Doppietta di Coda tra il 75′ e il 78′, il Genoa supera 2-1 la Ternana ed è primo

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È da prima che cominci il Campionato che si cerca l’outsider. Si dice che tutti gli anni ormai c’è una sorpresa in B che ostentando un calcio entusiasmante finisce per conquistarsi la promozione a dispetto dei pronostici. Che sia la Ternana? Il Grifone nella sua casa all’ombra della Lanterna aveva domato senza troppi problemi e persino molta sfortuna le sue teoriche concorrenti per la promozione diretta, Parma e Cagliari; due pareggi in cui avrebbe potuto vincere anche con due o tre gol di scarto. Ma nemmeno il Palermo che ha prevalso 1-0 al Barbera ha fatto soffrire così tanto il Genoa. Il Grifone scaccia la Viverna della vetta e per ora la condivide col Leone Ciociaro; l’araldica è suggestiva, la Serie B di più, ogni giornata regala emozioni inaspettate. E si era fatta davvero inattesa e insperata la vittoria dei ragazzi di Blessin a Terni. Mostrano ancora importanti limiti, ma gli si può riconoscere che sanno soffrire e stringere i denti.

Il match ha il profilo delle grandi occasioni: arbitro internazionale Doveri, pubblico di casa scatenato e ribollente, 2000 supporters del Genoa in trasferta con una squadra in missione: Only One Year.

L’ormai solito 4-2-3-1 per Blessin, con Vogliacco che va a rimpiazzare lo squalificato Bani, Yalçın che vince il ballottaggio con Jagiello per la trequarti sulle fasce, Sabelli ancora preferito a Hefti, e a sorpresa Badelj in regia per Strootman, affianco a Frendrup; completano i ranghi Martinez tra i pali, Pajac sulla sinistra e Dragusin in mezzo per la retroguardia, Aramu e Guðmundsson a supporto di Coda.

La capolista Ternana in mano al passato bomber di provincia Christian Lucarelli propone un modulo quasi speculare, un 4-3-2-1 in cui spiccano nel tridente il rampante e tecnico 27nne Anthony Partipilo, l’estroso 30nne uruguagio César Alejandro Falletti dos Santos, e l’ex in prestito Favilli, e a loro supporto l’altro ex in prestito Cassata.

Grifone contro Viverna per la vetta: c’é voglia di volare in alto

Inizio frizzante: subito un rasoterra semplice di Yalçın, bloccato, poi un’incursione di Partipilo sulla destra, Frendrup conquista un pallone e serve Yalçın che con un tocco permette ad Aramu di scoccare dal limite, poi due cross ancora dalla destra verderossa, sul secondo di Cassata Sabelli devia male di testa e Favilli ha una buona possibilità al volo, ma non trova la porta. Non sono passati nemmeno 10 minuti! Degni degli highlights soprattutto le conclusioni di Aramu e Favilli.

I ritmi sono bassi ma alle due compagini piace fraseggiare, sono spavalde, inorgoglite e ingolosite dalle rispettive posizioni di classifica: in caso di vittoria ciascuna delle due potrebbe prendere il volo una volta per tutte. Il Grifo prova a sfondare centralmente, mentre i locali pungono con classe sulle ali. Due stili teoricamente opposti ai moduli.

Ancora qualche minuto di scaramucce, con Favilli che serve l’accorrente Palumbo per un tiro al volo e un paio di belle trame dei “rossoblù” -in realtà nella bianca casacca da trasferta- poi al 25’ Coda comincia a far sul serio: rimessa laterale sulla sinistra, prolunga il pallone di testa per Aramu che glielo restituisce con un tacco elegantissimo, tiro a giro, Iannarilli ben posizionato respinge. Poco dopo un buon cross di Pajac pesca Yalçın in buona posizionato ma circondato dai terzini avversari, contro i quali il suo tiro va a sbattere.

Finale di frazione in frenetico crescendo per la Fere

Il Genoa prova a spingere sull’acceleratore e a schiacciare l’avversario, ma al 32’ arriva un abbozzo di doccia fredda a spegnere i bollenti ardori e a invitare a non deconcentrarsi: punizione sulla trequarti da destra verso sinistra in avanti, Sorensen stacca e immette il pallone nel cuore dell’area, Martinez salta ma sciaguratamente non trattiene, mischione a porta vuota poco oltre la linea con Partipilo che prima insacca e poi tocca di mano da dentro la porta a generare ancor più perplessità. Ma il guardalinee annuncia subito il fuorigioco, poi confermato dal Var: Sorensen era nettamente in posizione irregolare a inizio azione.

Da quel momento però comincia l’indiavolato finale di frazione della Ternana: al 37’ Favilli si sgrava del marcatore ma invece che rischiare il tiro cerca i compagni e sciupa l’azione, al 40’ Falletti scaglia un missile dal limite che Martinez con prontezza e fortuna riesce a deviare sulla traversa, Pajac si fa male e deve essere sostituito da Czyborra, e al 44’ arriva il vantaggio della Fere: Falletti apre per Diakitè, che penetra sulla destra e mette un cross che si trasforma in un gol di genoani, ma quelli “sbagliati”, cioè in prestito: Cassata mette in mezzo di capoccia con una dinamica analoga a quella del gol annullato, Favilli s’infila tra Dragusin e il troppo freddo Czyborra e di testa insacca da pochi passi. È il 4° gol in 7 partite e dimostra chiara volontà di restare in Umbria togliendosi la maglietta, festeggiando come un matto e andando a tripudiare sotto la curva.

Su un cross dello scatenato Corrado che Dragusin goffamente mette in angolo finisce l’ottimo primo tempo della Ternana, e soprattutto il quarto d’ora di fuoco. Blessin non fa cambi e la ripresa si avvia sulla medesima falsariga: Partipilo s’invola sulla destra, e immette per il tiro dal limite di Cassata, fuori di poco.

Il Genoa però si riprende e al 48’ Frendrup tira dal limite al termine dell’ennesima azione un po’ troppo cincischiata: Sorensen tocca di petto ma per un attimo ha dato la sensazione di aver fatto con la mano, sarebbe stato l’ennesimo penalty deux ex machina per quest’irregolarità salva Genoa, il 3° delle ultime 3 partite.

Blessin prova a rimescolare le carte: fuori Frendrup e Yalçın, dentro Strootman e Puscas.

Il Grifo prova ad alzare il baricentro ma le sue manovre restano farraginose in fase di conclusione, troppe legate all’intuizione del singolo. Invece gli Umbri vanno molto più dritti al punto e al gol: gli basta uno schema sulle palle alte, e infatti su una battuta dalla bandierina ancora un rossoverde libero sul secondo palo, Partipilo, che però non riesce a impattare.

Al 63’ Aramu prova a dare la scossa con l’ennesimo tiro dal limite dell’incontro, Iannarilli salva in angolo. Il Grifo però continua a faticare a creare occasioni. Al 68’ Favilli, già ammonito per il suo festeggiamento troppo disinibito, entra in scivolata su Badelj, centrandolo a pieno e forse meritando il secondo giallo; l’arbitro soprassiede e Lucarelli astutamente con lestezza lo toglie. In mezzo però c’è Strootman che prova a togliere il Vecchio Balordo dagli impacci per la seconda volta in una settimana con una prodezza balistica da grande campione: potentissimo tiro dalla grande distanza, Iannarilli a fatica devia sulla traversa.

Finalmente il doppio colpo di Coda

Al 72’ si comincia a ribaltare tutto: Dragusin addomestica un pallone in area altrui per Vogliacco che si gira e tira; risposta di Iannarilli che non trattiene, sul pallone balza Coda che viene atterrato dall’estremo difensore, più o meno in contemporanea con la punta. Anzi, in meno: lo sancisce il Var dopo un intenso controllo. Coda arriva prima, calcio dal dischetto, ancora Coda contro Iannarilli, che viene spiazzato: pareggio.

Passano 120 secondi e Coda raddoppia: lancio lungo dalla difesa, l’attaccante proiettato nello spazio battaglia con Sorensen, prova a saltarlo, il pallone resta lì nel tackle con Iannarilli in uscita, astuto pallonetto, 2-1!

A quel punto è la Ternana a riversarsi in disordine in attacco. In questo frangente il Grifo sciupa malamente tre o quattro contropiedi, in apparente controllo del match. Lucarelli si fa espellere per proteste e l’ambiente ribolle di nervosismo. Così sino al 90′ quando in una ripartenza finalmente un po’ più manovrata purtroppo Aramu, servito alla perfezione e da posizione ideale, manda a lato di un soffio.

 

Sembra ugualmente fatta, ma c’é tempo per rischiare ancora un gol, di nuovo cross da una fascia, colpo di testa a cercare il gol in mischia, con Martinez che si mostra di nuovo incerto.

Poi va in confusione anche Doveri, o forse lo sono tutti e 22 in campo per la trance agonistica: si indirizzano verso gli spogliatoi al minuto 95′ e 35”, e il fischietto dura fatica a farli rientrare e giocare per altri tesissimi 60 secondi. In cui però non accade nulla; nella sua partita più dura il Geno trova vittoria, tre punti e, dopo una lunga caccia, finalmente i 3 punti. Quando si divide il proprio territorio con viverne e leoni, è difficile arrivare in tempo sulla preda; la speranza però è che ora che è stata afferrata, non la si molli più.

Federico Burlando

 

 

 

 

 

 

 

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