Genoa-Modena 1-0, primo hurrah in casa con Jagiello

Il Genoa che dovrà vincere la Serie B continua ad essere un mezzo punto interrogativo, capace però di suscitare vibranti esclamazioni di gioia, oltre che moti di speranza. Sconfigge 1-0 il neopromosso Modena che veniva da una vittoria e 4 sconfitte in 5 gare dominandolo territorialmente e creando molte più occasioni, ma senza dare l’idea di essere così superiore come il possesso palla e la differenza di qualità lascerebbero suggerire.

Gli highlights denotano un Grifo che sa graffiare ma non riesce a penetrare, macchinoso nelle manovre offensive, incapace di autentici lampi di creatività; in compenso ha sufficiente potenza di fuoco per sperare in una qualche felice intuizione personale.

Il gol arriva solo al 44′ del primo tempo con Jagiello: azione rapida  e insolitamente ben ordita con un fraseggio scorrevole e avvolgente, tutta di prima, terminata da un lievissimo tacco di Portanova per il polacco, che batte in porta dal limite.

Il sontuoso talento del ventenne terzino Cittadini in prestito dal Modena è sufficiente per permettere ai Canarini di restare a galla sino al 90′ all’ombra della Lanterna, il Genoa era già andato vicino al gol e va vicino al raddoppio, ma sempre in maniera stentata, per cui anche se lascia pochissimi spazi agli ospiti sino all’ultimo permane la nervosa sensazione che la vittoria potrebbe essere gettata via nel finale in prossimità della zona Cesarini come era successo col Parma e quasi anche col Venezia.

Tra le occasioni più significative non concretizzatesi, si segnala la battuta a rete di Portanova al 8′ malamente svirgolata, solissimo in eccellente posizione è stato bravissimo a controllare il pallone difficile servito da Yalcin e pessimo nell’orientarlo verso la porta; un tiro di Pajac insidioso e preciso ma troppo lento al 12′; un diagonale pericoloso di Jagiello al 37′; un palo ancora di Pajac nella ripresa, più qualche incursione di Yalcin su cui il portiere degli Emiliani ha dovuto infilare un lesto piede in uscita.

Dall’altra parte, davvero pochi rischi, anche se ha suscitato brividi l’arbitro che indica il dischetto per una vistosa scivolata di Dragusin su Diaw lanciato a rete; la bandierina alzata però sanziona irrimediabilmente quest’ultimo pochi secondi dopo per essere partito in fuori gioco a inizio azione.

Ora la sosta, che dovrebbe permettere a Blessin di schiarire ulteriormente le idee sui suoi schemi ai suoi uomini, in particolar modo agli ultimissimi innesti del mercato, tra cui Amaru. L’ex Venezia è entrato nella ripresa e ha dimostrato di avere la classe di un vero numero 10.

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