Il Genoa cerca conferme col Brescia, Blessin nuove strategie per l’attacco e per la fascia sinistra

“Datemi Coda e Strootman e solleverò il mondo” – potrebbe esclamare compiaciuto Alexander Blessin. Sì perché due giocatori di tale fatta i suoi 19 colleghi in cadetteria neppure se li sognano. Una coppia d’oro, che fa la differenza e alimenta un rifiorito ottimismo attorno ad un Genoa che, come i ciclisti di razza, è restato in gruppo per una manciata di chilometri ma sta preparando l’allungo decisivo per una corsa in solitaria.

Leonessa del Brescia più insidiosa del Leone ciociaro

 

Resta il Frosinone a condividere col Grifo la vetta, ma la sensazione è che possa trattarsi di un effetto momentaneo. La disinvoltura con la quale i rossoblù hanno infilzato la Ternana dopo essere passati in svantaggio è un perentorio segnale di forza. L’ultima paratia che separa dalla gloria potrebbe cadere a spese del Brescia nel match di cartello del prossimo turno. Le rondinelle puntano a volare in alto, forgiate da un patron esperto e scaltro come Massimo Cellino, specialista in promozioni e pregiato intenditore di calcio. Non si tratta di uno squadrone ma di un team costruito con intelligenza ed equilibrio, affidato ad un tecnico emergente come il catalano Clotet e destinato a dire la sua se non nella lotta per i primi due posti, almeno per l’accesso ai playoff.

 

I lombardi hanno potenzialità considerevoli, non sempre accompagnate da una costanza di rendimento, ma se li incontri in giornata propizia, possono batterti in goleada. Un bomber come Moreo, un mediano come Bisoli, un centrale difensivo come Cistana sono ai vertici della categoria nei rispettivi ruoli e sono affiancati da calciatori più che discreti. Sottovalutarli significherebbe esporsi ad una figuraccia e ad un risultato inferiore alle previsioni.

Nuove strategie offensive per Blessin?

Blessin si affida ancora al centrocampista olandese e sta studiando nuove soluzioni offensive per armare il piede ispirato del cannoniere principe. E se Strootman trova autonomamente la posizione ottimale in campo e dipende relativamente dai compagni, Coda ha assoluto bisogno di rifornimenti. La convivenza con Puscas ha fruttato la rete decisiva in Umbria, e non c’è tifoso rossoblù che non ne caldeggi la riproposizione, ma Blessin è convintissimo delle proprie idee tattiche e non appare così intenzionato a porle in discussione. L’accoppiata Coda-Puscas è tenuta nella debita considerazione, ma il tradizionale assetto con una sola punta fissa e tre rifinitori non dovrebbe finire nel cassetto. Improbabile, d’altronde, che Aramu – un investimento oneroso per la società – perda il posto solo per un ritardo di condizione. Semmai può rischiare Yalcin, che però sta gradatamente salendo di rendimento e dispone di potenzialità non trascurabili. Di minori chances godono Portanova e Jagiello, centrocampisti adattati in prima linea, e così pure Yeboah, che resta un oggetto misterioso.

Come rimpiazzare Pajac?

 

Il mister rossoblù è afflitto da un unico rovello: con chi sostituire Pajac, che rivedremo in campo solo nel prossimo campionato? Czyborra è il sostituto naturale, ma sinora non si è riempito di gloria e anche nello spezzone di match disputato a Terni ha lasciato a desiderare in copertura. Non lo si può definire un punto di forza, ma non merita neppure una stroncatura: inserito in una fase difensiva organizzata e munita come quella genoana, può dire la sua e in propulsione non appare di molto inferiore al titolare.

Quali le eventuali alternative al tedesco? L’eclettico Sabelli, duttile a sufficienza per spostarsi di fascia (previo ritorno a destra di Hefti); Vogliacco, però più centrale che terzino; Frendrup, che sulla fascia si è già egregiamente disimpegnato ma appare troppo importante come partner di Strootman in mezzo. A meno che Blessin non decida di accontentare parecchi tifosi, desiderosi di vedere all’opera assieme il “tulipano” e Badelj, altro lusso per la B. L’esperimento a Terni ha fruttato la rimonta, ma se esteso alla partita intera potrebbe mostrare certe controindicazioni.

Non ci piove invece sul rientro di Bani in terza linea, anche se Vogliacco meriterebbe la riconferma sulla scorta delle doti sfoggiate sinora: atletismo e pericolosità in zona gol. Ma, vale ripeterlo, la fase di filtro prescinde dall’impiego di uno o dell’altro. È in avanti che si può ancora compiere un ulteriore “step”, magari con una manovra più sviluppata sulle linee esterne e meno nel corridoio centrale e con qualche pallone in più scaricato in mezzo all’area di rigore. Coda non aspetta altro.

                        PIERLUIGI GAMBINO

 

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