Nonostante la giornata opaca, a Terni il Genoa ha dimostrato di essere da primo posto

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Le squadre di livello non sono quelle che esprimono un calcio stellare, ma quelle che mostrano la propria forza nei momenti topici. Il Genoa è lungi dalla perfezione ma può permettersi di viaggiare lungamente a tre cilindri e vincere ugualmente. In questa cadetteria dal livello bassino, i rossoblù ci stanno larghissimi: potranno prendere il largo come no, ma sono destinati a farla da padroni e a centrare  l’obiettivo stagionale.

 

La vera potenza del Grifo non risiede ancora nella qualità della manovra ma nelle individualità, davvero rimarchevoli. Kevin Strootman giocherebbe titolare in almeno dodici delle compagini di serie A e sta facendo la differenza. A Terni, lasciato inizialmente in panca anche per qualche motivo famigliare, è stato inserito all’ora di match per raddrizzare la baracca e da quel momento la squadra rossoblù ha radicalmente svoltato sino a completare una perentoria rimonta. L’altro “big” è quel Coda da cui si attendeva una conferma delle antiche qualità di stoccatore. La risposta è stata fantastica: prima un rigore personalmente conquistato e trasformato, poi un’azione da bomber vero con la ciliegina fantastica di uno “scavetto” fantastico.

Doppietta di Coda tra il 75′ e il 78′, il Genoa supera 2-1 la Ternana ed è primo

Attorno a questi due fuoriclasse (rapportati alla categoria, s’intende) ruotano gregari di primissimo piano, che si accendono e si spengono senza garantire un rendimento uniforme, ma il loro livello medio è talmente elevato da spingere il collettivo genoano sino alla cima della graduatoria.

Il Genoa è primo: dove può ancora migliorare?

Il Genoa in edizione ternana si è imposto grazie ad un paio di provvidenziali forzature tattiche. Si è sempre scritto che la coppia Strootman-Badelj è improponibile, ma – auspice la prima giornata infelice di Frendrup – è stata provata in corso d’opera, con risultati eccellenti. Si è pure scritto che Coda e Puscas, così somiglianti, non possono giocare assieme ed invece i due hanno confezionato il gol del sorpasso, offrendo al mister motivi di ampia riflessione. Considerate le difficoltà di Yalcin e le caratteristiche dei vari Jagiello e Portanova (tutto meno che attaccanti), perché non insistere si questo duo di punte centrali, che sembra s’intendano a meraviglia?

Che il Genoa debba battere nuovi sentieri in avanti è arciscontato. Per un’ora i rossoblù si erano resi rarissimamente pericolosi: una bordata di Coda respinta a fatica da Iannarilli e un tentativo infruttuoso di Aramu agevolmente disinnescato. Poco, pochissimo, a conferma che l’ultimo step ancora da compiere riguarda il tasso di prolificità, sinora troppo basso.

Per il resto, un Genoa accettabile ma non ancora perfetto in fase difensiva. Già in altri match ci si era accorti che, se schiacciati nella propria area più di cinque minuti, i giocatori di Blessin rischiano quasi sempre di capitolare. La Ternana ci ha provato nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo e si è assistito ad una raffica di opportunità. Vero che nelle file ospiti mancava un gendarme di valore come Bani e che, in occasione della rete umbra, Czyborra era appena subentrato a Pajac, ma qualcosina va registrato ugualmente e non chiama in causa solo i difensori puri.

I conti comunque, tornano abbondantemente. Questo Genoa ha una tale autorevolezza da sfiancare qualsiasi avversario. Persino la Ternana, reduce da cinque successi di fila, ha pagato, alla lunga, la fatica, sparendo dal campo nell’ultimo quarto d’ora. E se è vero che nelle ultime tre gare (Coppa compresa) i rossoblù per sbloccarsi hanno avuto bisogno di un rigore, viene da chiedersi se le scorrettezze registrate in area avversaria non siano state figlie dalla loro massiccia pressione.

E qui si torna all’assunto iniziale. La dirigenza ha messo a disposizione del tedesco un organico che levati: sta a lui sfruttarlo compiutamente, correggendo o almeno mascherando quei difettucci che, comunque, non hanno impedito la strameritata ascesa al primo posto.

PIERLUIGI GAMBINO

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