Stankovic l’allievo pronto a beffare il maestro Mourinho

“Scopa nuova scopa bene” – recita un antico detto, e la Samp e Dejan Stankovic sono in luna di miele, ma le sensazioni positive suscitate dall’avvento del serbo travalicano il semplice concetto di novità. Dal triste Giampaolo al vigoroso, determinato uomo di Belgrado passa un abisso, almeno nell’approccio, anche se sarà il campo l’unico giudice: le premesse però sono più che incoraggianti e inducono a confidare in una rinascita blucerchiata abbastanza sollecita.

Parecchie sono le frasi significative pronunciate dal trainer durante la sua presentazione ufficiale, ma ci ha colpiti l’assimilazione della vittoria alla penicillina, come farmaco in grado di guarire i malanni fisici e morali. Di rilievo pure l’obiettivo temporale fissato: “Vogliamo uscire dalla zona calda prima della sosta per il mondiale”. Infine la notazione forse più importante: “Anche a me piace la qualità del gioco, ma ancor più l’equilibrio”.

L’improrogabile giro di vite deciso dalla dirigenza porterà lunedì sera altri tifosi al Ferraris ed ha già provveduto ad accendere di entusiasmo una piazza che pareva rassegnata al peggio. Dejan, tipo concreto, ha speso la settimana abbondante a disposizione per una revisione a 360 gradi, partendo dalla mente dei calciatori (anche se un diverso atteggiamento era già emerso nel secondo tempo di Bologna) e proseguendo con un nuovo modulo tattico, il preferito dal mister: il 4-2-3-1. La scelta degli interpreti iniziali non potrà risultare rivoluzionaria, data la carenza di alternative, ma con lui al comando si sono annullate le antiche gerarchie e qualche titolare che non dovesse adeguarsi al nuovo regime rischierebbe fortemente il posto.

Roma senza Dybala ma ancora pericolosa negli spazi

Stankovic conosce a menadito le idee del suo mentore Mourinho, ma anche qualità e difetti di una Roma dalla fisionomia ben definita. Sa benissimo che i giallorossi faticano a sviluppare un gioco efficace contro difese munite mentre diventano difficilmente resistibili se fruiscono di spazi sterminati. Ergo, occorre che la Samp osi quel tanto da non scoprirsi le spalle, provando a lasciare l’iniziativa agli avversari. Scaturirà un confronto intriso di scetticismo, con squadre protese ad accelerate perentorie appena conquistata palla e, in caso di fallimento, a repentini cali di ritmo.

La Lupa è uscita rinfrancato dal pari di Siviglia, che tiene accesa la fiammella della qualificazione, ma l’assenza prolungata di Dybala è un colpo pesantissimo da sopportare, ad onta di un organico ricco di alternative. Mou deve solo decidere se sciorinare il 3-4-1-2 o il 3-4-2-1. Nel primo caso, Abraham e Belotti formerebbero la coppia offensiva, supportata da Zaniolo, con Pellegrini a centrocampo. Nel secondo, giocherebbe una punta sola, con il capitano ad avanzare in rifinitura e Matic nella zona nevralgica. Il trio arretrato, forte di elementi bravissimi anche nello sfruttare i calci fermi, mancherà di Kumbulla, acciaccato.

Le possibili soluzioni di Stankovic

Sul fronte blucerchiato si registra la gravosa defezione di Murillo, che ormai aveva conquistato un posto al sole, anche se Ferrari, a lungo titolare, è collaudato e abbastanza affidabile. Non si prevedono mutamenti sulle fasce difensive, mentre il duo di centrocampo – in ossequio al modulo appena introdotto – sarà composto da incontristi (l’imprescindibile Rincon e il grintoso Vieira) dediti principalmente alla fase di arginamento e al recupero palla.

Non si prevedono cambi neppure nel trittico di rifinitori. Stankovic continua a credere nei progressi atletici di Gabbiadini (che a destra ha già dimostrato di potersi adattare) e nelle potenzialità di Sabiri, il miglior bue della stalla, da rimodellare sul piano della costanza di rendimento. A sinistra spazio ancora a Djuricic, che al Dall’Ara ha retto la baracca anche nell’opacissimo primo tempo doriano: anche a lui si richiede una maggiore disciplina tattica. Infine, la scontata scelta di Caputo come prima punta, con Quagliarella deciso ad insidiarlo e pronto ad affiancarlo in caso di necessità.

Pressoché certo, in corso d’opera, l’innesto di Leris, che si è guadagnato la fiducia del trainer nei 45 minuti disputati in Emilia, mentre l’ingresso dell’ex di turno – quel Villar che proprio la Roma ha allontanato dai propri radar spedendolo in Liguria – si lega principalmente al risultato parziale.

Ulteriori opzioni? Verre, trottolino in grado di conferire brio alla manovra, e Pussetto, elemento esperto ma ancora tutto da scoprire nella realtà blucerchiata. Mister Dejan conta anche su di loro e potrebbe saggiarne le doti giovedì prossimo in Coppa Italia.

                                      PIERLUIGI GAMBINO

 

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