesi per reperire un gruppo interessato all’acquisto e senz’altro è disposto a compiere quanto è nelle sue possibilità per salvare il sodalizio dalla fine più ingloriosa, ma non sta trovando la minima collaborazione in chi da lui è stato ampiamente gratificato. È possibile e lecito immaginare che, dopo aver trovato un acquirente, accetti di impegnarsi personalmente ad accontentare economicamente Viperetta sino a soddisfare le necessità extracalcio del suo successore?

Finalmente il Campo: Sassuolo-Sampdoria!

Un garbuglio inestricabile, dal quale Dejan Stankovic e i suoi ragazzi cercano di isolarsi per inseguire senza condizionamenti un obiettivo sportivo fondamentale ma difficilissimo. Mercoledì, all’ora di pranzo, al Mapei Stadium, si valuterà l’efficacia dal lavoro svolto dal trainer serbo in questo lungo periodo di stop e soprattutto durante il ritiro in Turchia. Le amichevoli disputate hanno offerto indicazioni abbastanza confortanti, ma solo il campionato potrà rispondere al quesito di fondo. Di certo, il popolare Deki sperava di potersi ripresentare ai nastri della serie A con qualche innesto di peso. Qualcosa in effetti si è mosso, con Caputo (peraltro da lui inserito nella lista dei cedibili) già in Toscana e Lammers, il suo rimpiazzo, appena arrivato e, pertanto non ancora pronto a farla da protagonista. Pure l’arrivo del roccioso Nuytinck, olandese di buon livello stancatosi di fare panchina all’Udinese, può essere giudicato favorevolmente: difficile che finisca per far rimpiangere Ferrari, trasferitosi alla rivale diretta Cremonese.

Non solo, pure Bereszynski, altro elemento non proprio nei piani del trainer, è in procinto di partire alla volta di Napoli, in cambio di un promettente pari ruolo, Zanoli, e sarebbe preferibile non utilizzarlo contro il Sassuolo. Se a ciò sommiamo un gruppetto di indisponibili per acciacchi più o meno gravi e la squalifica di Djuricic, uno dei prediletti del tecnico, ecco che la rosa doriana è piuttosto esigua e in certi settori non presenta alcuna alternativa ai titolari.

Stankovic, dopo aver maturato idee ben più precise riguardo ai singoli, non può neppure apporre troppe parentesi all’undici che affronterà il Sassuolo. Dunque, Audero tra i pali, protetto dal trio Murillo-Colley-Amione, Leris e Augello (preferito largamente a Murru) esterni di centrocampo e in mediana l’imprescindibile Rincon e probabilmente il rivalutato Vieira (con Villar in panca). In avanti spazio a Gabbiadini (costretto a bruciare le tappe dopo l’ennesima, lieve noia fisica) e il neppur ventenne Montevago, supportati in rifinitura da Verre, apparso di recente assai vivace. Vero che Colley, altro giocatore chiacchieratissimo in sede di compravendita, sta faticando a guarire dall’influenza, ma il mister farà di tutto per recuperarlo in extremis, scongiurando così l’utilizzo di Beres o dell’ultimo arrivato.

Questo primo impegno del 2023, in teoria, rientra fra gli abbordabili, e non solo per il semplice pareggio. Servirebbe un colpaccio, magari favorito da un antagonista che era partito ad agosto per scalare la classifica e insediarsi nella colonna a sinistra ed invece sta pascolando senz squilli in sest’ultima piazza. Nelle ultime sette gare ha vinto solo una volta – a spese del Verona – raccattando la miseria di 4 punti. Il suo 4-3-3 si è mostrato ricco di buchi, anche se il probabile recupero di capitan Berardi – che a certi livelli fa la differenza – dovrebbe accrescere non poco il potenziale offensivo. L’azzurro campione d’Europa, il bomber Pinamonti, il centrocampista Frattesi (altro “gioiello”) e il difensore Erlic viaggiano ben oltre il valore medio della categoria, ma potrebbero non bastare al varo di una formazione equilibrata. Da ciò la vivida speranza del clan doriano, costretto ad aggrapparsi anche ai punti deboli degli avversari.

Fare di calcolo è un esercizio spesso sterile, ma non occorre un luminare in matematica per comprendere che da qui a metà maggio Rincon e compagni dovranno cancellare l’attuale deprimente media di 0,4 punti a partita e salire a quota 1,3: più del triplo, insomma. Impresa fattibile – basti ricordare gli exploit di Crotone e Salernitana nel ritorno di due diversi campionati – ma a patto che la cura Stankovic si riveli una panacea e, soprattutto, che i mercatari doriani riescano nell’ambiziosa impresa di completare un massiccio rafforzamento del parco giocatori senza un solo euro da spendere.

PIERLUIGI GAMBINO

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