Il Genoa per Natale si regala una vittoria contro il Frosinone capolista, un solido 1-0

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Le americanate semplici e simpatiche che funzionano sono i Babbo Natale rossoblù che sparano gadget ai bambini festosi tra gli spalti; quelle che hanno difficoltà a ingranare sono invece le loro gestioni sportive, perfette sul piano amministrativo ma latenti su quello dei risultati per eccesso di complicazioni. I proprietari a Stelle e Strisce del Club più antico d’Italia si stanno spendendo con grande generosità di sforzi e di patrimoni per riportarlo alle glorie che furono e che merita il suo pubblico, ma hanno scelto vie alquanto tortuose per approdare a un tale nobile traguardo. Il Natale però rappresenta però il perfetto connubio delle migliori tradizioni di tutti i tempi e luoghi, dai Saturnalia di Roma Antica al Thor Norreno, dal culto del Sol Invictus al bambin Gesù o al Santa Klaus ammantato dei colori della Coca Cola. Il Genoa che sconfigge con merito il Frosinone capolista sembra condividere finalmente questo spirito: abbracciando un po’ tutti i diversi approcci è riuscito a regalare un sorriso a tutti i genoani di buona volontà, in primis Mister Gilardino, tecnico a interim sempre meno precario. Per lui 3° risultato utile su 3, con zero reti subite e due vittorie casalinghe consecutive.

Ad esempio il Genoa non segnava su calcio d’angolo da molto tempo, e si era inevitabilmente un po’ ironizzato sul preparatore di esperienza internazionale Alex Clapham arrivato apposta per migliorare quest’aspetto del gioco. Forse è un caso, è quanto meno verosimile che non lo sia, e la rete che ha deciso la partita  al 21′ è arrivata da angolo.

Un Genoa in crescita col passare dei minuti

Il primo gol dalla bandierina dopo tanto tempo arriva da Guðmundsson che insacca una spizzata di testa di Bani, dalla bandierina aveva battuto Aramu. Lo speaker come tanti nello stadio non deve aver capito benissimo come la palla è finita in rete e invita a urlare il nome di chi l’ha incocciata con la capoccia, ma si sa che a Natale l’importante è il pensiero ed è uno di gioia che accompagna i tifosi rossoblù che sfilano verso casa per le strade ammantate a festa.

Gilardino imposta la partita col suo sempre più consueto 4-3-3, con Guðmundsson e Aramu a sostenere Coda dalle fasce, il tridente di centrocampo Strootman-Frendrup-Jagiello, Hefti sulla fascia destra, Sabelli sulla sinistra, Dragusin e capitan Bani davanti a Semper.

Nel 4-3-3 dei rivali ciociari che hanno dimostrato di valere il loro posto, spiccavano i pochi amato ex Sampirisi sull’out di destra e il mediano Mazzitelli, oltre il fratello d’arte Roberto Insigne.

Gli ospiti hanno mostrato un gioco organizzato e spavaldo, soprattutto in apertura di gara,  ma il Grifo cresce col passare dei minuti e si riscopre sicura dopo il gol. Non riesce ancora a trovare la via della porta avversaria con semplicità, ma nel complesso da nuovamente l’idea di essere una squadra dalle qualità inespresse piuttosto che sopravalutata, com’era accaduto nell’ultima fase dell’era Blessin.

In particolare colpiscono i curiosi casi di Sabelli e Jagiello, dei veri e propri Dr. Jack and Mr. Hyde, non solo di azione in azione ma anche all’interno della stessa dinamica di gioco: magari saltano l’uomo con un elegante dribbling e nel prosieguo sbagliano malamente un semplice passaggio. Nel complesso però risultano un vero e proprio tormento per gli uomini di Grosso: Sabelli attacca la sinistra a ripetizione, affondando spesso e volentieri e finendo per essere continuamente l’uomo in più; Jagiello recupera dozzine di palloni e prova la penetrazione verso la porta appena ne ha la possibilità. Se limeranno le imprecisioni, potranno diventare delle armi letali per la risalita verso la A.

In generale la prestazione del Grifo è volitiva, schiaccia i più sicuri avversari nella loro metà campo e Guðmundsson torna a far vedere alcune delle sue estrosità di inizio campionato, lavorando di fino e per benino i palloni prima di crossarli. Chi nuovamente non è proprio in giornata è Coda, che non riesce  a sfruttare i palloni sporchi che gli fanno piovere addosso con regolarità e nemmeno i pochi buoni che riescono  a fargli giungere.

Il gol al 21′ arriva proprio dopo una bella trama dalla sinistra costruita sull’asse Sabelli-Guðmundsson, col tiro-cross rasoterra di Albert che non trova la deviazione a porta vuota di Aramu. Ci si rifarà in breve con tutti gli interessi.

Tra il 36′ e il 38′ i momenti più concitati del match: Insigne rammenta il più acclamato parente con un bel tiro a giro dal limite su cui vola Semper, Garritano raccoglie il pallone ma Bani salva sulla linea di porta; su un altro corner battuto da Aramu invece, molto a rientrare, quasi direttamente in porta, tocca Mazzitelli che prolunga verso la parte interna della traversa, il pallone sbatte sul legno e sul suolo prima di venire scacciato, ma non supera la linea.

Al 45′ poi un altro salvataggio sulla linea, a favore del Genoa, con Boloca che raccoglie un lancio lungo e scivola sulla conclusione, Strootman salva.

Ripresa più tranquilla, ma con brivido finale

Il Genoa più persuaso del proprio valore continua a torreggiare anche nei primi minuti della ripresa senza però trovare lo spazio adeguato per il raddoppio, così Grosso deve ricorrere al cambio, dentro il 24nne Giuseppe Caso, l’ex che si fa rimpiangere di più, venduto non più tardi di quest’estate dopo esser risultato il miglior dribblatore dell’ultima Serie B. Una scheggia impazzita che la retroguardia rossoblù fa molta fatica a contenere, anche se ci si appropinqua al novantesimo senza troppi patemi. Anzi i ciociari di bianco vestiti devono spesso ricorre alle rudi maniere per fermare degli interessanti contropiedi  di uno Zêna in controllo.

Gila cerca di conservare l’inerzia il più a lungo possibile ed effettua dei cambi solo al 73′, con Sturaro e Puscas che prendono il posto di Jagiello e Coda, il primo applauditissimo, il secondo che riceve dei batti mano di incoraggiamento ma anche qualche fischio.

Al 88′ con un tiro da fuori Aramu manda fuori di pochissimo, poi è il momento della passerella per lo stremato Guðmundsson, picchiatissimo dagli avversari. E sembrerebbe solo una passerella anche per Aramu al 92′, nonostante il Frosinone negli assalti finali faccia salire alla disperata anche il portiere Turati, con Ilsanker che ne rileva il posto.

Sturaro però si lascia scappare Moro che mette al centro, tiro deviato da Ilsanker con il braccio e tutto il Frosinone reclama un calcio di rigore che non è da regolamento: decisione giusta di Sozza (e niente on-field review, sufficiente il silent check). Attesa per il triplice fischio decisamente più impaziente di quella per un bambino per il giorno dei regali, ma alla fine arrivano i 3 punti sotto l’albero

C’é ancora tanto da soffrire per la promozione, ma ora è tempo per la serenità per le famiglie di tutti i Grifoni di buona volontà!

Federico Burlando

 

Genoa-Frosinone 1-0 Serie B 2022-23 Tabellino

 

GENOA-FROSINONE 1-0

Reti: 22’ pt Gudmundsson (G)
Assist: 22’ pt Bani (G)

GENOA (4-3-3): Semper; Hefti, Bani, Dragusin, Sabelli; Jagiello (28’ st Sturaro), Strootman, Frendrup; Aramu (49’ st Ilsanker), Coda (28’ st Puscas), Gudmundsson (46’ st Yalcin). (A disp.: Martinez, Vodisek, Vogliacco, Galdames, Yeboah, Boci, Lipani). All.: A. Gilardino.

FROSINONE (4-3-3): Turati; Sampirisi, Ravanelli, Szyminski (25’ st Oyono), Cotali; Rodhen, Mazzitelli, Boloca (35’ st Bocic); Garritano (25’ st Borrelli), Mulattieri (35’ st Moro), Insigne (11’ st Caso). (A disp: Loria, Lulic, Lucioni, Kalaj, Monterisi, Frabotta, Olivieri, Ciervo). All. F. Grosso.

Arbitro: S. Sozza di Seregno; assistenti G. Baccini di Conegliano e A. Tolfo di Pordenone. IV Uff. M. S. Ferrieri Caputi di Livorno; Var D. Massa di Imperia, Avar S. Longo di Paola.

Ammoniti: 14’ st Boloca (F), 22’ st Rodhen (F), 26’ st Borrelli (F), 29’ st Sturaro (G), 33’ st Ravanelli (F).

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