Ripartita la Serie D per il CUS Volley: il punto del tecnico Serra

Dopo la partenza del campionato nazionale di Serie B di volley è ripartita ufficialmente anche la stagione della nostra prima squadra femminile, guidata da Riccardo Serra e impegnata nel campionato di Serie D. Una squadra giovanissima, figlia di scelte importanti da parte della sezione pallavolistica della Polisportiva.

«La sezione sta avendo molto coraggio», afferma Serra, «perché abbiamo una squadra finalmente con numeri significativi». I tesserati della pallavolo femminile del CUS Genova sono praticamente raddoppiati, cosa che «ci permette di iniziare un lavoro importante consci del fatto che la quantità porta qualità». Non ci sono ancora numeri sufficienti per comporre due squadre in ogni categoria, «ma cominciamo a correre il rischio di doverlo fare».

Per quanto riguarda la prima squadra, la rosa è composta da metà squadra U16 e da metà squadra U18, con l’eccezione di due Over 20. In particolare, sei atlete U16, tra le quali due quattordicenni e una quindicenne per la Serie D. «Siamo un gruppo da formare e disomogeneo per esperienza pallavolistica», racconta il tecnico, «ne conosciamo i rischi ma voglia fare un lavoro importante».

Sarà Matteo Chiacchetta a supportare Riccardo Serra. Già membro dello staff tecnico biancorosso nella passata stagione, quest’anno avrà un ruolo ancora più centrale nei gruppi che compongono la prima squadra e darà una mano concreta sul campo. Due tecnici di secondo livello alla guida di una prima squadra femminile che ha voglia di sorprendere.

Nel weekend l’esordio, in cui le Biancorosse sono state sconfitte dal Volleyscrivia, ma nessuna preoccupazione da parte del tecnico. «Mettiamo in conto di vedere nei primi mesi dove siamo», afferma, «sarà un campionato difficile in cui cercheremo di arrivare a un livello minimo tra circa tre mesi». Quale l’obiettivo stagionale? «L’obiettivo è quello di mantenere una categoria regionale», afferma Serra, «perché ti permette di agevolare lo sviluppo delle giocatrici». «Vedremo dove saremo», aggiunge, «dobbiamo lavorare con tanto coraggio indipendentemente dai risultati iniziali».

In chiusura un pensiero sulla scelta di molto ragazze della squadra. «Non è scontato che ragazze di 14 e 15 anni che sono partite dal basso decidano di fare un salto di tre categorie», spiega Serra, «magari non giocando per tanto tempo anziché giocare da titolari nelle categorie inferiori». «Le ragazze hanno accettato di mettersi in gioco in questo percorso di crescita», conclude Serra, «quindi con una società e allenatori così coraggiosi le difficoltà si superano più velocemente».

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