Samp-Cremonese battaglia della disperazione, idea Verre titolare

Penultima contro ultima nel segno del dramma calcistico. Cremonese e Sampdoria sono pure accomunate dai 120 minuti disputati quasi contemporaneamente in Coppa Italia, con passaggio del turno. In più, per i blucerchiati, la lotteria dei rigori, che ha esaltato Nikita Contini, portiere di complemento, legato all’unico ruolo in cui non si avvertiva il bisogno di nuove candidature.

Vinca chi può, insomma, in questo scontro tra poverelli, che spingerebbe in acque limacciose l’eventuale perdente. In teoria, dovrebbe dominare la paura, ma la classifica, giudice impietoso, invita entrambe le concorrenti – anche l’undici ospite – a cercare a tutti i costi il bottino pieno, per un rilancio indifferibile. Proseguire quasi a braccetto, con un misero punticino in più, rischia infatti di suonare a condanna per l’una e l’altra.

I lombardi hanno il vantaggio non trascurabile di una società solida alle spalle, benché la dirigenza non abbia condotto nell’ultima sessione un mercato scoppiettante. In casa Samp, invece, si aspetta sempre… Godot Al Thani, e l’attesa da spasmodica sta diventando stressante e accompagnata da scoramento crescente e da un filo di pessimismo. È fresca la notizia secondo cui Al Thani avrebbe cambiato idea richiedendo la due diligence: altro capitolo che allungherebbe ulteriormente i tempi e renderebbe ancor più impervia la via di un accordo.

Vero che gli stipendi continuano a correre, ma riuscire ad isolare i giocatori da questo po’ po’ di contorno, imbevuto di incertezza e scetticismo, è un’impresa titanica per Dejan Stankovic: come se non gli mancassero già altri problemi, legati al campo. Il passaggio del turno in Coppa rappresenta comunque un’inversione di tendenza e regala un pizzico di ottimismo, ma il serbo, pur elogiando i suoi per l’impegno profuso, non ha gettato la testa sotto la sabbia: i problemi – tecnici, tattici e anche psicologici – rimangono nella loro delicatezza.

La Samp allo Zini è attesa a fornire risposte precise sotto il profilo del gioco e, soprattutto, esprimere ben altra pericolosità in zona gol. Le scintille firmate da Verre e Caputo contro l’Ascoli non possono rappresentare eventi isolati, ma debbono diventare una costante. Guai a disputare altri match senza un tiro in porta come è successo contro la Roma.

Samp da brividi in Coppa Italia con l’Ascoli! Caputo al 118′ piazza il 2-2, Contini il 22° rigore!

Mister Deki sta intanto sfogliando la margherita per decidere formazione e assetto. Solo la retroguardia è praticamente scontata, con Ferrari e Colley al centro e i soliti due terzini, visto che i loro potenziali rimpiazzi – Conti e Murru – non stanno proponendosi con convinzione. A centrocampo l’orientamento è per l’utilizzo di due centrali: quasi certo Villar (dedito alla costruzione), affiancato da chi tra gli acciaccati Rincon e Vieira starà meno peggio. Come soluzione estrema, il virgulto Yepes, che non ha fatto malaccio in Coppa.

Il dubbio amletico riguarda il modulo. Con il più solido 4-4-2 (cui fece ricorso anche mister Ranieri nella necessità di togliersi dalle secche dell’ultima posizione) Gabbiadini affiancherebbe Caputo in attacco e le due fasce contemplerebbero Leris a destra e Djuricic o Sabiri a sinistra. Il più affascinante e moderno 4-2-3-1 invece spalancherebbe parecchie opzioni in rifinitura e vedrebbe in lizza anche Verre, la sola nota lieta del capitolo infrasettimanale. E, francamente, rinunciare alla sua verve appare un lusso che Stankovic non può permettersi. Da qui l’ipotesi – tutta da confortare – che ad inizio gara o in corso d’opera sia varato un centrocampo a tre che comprenda pure il capitolino.

Quali che siano le scelte, occorre una dose massiccia di concretezza in più: ergo, distrazioni difensive bandite e ben altro cinismo in zona gol.

La Cremonese è un gingillo che fatica a calarsi nei ritmi della massima serie. Mister Alvini, la cui panchina è fortemente a rischio, ha proseguito la traccia del suo predecessore Pecchia proponendo un calcio spumeggiante, organizzato e ricco di passaggetti, ma la qualità del materiale resta piuttosto scarsa e così pure l’esperienza a certi livelli, La 4-2-3-1 grigiorossa si basa sulla corsa più che sulla forza fisica e non è nobilitata da nomi notissimi, se escludiamo il portiere Carnesecchi, già titolare dell’Under 21 azzurra, tornato in campo alla Spezia dopo un grave infortunio. Discreta la prima punta Dessers, ma il centrocampo e la retroguardia appaiono leggerini e inadeguati. Tocca alla Samp incidere nella carne viva di una squadra ricca di entusiasmo ma anche di limiti, ed è proprio dai blucerchiati, più che dai lombardi, che si aspetta una nuova impronta alla partita.

PIERLUIGI GAMBINO

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