Genoa-Cittadella 0-1, Blessin a un passo dall’esonero

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Prosegue un passo alla volta ma via via sempre più larghi la marcia verso il baratro di Alexandre Blessin, e la sua posizione si fa sempre meno sostenibile, nonostante non più tardi della settimana scorsa sia rimasto aggrappato alla ferma volontà del DS Spors di riconfermarlo. Dopo che il Genoa ha però perso anche l’invulnerabilità in casa, 0-1 col modestissimo Cittadella, la quinta partita di fila senza vittorie e la seconda sconfitta consecutiva, dopo essere caduto in Umbria col Perugia ultimo in classifica, che giustificazioni restano a favore del Mister tedesco?

Incapace di salvare il Genoa nonostante una media punti tutto sommato passabile lo scorso anno, aveva cominciato abbastanza bene questa stagione, sfiorando a più riprese il primo posto e mantenendosi molto vicino alla media richiesta di 2 punti a partita. Poi proprio quando il calendario ha mostrato il suo lato meno spigoloso, il tracollo totale.

Col Cittadella nessun’occasione nel primo tempo, nessun tiro in porta. Uno sterile dominio di possesso palla con i tifosi di tutto lo stadio che fischiavano spazientiti ogni qual volta che la manovra prevedeva un retropassaggio di Dragusin verso il portiere. Nella ripresa con l’innesto di Coda per un inconcludente Puscas – il capocannoniere degli ultimi due campionati cadetti era stato tenuto a riposo per turn over- qualche spunto in più, ma al 62′ il Cittadella è passato al primo vero affondo: il neoentrato Tounkara ha repentinamente controllato un pallone alto e difficile e ha aperto sulla destra per Denzi, che è penetrato ai limiti dell’area e poi ha sganciato all’indietro per Antenucci, che sembra al limite è stato bravo e lesto a indirizzare nell’angolo. Una manovra tanto semplice ed efficace quanto irrealizzabile per i loro avversari ammantati di rossoblù, bloccati in operazioni machiavelliche per trovare la rete.

Al 70′ una sponda aerea di Coda ha smarcato Guðmundsson, sino a quel momento uno dei migliori del Genoa e uno dei pochi con un  minimo di spunti, che solo davanti al numero uno ospite in uscita gli ha calciato basso tra le mani. Al 93′ Tounkara ha clamorosamente sbagliato un contropiede, e ancor più clamorosamente al 95′ Güven Yalçın si è ritorvato il pallone in area a porta vuota dopo che era stata rimpallato un cross basso di Guðmundsson, il suo tiro non è stato abbastanza potente e il portiere con un tuffo disperato è riuscito a trattenerlo.

Il triplice fischio sancisce l’inizio di una pioggia di fischi, con la Nord che già da una decina di minuti aveva smesso coi focosi cori di sostegno incondizionato e ha cominciato a mettere in dubbio l’impegno della squadra. L’ambiente ora è una polveriera e la miccia in mano ce l’ha il DS Spors, che si è assunto la responsabilità della riconferma del compatriota in evidente confusione. A furia di essere l’unico che prova a salvare Blessin dal baratro in cui è andato a sprofondare, ora ne vede il fondo pure lui. La domanda dopo Perugia si rinnova: a chi spetta ritrascinare su tutti quanti o spezzare la corda? A Spors o ai 777&Partners?

 

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