Genoa a Perugia dopo la sosta: Blessin cambierà?

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Il tifoso genoano medio, scettico (rosso)blu da sempre, avanza un quesito esistenziale: “Quale sarà il destino di Blessin se i suoi ragazzi, a Perugia, dopo essere stati presi a pallonate per 89 minuti, trovassero al 90° il gol vincente magari per un rigorino o per un regalo degli avversari?”. La domanda retorica passa di bocca in bocca e riempie queste ore di vigilia che ci separano da un testacoda sulla carta scontato nel verdetto.

Chiaro, si tratta di un caso limite, ma esprime fedelmente una situazione tutt’altro che inverosimile. Sì perché c’è modo e modo di raccattare i tre punti e, se questi arrivassero casualmente, non accompagnati da un gioco decente, ecco che rimarrebbe nella sua sconvolgente attualità un interrogativo di fondo. Non siamo nella mente dei proprietari rossoblù e dei loro dirigenti, tutti o quasi lontanissimi dalle logiche del nostro calcio, ed è proprio questo dubbio legato alla loro reazione che accende il dibattito non sul risultato di Perugia-Genoa ma sulla prestazione del Grifo e sulle sue conseguenze pratiche.

Il tedesco deve anche convincere, spazzando via i nuvoloni che lo circondano. E tutti a chiedersi se la sosta del campionato gli avrà portato consiglio. La sua cocciutaggine è stata messa alla prova, e potrebbe ancora spuntarla sulla ragion di stato, il classico “tengo famiglia” che indurrebbe l’uomo di Stoccarda a sposare, pur senza convinzione, le tesi più diffuse nell’ambiente rossoblù.

Qualcosa concederà, Herr Alexander, ma quanto? Potrebbe, per esempio, varare l’utilizzo di una seconda punta, ad affiancare Coda, ma non l’impiego del caldeggiato Puscas, che evidentemente non rientra fra i suoi calciatori preferiti. Di sicuro attorno al capocannoniere rossoblù potrebbero agire parecchi compagni di reparto: Yalcin, ancora a secco in campionato, ma anche Yeboah, non certo amatissimo dalla piazza. E il rumeno? Tagliarlo fuori totalmente dall’orbita della squadra titolare è un azzardo, ma Blessin è il classico tipo che non la dà vinta così facilmente.

Al di là del rebus attacco, restano da sciogliere parecchi altri nodi. Pareva che l’avvicendamento tra i pali, a favore di Semper, fosse definitivo, ma il trainer ci sta nuovamente ripensando, e questo suo rilancio a favore di Martinez odora parecchio di pressione da parte degli ottimati Red Bull.

Poi c’è l’annosa, allarmante questione del terzino sinistro. Bocciato inesorabilmente Czyborra, in teoria l’unico con le caratteristiche per il ruolo, ecco che si ripropone il ballottaggio tra Sabelli, spostato sul versante a lui meno naturale, e Frendrup, strappato via al centrocampo, dove è un punto di forza. Nessuna soluzione induce a salti di gioia.

Non è finita. Con o senza Frendrup in mezzo al campo, è il caso di ripresentare Badelj al fianco di Strootman? Il croato non sta brillando, ha qualche acciacco e potrebbe rimanere fuori a vantaggio di Galdames, Touré o – ipotesi meno probabile – i neo-ristabiliti Ilsanker e Sturaro, finalmente lontani dall’infermeria.

Infine, la difesa. Dragusin sta faticando da qualche settimana e Vogliacco avrebbe il sacrosanto diritto ad una chance: Blessin ci sta pensando.

Blessin contro Castori, Innovazione contro tradizione

Quanto al Perugia, bastano le cifre legate ai punti raccolti (8) e ai gol realizzati (9) per comprendere i suoi attuali limiti. Mister Castori, però, vanta decenni di militanza nella categoria e dieci promozioni in carriera. È un mestierante che si aggrappa ad un 3-5-2 neppur troppo elastico. Eppure, presi uno per uno, i suoi giocatori non sarebbero malaccio. Di sicuro, contro la corazzata rossoblù, inseguono la partita della vita: per la classifica e anche per l’orgoglio personale. Se il Grifo non si decide a cambiare registro, rischia di andare incontro ad una sorpresa sgradevolissima.

PIERLUIGI GAMBINO

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