Bilancio di fine andata del Genoa salvo grazie a Gilardino

Condividi

Dieci punti su 12, un cammino trionfale quello di Alberto Gilardino al timone del Genoa. Inevitabile che lievitino i rimpianti legati al colpevole ritardo col quale la società ha liquidato mister Blessin, per mille motivi inadeguato al compito di riportare il Grifo in serie A al primo colpo. Indubbiamente il suo successore, oltreché bravissimo, è pure fortunato, visto che in qualche circostanza la ruota destino ha girato nel verso favorevole, ma anche certe qualità… collaterali possono pesare in sede di consuntivo. Di sicuro, se quella attuale diventasse stabile, la media attuale garantirebbe ampiamente il salto di categoria. Aggiungiamo, per incensare ulteriormente, il campione del mondo, che le quattro avversarie affrontate appartengono tutte alla “crema” della categoria: insomma, la cospicua mietitura risulta ancor più significativa.

Al di là dei risultati, in un tempo record Gila ha spremuto dal proprio organico gran parte delle doti – individuali e collettive – che gli addetti ai lavori avevano accreditato ad inizio stagione. Intendiamoci, non tutto funziona ancora a meraviglia, ma il Genoa adesso è una squadra armonica, che non si limita ad una fase difensiva coi fiocchi (un gol solo subìto durante il periodo d’oro) ma, una volta conquistata palla, riesce a gestirne il possesso e anche a creare parecchi grattacapi agli avversari. Si dirà: è più facile battersi con formazioni che accettano la sfida senza chiudersi a riccio. Verissimo, ma l’autorità, la precisione nei passaggi, la coesione, il sincronismo nel pressing prescindono da chi sta di fronte e rappresentano lo specchio del lavoro svolto dall’allenatore.

Il bilancio di metà annata è accettabile ma non entusiasmante: la zona promozione diretta dista ancora tre lunghezze e la vetta sei. Ritardo colmabilissimo nel girone discendente, che – chissà – potrebbe anche far registrare, magari in primavera, una flessione delle due battistrada.

A Bari, forse per la prima volta, il Grifo ha lasciato negli occhi degli esperti una sensazione di chiara superiorità rispetto alle altre 19 compagini iscritte. Certo, la gara – come la precedente contro il Frosinone capolista – poteva anche finire con un altro verdetto, ma il discorso di fondo non si sarebbe spostato. La verità è che, appena si è affidato questo gruppo ad un tecnico “normale” e non ad un profano del calcio italiano, le potenzialità, almeno in buona parte, sono emerse.

Ora tocca ai “mercatari” non sciupare l’opportunità del mercato invernale per gli indispensabili ritocchi alla rosa. La nostra cartolina post-natalizia risulta abbastanza corposa.

È caccia aperta a calciatori mancini o, ancor meglio, ambidestri. Mimmo Criscito è il primo acquisto: ha esperienza da vendere, la pelle colorata di rossoblù, un entusiasmo da ventenne. La sole pallide remore derivano dal periodo di distacco dai ritmi forsennati del nostro football oltreché dai 36 anni all’anagrafe, che consiglierebbero un impiego in una difesa a tre, modulo che Gila considera secondario.

https://www.facebook.com/genoaCFCofficial/photos/a.684971128180477/6432805803396952/

Di piede sinistro è pure Matturro, splendido prospetto sudamericano appena planato a Pegli. I suoi 18 anni non spaventano certamente un trainer abituato a forgiare i giovani e anche a lanciarli in prima squadra (vedi il19enne Boci, esordiente a Bari).

Non bastano, però, questi due innesti. Se si riuscisse di piazzare adeguatamente Hefti, che non sta proprio ingranando, occorrerebbe un terzino di fascia destra che, al confronto con Sabelli, sia più abile in copertura.

Ad onta dell’abbondanza nel settore, non guasterebbe un attaccante in più, a costo di spedire altrove uno tra Yalcin e Yeboah. Infine, è auspicabile un arrivo a centrocampo: possibilmente un uomo autenticamente di regìa, così da consentire a Strootman di tornare a mansioni più naturali, oppure una mezzala che sappia “strappare” ed inserirsi in zona tiro. Sì perché si deve ovviar alla mancanza – avvertita in mezzo e in avanti – di velocità e rapidità, sia nel lungo sia nel corto: l’unico handicap reale rispetto alle antagoniste.

Ovviamente, questi rinforzi dovrebbero essere compensati da altrettante partenze, per evitare che lo staff tecnico disponga di troppi giocatori. Tantopiù che il biellese ha ormai definito l’undici di partenza (ritoccabile a gennaio, per carità) pur ricorrendo, in corso d’opera, ai panchinari. Altro indizio di intelligenza applicata al calcio.

PIERLUIGI GAMBINO

spot_img

Articoli correlati

Gamma Innovation Sarzana a Trissino, la “Storia senza Fine”

Champions League: Gamma Innovation a Trissino. Dopo la sconfitta di misura...

Euro 2032: Assessore Bianchi a Coverciano, Genova tra le 11 città candidate

Dopo l’incontro dello scorso dicembre allo stadio Olimpico di...

Cosa resta alla Samp dopo l’ennesima beffa nel finale

È un'annata maledetta, e quasi ogni partita rafforza questa...

Festival di Sanremo: Canottieri Sanremo quartier generale del “Lido Mengoni”

Canottieri Sanremo protagonista durante il Festival della Canzone Italiana, in programma...
- Advertisement -spot_img