Como in casa per il Genoa trampolino ideale per risalire, ma Blessin deve cambiare marcia

Herr Blessin è giunto al primo bivio della sua avventura italiana. Il calendario assegna al Genoa un ostacolo tra i meno impegnativi, e anche per questo motivo se dalla ruota marassina dovesse uscire, al termine della gara con il Como, un numero inferiore a 3 (inteso come punti raccolti), la posizione del tecnico tedesco sarebbe fortemente a rischio. Al di là delle esternazioni ufficiali, in società regna il malcontento per l’operato del mister, sopportato sinché i risultati coprivano le manchevolezze in fatto di gioco, ma da due settimane anche i verdetti del campo fanno desiderare e la prestazione offerta a Reggio Calabria – incertezze difensive e allarmante mancanza di pericolosità in fase d’attacco – ha aperto una voragine nella credibilità legata alle scelte blessiniane, di tattica e di uomini.

Un Genoa poco lucido cade nello Stretto: la Reggina lo batte 2-1 e lo affianca al 2° posto

Il momento non è terribile (dopo tutto, il Grifone condivide con la Reggina la piazza d’onore) ma è il trend a preoccupare e, soprattutto, non si intravvedono progressi nell’espressione della squadra. Mister Alexander è un “crucco” duro a mutare convinzioni ma ha capito di dover fornire qualche concreta risposta alle invocazioni di cambiamento che gli giungono da ogni dove. L’impressione è che pure parte dell’organico si stia allontanando da lui e inizi a mostrare un certo disagio. Di sicuro sono troppi i calciatori impiegati tatticamente in un modo inidoeo ad esaltare le loro caratteristiche.

Il Como, in linea teorica, è l’avversario ideale per riprendere confidenza con i gol e la vittoria, ma non aspettiamoci che mister Moreno Longo, fra i trainer più illuminati della nouvelle vague, vada incontro al collega centroeuropeo proponendo un Como intraprendente, audace, propenso a scoprirsi pur di contribuire allo spettacolo. I lariani non navigano in acque tranquille ad onta di una proprietà estremamente solida (probabilmente al top della categoria) e inseguono almeno un pari per mantenersi in linea di galleggiamento, ma cercheranno di adeguarsi all’atteggiamento di chi li ha preceduti sul cammino del Genoa: difesa ermetica e protetta, pressing al portatore di palla, raddoppi in ogni zona del campo. Ne saranno capaci? Sinora la squadra lariana è – assieme con il Cosenza, in caduta libera – la formazione che ha subito più gol: ben 21 in 12 partite. La media offensiva invece parla di una rete a match di media: bilancio non esaltante per una rosa che comprende attaccanti del calibro di Cutrone, Cerri e Mancuso, lussi per la cadetteria, e un trequartista di enorme appeal, Cesc Fabregas, ex pilastro del Barcellona e delle Furie Rosse prima di imboccare il viale del tramonto.

Lo sviluppo e l’esito del match, tuttavia, si legano principalmente alla resa di un Grifo ancora alla ricerca di un’identità presentabile. Blessin, forse per la prima volta, è tentato dall’operare qualche significativa modifica o, perlomeno, ad attuarla in corso d’opera appena s’accorgesse che i conti non tornano. L’ipotesi di affiancare a Coda un secondo attaccante puro, Puscas, non è affatto da scartarsi, ma ancor più probabile è un passaggio al 4-3-3 con Aramu e Gudmundsson ai lati di Coda e un trio di mediani completato da Badelj (pronto al rientro post squalifica) o Jagiello (le cui due segnature hanno fruttato un successo ed un pari). Nell’ultimo caso, gli uomini sarebbero gli stessi di Reggio, ma non così le posizioni, al fine di garantire maggiore equilibrio.

Pure la difesa regala incertezze all’allenatore, che non ha ancora trovato un rimedio efficace all’ormai definitivo forfait di Pajac. Le tre soluzioni per la fascia sinistra – Sabelli, Hefti e il sostituto naturale Czyborra – presentano controindicazioni, tanto che sta affiorando un’ulteriore via uscita: Vogliacco, in teoria difensore puro ma duttile a sufficienza. Sempre che Blessin non riservi per il pugliese un posticino al centro della difesa, con l’incerto Dragusin principale indiziato ad uscire.

PIERLUIGI GAMBINO

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