Sampdoria umiliata a Salerno: 4-0

La Sampdoria perde partita, faccia e credibilità all’Arechi, da dove non usciva sconfitta da oltre vent’anni. Lo ha detto anche Mister Giampaolo – che pure ha le sue responsabilità – nel dopopartita: prestazioni del genere ti fanno interrogare su tutto, dalla condizione atletica alla voglia, dall’applicazione all’intelligenza, dalla capacità tecnica all’agonismo, dal senso di responsabilità alla gestione tattica.

In uno stadio carico e caldo, al di là della pioggia che scende copiosa, Nicola conferma il suo abituale 3-5-2, con i grandi ex Candreva e Bonazzoli in campo e il recupero del capitano Fazio. Anche Giampaolo conferma il modulo, ma non gli interpreti. Fuori Bereszynski per Depaoli, dentro anche Villar dall’inizio per Vieira, con Colley capitano di serata.

L’inizio della squadra di casa è veemente, ma la Sampdoria regge e al 7’ vola in transizione, con Caputo che anticipa Fazio e serve Depaoli sulla destra. L’ex Chievo, però, spara alto da ottima posizione, ma non sarebbe stato comunque gol: la posizione di Depaoli era infatti irregolare.

Sul capovolgimento di fronte un’azione analoga porta Bonazzoli sulla destra a crossare dal fondo per Dia, con la difesa della Sampdoria sbilanciata dall’azione precedente. Depaoli prova a liberare ma è sfortunato, la palla resta lì e Dia batte da pochi passi Audero. Sembra fuorigioco, ma il VAR – dopo un lungo consulto – convalida il vantaggio dei campani: proprio Depaoli, nel recuperare la posizione dopo l’affondo che lo aveva visto protagonista, sembra (ma qualche dubbio resta) tenere in campo Bonazzoli sulla verticalizzazione che dà inizio all’azione.

Insomma, è 1-0 per la Salernitana, con tante sottolineature da fare: gli errori in serie di Depaoli, la difesa alta e scoperta, il primo gol in serie A di Dia per la gioia dell’Arechi.

Ci si attende una reazione, magari ragionata e lenta (come da costumanze giampaoliane), ma comunque un qualcosa che dimostri la maturità del gruppo. Invece per qualche minuto, quasi sotto choc, i biancocerchiati non fanno sostanzialmente niente, come se dovessero metabolizzare il dramma di un gol a freddo, quello che non è loro riuscito nelle prime due uscite casalinghe.

Ne approfitta così la squadra di casa, che sfrutta un’evidente superiorità numerica su entrambe le fasce. Mazzocchi tiene giù un frastornato Depaoli e Candreva punta spesso Augello, proprio perché ne conosce bene i limiti, e guadagna più di un calcio d’angolo, sempre molto pericolosi nonostante la serata non brillante di Fazio, recuperato dopo un infortunio.

Sembrano di più i granata locali, perché al titolare della banda si sovrappone spesso una delle mezze ali, mettendo in difficoltà gli esterni bassi di Giampaolo. Da una di queste iniziative nasce il raddoppio, e sempre con Depaoli – nel frattempo anche ammonito – a vuoto. Mazzocchi pesca Dia, che restituisce il favore a Bonazzoli, il quale gira in porta di sinistro, indisturbato, anche grazie ad un velo involontario di Vilhena che manca la prima botta. Ma quante responsabilità del presepio difensivo doriano!

Al 24’, nello sconforto generale (perché l’impressione è di essere soverchiati da una squadra messa meglio ma non certo più forte), squillo doriano. Djuricic chiede la sponda di Caputo e da posizione difficile viene chiuso in corner. Dalla bandierina Sabiri pesca Ferrari che, lasciato colpevolmente solo, di testa spara assurdamente alto da pochi passi.

Alla mezz’ora l’impressione è che la Sampdoria non riesca ad uscire in modo intelligente dalla propria metà campo. Troppi palloni sprecati, troppi lanci lunghi nel vuoto, e va detto che l’impegno di alcuni interpreti non è poi così disprezzabile. Ad esempio, Caputo, come nelle prime due partite, paga l’inefficacia in area di rigore con la capacità di arrivare sempre primo su ogni pallone capiti dalle sue parti. Sabiri e Djuricic si perdono spesso in ghirigori fini a sé stessi, ma riescono talvolta a creare superiorità, nonostante la ormai proverbiale timidezza di Augello, e sulla destra Leris e Rincon recuperano molti palloni, supplendo alle difficoltà di Depaoli.

Ma ci vorrebbe altro. Più del superiore possesso palla o della precisione nei passaggi, che le statistiche attestano. Ci vorrebbe un gol, almeno quando è facile farlo. Niente da fare neanche lì. Al 38’ un’altra buona incursione di Djuricic viene murata da Sepe, la palla si impenna, la difesa non riesce a liberare e ci prova Caputo. Nuovo intervento di Sepe, ma proprio sulla testa di Leris, che da solo, a porta spalancata e a non più di due metri, di testa centra il portiere. Non è sfortuna, con sette metri di porta davanti!

C’è ancora tempo per due episodi, uno dei quali importante. Al 39’ Mazzocchi, già ammonito, stende Depaoli in netto ritardo. Ci sarebbe stato il secondo giallo, ma Massa fa chiaramente capire di aver visto, capito e perdonato. Nutriamo dubbi.

Prima del riposo, ancora Caputo – buona la sua partita, se si considerano le sponde e non i gol – stoppa per Leris. Tiro centrale in una piazza affollata, blocca Sepe.

Al riposo la squadra di casa si trova in vantaggio meritato, soprattutto per la mollezza complessiva di una Sampdoria che ha sì tenuto a lungo il pallone, ma in proporzione è stata molto meno efficace dei locali. Villar al posto di Vieira ha un vantaggio – guarda avanti e osa di più, anche palla al piede – e uno svantaggio – tampona e recupera meno, e contro il Lassana Coulibaly dominante di questo match, nonostante Maggiore dia l’impressione di non essere ancora a proprio agio. Sabiri e Djuricic dialogano spesso, e con lo spagnolo sembrano parlare la stessa lingua, ma avrebbero bisogno di un paio di attaccanti da servire, non del solo Caputo, abile nelle sponde quanto non ci si sarebbe aspettati ma depotenziato nei sedici metri avversari.

Nella ripresa Nicola lascia intelligentemente negli spogliatoi Mazzocchi – già fin troppo perdonato – per Kastanos, con Vilhena spostato a sinistra. Nessun cambio, sorprendentemente, per Giampaolo.

Ma il sangue agli occhi di inizio frazione è nuovamente quello dei locali, che prima segnano un gol irregolare ma poi, al quinto minuto, ne segnano uno valido, bello, ma con evidente compartecipazione di un centrocampo che non segue (evidenti le responsabilità di Villar) e di una difesa che non chiude e che non sale: Vilhena si incunea in area dopo un triangolo che sarebbe piaciuto a Gianpaolo e fa 3-0.

Finisce in pratica qui, nonostante al quarto d’ora il mister blucerchiato effettui ben quattro cambi. Fuori Villar, Leris, Djuricic e Caputo, dentro Vieira, Verre, Quagliarella, e soprattutto Gabbiadini, che torna dopo circa sei mesi di assenza.

Non che i biancocerchiati non ci provino: Caputo, poco prima di uscire, fa tutto da solo e di sinistro tira alto non di molto; Quagliarella gira fuori una bella intuizione di Rincon, che aveva recuperato un pallone interessante; ancora una giocata di qualità tra Quagliarella, Gabbiadini e Sabiri porta quest’ultimo ad una conclusione inefficace.

Ma nelle praterie concesse alla squadra di casa, subito dopo la mezz’ora, c’è gloria anche per Botheim, che da posizione defilata bacia il palo con un destro che conclude la sua corsa nella rete di un Audero incolpevole, trafitto sempre da pochi passi e per il resto sostanzialmente mai impegnato.

Solo per la cronaca gli ultimi sforzi dei blucerchiati, due volte con Quagliarella e una volta con Verre, che non è entrato male in partita.

Un commento finale ragionato deve tenere conto di molte cose, dai troppi errori individuali agli esperimenti (per ora) falliti. Al di là degli episodi – alla fine dei conti la Sampdoria ha tirato in porta molto più degli avversari, e in almeno un paio di circostanze si trattava di occasioni d’oro – a non convincere è stata tutta la prestazione, in difesa e in attacco, con la palla o senza. È sembrato di assistere ad una di quelle partite in trasferta del girone di ritorno della stagione passata, sempre in balia degli avversari, senza idee, sempre a dare l’impressione di subire ogni incursione granata. Il fatto che Lassana Coulibaly – lotta e governo – sia stato il migliore dei suoi la dice lunga.

Unico pensiero positivo per gli oltre cinquecento tifosi doriani accorsi anche a Salerno. Tanti, appassionati, rumorosi. In questo travagliato inizio di campionato ci sarà un grade bisogno di tutti loro.

Tabellino Salernitana-Sampdoria, Serie A 2022-23

Salernitana (3-5-2): Sepe 6,5; Bronn 6, Gyomber 6,5 (81’ Pirola.g.), Fazio 6; Candreva 6,5 (78’ Sambia n.g.), Maggiore 6, L. Coulibaly 7,5, Vilhena 7, Mazzocchi 6 (46’ Kastanos 6); Dia 7, (78’ Valencia n.g.), Bonazzoli 7. All. Nicola 7.

Sampdoria (4-1-4-1): Audero 6; Depaoli 4, Ferrari 5, Colley 5,5, Augello 5; Villar 5 (63’ Vieira 6); Leris 5 (63’ Gabbiadini 6), Rincon 6, Sabiri 5,5 (80’ Yepes n.g.); Caputo 6 (63’ Quagliarella 6). All. Giampaolo 5.

Arbitro: Massa 6 (Moro/Garzelli – Feliciani – La Penna/Zufferli).

Calci d’angolo: 6-3

Ammoniti: Depaoli 11’, Mazzocchi 26’, Nicola 52’, Rincon 79’, Botheim 85’.

Recupero: 1’ e 3’.

Reti: 9’ Dia, 16’ Bonazzoli, 50’ Vilhena, 76’ Botheim.

Note: pomeriggio piovoso, buona affluenza di pubblico, nutrita rappresentanza doriana.

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.