Fiorentina ultima vittoria in Serie al Ferraris per la Samp, Stankovic cerca il bis

Lo scorso maggio, allo spegnersi del campionato, la Sampdoria, fresca di salvezza conquistata, fece strame della Fiorentina scrivendo una pagina esaltante, che i tifosi più ottimisti interpretarono come una promessa di gioie future. Dopo cinque mesi e mezzo, ad un terzo del nuovo cammino di serie A, quell’impresa resta l’ultimo ricordo felice. Vien da chiedersi se questa nuova sfida tra doriani e viola possa essere in qualche modo influenzata da un precedente così roboante. Dalla Toscana giunge notizia che i… superstiti del match primaverile non vedono l’ora di cancellare l’onta , mentre a Bogliasco è germogliata la speranza in un bis, stavolta ben più importante ai fini della classifica.

Con la Fiorentina gara capolavoro, cosa trattiene la Samp da giocare così più spesso

Dopo la batosta inflitta ai viola, Colley e compagni hanno smesso di vincere in campionato a Marassi, limitandosi ad un successo secco in Coppa Italia con la Reggina e ad una mezza affermazione (dopo supplementari e rigori) ai danni dell’Ascoli. Un bilancio deprimente, che in buonaparte giustifica l’attuale terz’ultimo posto e le susseguenti preoccupazioni di tutto l’ambiente.

Viola fuori dalla crisi e arrembanti, persino troppo

È l’ora di cancellare quell’umiliante “zero”, e la presenza in panca di Dejan Stankovic autorizza un pizzico di fiducia. Con lui, dopo tutto, si è spezzata l’astinenza esterna in fatto di pareggi e di vittorie ed ora va completato il lavoro al Ferraris. Proposito fiero e non proprio campato in aria, ma non così agevole da trasformare in realtà. Purtroppo, non è il momento più adatto per incrociare la banda di Italiano, che per la prima volta ha inanellato tre successi di fila, pur se due di questi appartengono alla Conference League e non al campionato. Se aggiungiamo che appena prima la sconfitta interna con l’Inter era maturata in modo rocambolesco, possiamo scrivere che la Fiorentina ha ormai archiviato il periodaccio e, dopo essersi allontanata forse in via definitiva dalla zona limacciosa, è tornata a puntare alla colonna a sinistra della graduatoria. I ritrovati Ikoné, Jovic e Cabral garantiscono fluidità ed efficacia alla manovra d’attacco e il centrocampo, almeno in fase di impostazione, è da prime piazze.

Punto da un idea Montevago per l’attacco

Gli auspici del clan blucerchiato derivano invece dalla fase difensiva della Viola, che fa acqua da ogni parte. La Fiorentina patisce parecchio un antagonista che l’attacca, non disponendo di autentici frangiflutti a centrocampo e neppure di guardie scelte rocciosissime. Per sovrammercato la mentalità inculcata da Italiano è da sempre troppo coraggiosa, a dir poco imprudente. Gli spazi concessi ai contrattacchi rivali sono inviti a nozze irrefutabili, e mister Deki lo sa, eccome.

Tocca ai blucerchiati, però, versare nel match ettolitri di cinismo e di concretezza, fattori sinora mancati all’appello. Il trainer è conscio di dover trovare nuove chiavi nella manovra offensiva, ma gli uomini sono sempre gli stessi. Stavolta è probabile l’impiego contemporaneo di due punte, che andranno scelte fra Caputo, Gabbiadini e Montevago. Il primo ha dimostrato che con un partner il suo rendimento sale e il secondo ha ribadito che, se relegato all’ala, incide assai di meno. Crescono intanto le quotazioni del “bocia”, che ha esordito a San Siro e ha squadernato nella Nazionale Under 20 qualità non indifferenti, tra cui una fisicità che manca ai suoi colleghi di reparto.

Nel quartetto di centrocampo un posto è assicurato a Rincon, mentre il suo compagno uscirà dal ballottaggio Villar-Yepes. Larghi di fascia, ecco Leris a destra e Djuricic a sinistra.

E Sabiri? Diventato un oggetto misterioso, il marocchino confida in una chiamata alle armi, che non è da escludersi ma appare improbabile, tenuto conto di qualche problemuccio fisico. Nel caso, cambierebbe l’assetto tattico dalla cintola in su, con l’esclusione di Leris e l’utilizzo di tre rifinitori – lo stesso ex ascolano, Djuricic e “Gabbia” – a supporto di Caputo. Sarebbe Leris l’escluso.

Dubbi anche nel reparto arretrato, con due casacche assicurate a Colley e Bereszynski e altrettante in palio. Amione, che – a parte qualche ingenuità – sta rivelandosi un rinforzo dell’oggi e del domani, potrebbe scalzare l’incertissimo Ferrari al centro o Augello (però più indicato per una gara da vincere) a sinistra. L’importante sarà non distrarsi di fronte ad una prima linea assai temibile: il magic moment di Audero non può essere di per sé un’assicurazione sulla vita.

Difficile che dal cilindro di Stankovic escano ulteriori soluzioni, dati gli acciacchi di Quagliarella e Pussetto e la squalifica di Verre. A meno che nel finale, sperando che non occorra, non si pensi a Montevago, azzurro Under 21, bravino nello spezzone di partita disputato a San Siro. Gira che ti rigira, si ritorna al problema più vecchio e mai risolto, almeno dopo il grave infortunio occorso a De Luca: la mancanza di una punta strutturata.

Quali che siano le scelte di formazione, ci si attende una Samp volitiva, intraprendente ma non suicida. Altri tre punti sarebbero tanta manna, ma anche uno non si disprezzerebbe, a patto di battere il Lecce al Ferraris una settimana più tardi. Piuttosto che farsi infilzare per disattenzione o eccesso di coraggio…

                            PIERLUIGI GAMBINO

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