Ternana-Genoa per la vetta: la sorpresa contro la favorita, attacco di fuoco contro difesa di granito

Ecco servito, sul tavolo verde dello stadio Liberati, il piatto più succulento che possa attualmente offrire la serie B. L’una contro l’altra armate, le due protagoniste attuale del campionato: da una parte la Ternana, a sorpresa ma non troppo prima della classe in solitudine e dall’altra quel Genoa che gli addetti ai lavori non faticano a considerare la favorita per il salto di categoria.

Le due squadre vantano pregi e difetti opposti. I rossoverdi segnano a mitraglia e nella speciale classifica di prolificità sono terzi, a due gol dal Bari e ad uno dalla Reggina, mentre il Grifone, con le sue 11 segnature in 9 esibizioni, pascola nella colonna a sinistra. In compenso, la tenuta difensiva degli umbri non è a prova di bomba (11 reti al passivo) mentre quella rossoblù – 6 dispiaceri incassati al pari del Frosinone, uno in meno della Reggina – è da promozione.

La locandina del match potrebbe racchiudersi così: “L’attacco della Ternana contro la supermunita retroguardia genoana”. Ma si tratta di un’analisi superficiale, considerato il valore complessivo dei due organici, allestiti non per una decoubertiana partecipazione, ma per puntare dritti al vertice.

Inutile forse rammentare che Blessin non ha ancora trovato la quadra sul fronte offensivo. Sperava, il tedesco, di trarre felici indicazioni dalla parentesi infrasettimanale in Coppa Italia, ma è rimasto deluso. Ha alternato una serie infinita di ingredienti, ma la concretizzazione rimane il punto debole di una squadra che mette spesso le tende nella metà campo avversaria ma non produce vagonate di opportunità e quelle poche è propensa a sciuparle per imprecisione nel tiro e nell’ultimo passaggio o per foga.

Il bomber Lucarelli getta la Ternana all’attacco

Una specialità della casa, tuttavia, è il contropiede, arma che a terra umbra potrebbe essere sguainata con una certa frequenza. La Ternana – secondo i dettami del suo allenatore, il vulcanico Cristiano Lucarelliama costruire gioco più che distruggerlo, offendere più che coprire e dispone di elementi adatti a questa mentalità: basti pensare al regista Di Tacchio, al bomber Donnarumma, ad una punta di appoggio come Pettinari, a due rifinitori eccellenti come Palumbo e Partipilo. Non sempre, tuttavia, è garantito l’equilibrio tattico, e questo difettuccio potrebbe essere capitalizzato dal Genoa, più maturo e autorevole in parecchie zone del campo. La padronanza palesata dai rossoblù a Cosenza prescinde da limiti della contendente di turno ed equivale ad una garanzia di competitività.

Di sicuro si prospetta un gran bella partita, apertissima ad ogni verdetto, e forse per la prima volta il Grifo potrebbe uscire appagato anche in caso di pareggio, che lascerebbe immutato il distacco dalla capolista, probabilmente farebbe perdere qualche posizione, ma consoliderebbe le prospettive a lunga gittata. Blessin però non è tipo che speculi o tatticamente faccia calcoli troppo sofisticati: imposta qualsiasi match in maniera identica e non si piega alle contingenze.

Rebus rimpiazzo Bani, molte scelte per l’avanguardia

Capitolo formazione. Pesa parecchio la defezione di Bani, squalificato e non sostituibile da Ilsanker, tornato per un periodo non breve a frequentare l’infermeria. Dragusin comanderà il reparto e Vogliacco, il suo unico partner possibile, è chiamato a confermare le qualità mostrate sinora. Basilare sarà l’argine eretto davanti a loro dall’infaticabile Frendrup e dal vigoroso Strootman, ma anche i terzini Sabelli e Pajac dovranno contribuire alla fase di filtro, e persino il trio di mezze punte.

Se dietro e in mezzo le maglie sono già virtualmente assegnate, in avanti qualche incertezza rimane in vita. Coda e Gudmundsson hanno una maglia garantita e Aramu dovrebbe spuntarla, ma è atteso a conferire ben altra sostanza al proprio apporto, sinora non trascendentale. Per completare è favorito Jagiello, tatticamente più utile rispetto a Portanova e a Yalcin, due elementi che da tempo non riescono ad ingranare.

In panca, pronti all’uso, troviamo anche Yeboah e Puscas, da chiamare in causa qualora occorresse risalire la china: due ulteriori frecce ad un arco nutritissimo, rivelatosi finora piuttosto inefficace. Le potenzialità per esplodere anche in area avversaria tuttavia sono enormi: è l’ora di esprimerle compiutamente.

PIERLUIGI GAMBINO

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