A Bologna con la carica di Stankovic

Sampdoria | Stankovic - Ritratti Dejan Stankovic (allenatore Sampdoria)

Chi è la più brutta del reame calcistico? La risposta è attesa in un drammatico anticipo tra Bologna e Sampdoria, che – sulla scorta delle aspettative di agosto – rappresentano senza ombra di dubbio le due delusioni più cocenti di quest’avvio di stagione.

La crisi profonda del team petroniano versa scampoli di ottimismo nella vuota cesta blucerchiata, e non è ingeneroso scrivere che ouverture meno complicata Stankovic non avrebbe potuto augurarsi. Beninteso, le ambasce degli avversari non sono garanzia di resurrezione per Rincon e compagni, ma… aiutano a crederci. Se non altro, il fresco ingaggio del mago di Serbia (tre volte a segno con la Stella Rossa) è il segnale di una svolta, il salvagente cui aggrapparsi per scongiurare l’annegamento. Invece, in terra emiliana Thiago Motta – vecchio sodale di mister Dejan in un’Inter da favola – non sta fungendo come guaritore, sino a far rimpiangere Sinisa Mihajlovic, forse licenziato con eccessiva fretta. Anzi, prestazioni e risultati del vecchio “Bulegna” sono addirittura peggiorate, tanto da insinuare per la prima volta lo spettro della retrocessione.

La Stella Rossa ha battuto il record assoluto di punti in tutti i campionati europei

Le difficoltà del Bologna

Le due squadre – a meno di ripensamenti di Stankovic – sono pure accomunate dall’impianto tattico: il 4-2-3-1, evidentemente il più in auge nell’attuale periodo del football mondiale. È il campo, però, il solo giudice in grado di misurare la produttività di questo modulo. A Bologna si sta rivelando fallimentare, pur nella convinzione generale che sia il più adatto ad esaltare sia il bomber Arnautovic, sia la folta pattuglia di trequartisti comprendente Soriano (ex blucerchiato), Sansone, Vignato, Orsolini: tutti elementi che avrebbero dovuto spaccare il mondo e invece risultano magnifiche incompiute. Neppure la difesa non offre garanzie, ed ecco che i conti non tornano.

A complicare la situazione, ha provveduto un manipolo di ultrà che giovedì scorso ha fatto una visitina ai propri beniamini con fare minaccioso, sino ad accendere un principio di rissa. E se pure nel quieto capoluogo emiliano scoppia la contestazione, significa che la malattia è grave.

La grinta di Stankovic, la mollezza di Giampaolo

Tocca ai prodi del Viperetta (che resta il burattinaio del teatrino doriano, sia chiaro) acuire le ferite sulla pelle dei rossoblù. Già, ma ne saranno capaci? Stankovic, giustamente, crede nelle potenzialità dell’organico a disposizione e ha subito identificato nell’assoluta mancanza di nerbo il principale freno. “Qualsiasi squadra – ha affermato – è lo specchio del carattere di chi la guida”. Giampaolo non sarà contento di questa frase, che surrettiziamente lo chiama in causa, ma chi potrebbe eccepire? Contro il modesto Monza, i blucerchiati sono apparsi imbelli, incapaci di una minima reazione, in balìa degli eventi, con l’encefalogramma piatto. Una clamorosa prova di mollezza offerta da un undici che aveva fermato Juve e Lazio rimediando un figurone contro Milan e Atalanta.

Stankovic ha le virtù adatte a scuotere l’ambiente. Come avvio di missione, d’altronde, deve soprattutto basarsi su un lavoro psicologico, in attesa di rivedere gli altri fattori. Di sicuro i difensori saranno pregati di non seguire, con occhi e mente, soltanto la palla ma anche gli avversari e l’arcinota linea alla quale dovevano assolutamente attenersi ai tempi di Giampaolo non sarà più la stella polare.

Quale modulo per la Samp del nuovo mister?

Intanto, la nuova disposizione tattica potrebbe creare qualche positiva scossa di assestamento, anche se parecchi addetti ai lavori, considerata la delicatezza del momento, sarebbe più propensa ad una difesa a tre. Così in terza linea si prospettano solo conferme, con l’unica lieve incertezza a sinistra tra Augello e Murru. In mezzo, tocca all’imprescindibile Rincon e a Villar, l’unico a disporre di senso geometrico, e in una zona rifinitura rafforzata agiranno Sabiri come asse centrale supportato da Djuricic, teoricamente nella posizione prediletta, e Gabbiadini, che invece sarà costretto a snaturarsi. In avanti, conferma sicura per Caputo.

D’altronde, scartata a priori la 3-5-2, non certo nelle corde di mister Dejan, ecco che non si scorgono alternative pazzesche a questa formazione, considerato che Vieira è una fotocopia assai sbiadita di Rincon, e Leris, pur più adatto di “Gabbia” a giocare largo, è frenato da indiscutibili limiti tecnici.

Dall’esordio di Stankovic non si aspettano cose mirabolanti, ma una novità, sì, fondamentale: il risultato. Non appare proibitivo vincere, ma sul punto singolo non si sputerebbe affatto, anche tenendo conto dell’annosa, terribile al Dall’Ara.

PIERLUIGI GAMBINO

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