Sblocca un guizzo di Ekuban, il Genoa espugna Pisa

Stravincerà la Serie B il Genoa di Blessin, salirà sudandosi una partita sino all’ultimo minuto o invece dopo un avvio tutto sommato incoraggiante finirà per naufragare nei meandri di una categoria abbordabile ma complicata? Le prime partite non sono state sufficientemente indicative a risolvere il dubbio, il Grifo a Pisa per la prima volta non controlla la partita per larghi tratti ma dimostra di avere, anche senza gli innesti di Strootman, Aramu e Puscas, le individualità più decisive del Campionato.

Blessin conferma l’undici delle prime due uscite, il 4-2-2-2 con Bani e Dragusin davanti al discusso Martinez, Pajac ed Hefti sulle fasce, Badelj e Fendrup in mediana, Guðmundsson e Portanova sulla trequarti, Ekuban seconda punta e Coda centravanti.

L’ex Maran punta sul 4-4-2, con l’ex doriano Torregrossa e Sibilli coppia d’attacco, supportati in mezzo al centrocampo da Marin e Ionita, fedelissimi del tecnico dai tempi del Cagliari.

La partita si apre con il commovente omaggio a Gianluca Signorini, il Capitano per definizione, nato nella città della Torre Pendente, e che con i colori locali aveva cominciato e chiuso la carriera. Nella parte centrale 207 presenze col Vecchio Balordo, compreso Anfield Road e lo spareggio di Firenze. Si entra tutti col numero 6 sulle spalle, e questo comporta un bel magone per i 3000 entusiasti tifosi accorsi. Un’altra trasferta memorabile per il prestigio dei supporters rossoblù. Il primo Genoa di Signorini, che era anche quello di Scoglio, nel 1988-89 vinse firmando un record la Serie B con la miglior difesa di sempre per la cadetteria, portando a casa molti 1-0 e numerosi preziosi 0-0 -nell’era della vittoria da 2 punti- con la forza della propria retroguardia. Che sia di buon auspicio.

Proprio come il Benevento, il Pisa era stato sospettato di essere in difficoltà, e proprio come le Streghe in realtà offre nel complesso una prestazione tenace; al contrario dei giallorossi però i toscani non solo non soffrono nei primi minuti, ma addirittura sfiorano il gol in due occasioni. Nagy al 5’ con un tiro da lontano da sinistra verso destra, a lato non di molto anche se gli era difficile inquadrare la porta, e poi al 9’ quando Ionita con una veronica si libera del marcatore e innesca un febbrile fraseggio in flipper, per cui alla fine Torregrossa libero all’interno dell’area ma da posizione defilata calcia al volo, mandando alto non di molto. L’atto balistico però costa caro alla punta, che accusa uno strappo ed è costretta a dare forfait. Subentra il ficcante trequartista puro Morutan, che permette agli uomini di Maran di otturare ulteriormente le vie centrali.

È il Pisa a fare la partita, non disdegnando qualità nei fraseggi, pressando alto e disturbando la costruzione dal basso del Genoa. In compenso il Grifo non lascia più spazi per colpire agli avversari e la partita risulta bloccata. C’è però da segnalare la prima volta in cui Ekuban prova a sgattaiolare verso la porta, fermato fallosamente al termine di un bel triangolo. Il fallo che lo ha fermato avrebbe meritato il giallo.

Al 18’, con l’unico vero guizzo di una prestazione altrimenti sottotono rispetto alle precedenti, Guðmundsson lancia Coda che batte in porta di potenza, Nicolas respinge. Appena un minuto dopo Hefti prova a trovare l’angolino giusto dalla destra, dando la sensazione del gol.

È il momento migliore per gli ospiti, soprattutto grazie al lavoro sporco di Ekuban che allargandosi e muovendosi spesso crea spazi tra le compatte file nerazzurre. Dall’altra parte in compenso Morutan fa soffrire Pajac, poco preciso nei cross e capace di fermare il rumeno solo con le maniere ruvide. Nel 23’ arriva a stenderlo con un gomito. Al 28’ ancora Morutan si libera in dribbling e scarica per Sibilli, Dragusin interrompe la trama.

Al 29’ l’episodio che decide la partita: uno stracco spiovente si addormenta tra i piedi di Coda, che però è fulmineo a innescare la velocità di Ekuban con un lancio rasoterra, l’italo-ghanese in contropiede con un pratico pallonetto supera Nicolas in uscita e si regala una rivincita dopo le numerose critiche mossegli.

Al 39’ ancora Ekuban prova a ingrossare il suo carniere con un’azione analoga, piomba su un rimbalzo e si autolancia, ne vince altri due ed è di nuovo solo contro il portiere, di poco a lato.

Il primo tempo finisce senza ulteriori sussulti, se non un cartellino giallo per Coda dovuto al nervosismo, una sbracciata su Rus. Entra l’atteso Ilsanker, per ora solo scampoli per lui, al posto di Pajac. La ripresa si aprirebbe con la stessa placidità con cui si è chiusa la prima frazione, se non fosse per un rinvio sbagliato dal contestato Martinez già al 46’. Bani ci mette una pezza.

Il portiere spagnolo però si riscatta parzialmente al 57’, quando respinge in due tempi un colpo di testa da pochi passi di Ionita, non particolarmente forte da far invocare al miracolo sulla porta ma sufficientemente insidioso da richiedere una risposta pronta. Appena un minuto dopo ancora Ekuban apre un ottimo pallone per Guðmundsson, che però non riesce a controllare bene. Al 59’ invece è Cissè a tentare una soluzione in diagonale, ma Martinez è in crescita e blocca sicuro.

Al 64’ dentro Güven Yalçın per un Coda più incisivo che convincente e Jagiello per un Portanova generoso ma impalpabile.

Il Pisa è in pressione ma il Genoa lo controlla con agio, con Yalçın capace di rivelarsi la spina sui fianchi nerazzurri via via sempre più scoperti.

Al 85’ è proprio il Turco a fuggire via a Calabresi, a cui non resta che fermarlo con una scivolata fallosa e sanzionata con il secondo giallo. Paradossalmente però col Genoa in superiorità numerica il Pisa va più vicino a segnare negli ultimi 5’ più recupero di quanto non abbia fatto nei primi 85’.

Cominciano a piombare cross nell’area rossoblù, il muro della retroguardia a sorpresa mostra qualche crepa, e al 87’ Tramoni ha la possibilità di calciare dal limite: paratona di Martinez.

AL 89’ fuori Ekuban, uomo partita, e dentro Yeboah, che si mette subito in mostra: punta Canestrelli e lo costringe al fallo e a regalare una punizione dal limite.

Batte Jagiello, Nicolas devia sulla parte interna della traversa.

Il Genoa prova ancora una volta a chiuderla una volta per tutte ma Yeboah in un contropiede 2 contro 1 non riesce a servire correttamente lo scatenato Yalçın.

Al 94′ tiro della disperazione di Morutan che si risolve in un drop.

Il triplice fischio regala il primo posto in classifica al Genoa in coabitazione con l’Ascoli. C’è molto più margine per sperare che per preoccuparsi ma non sembra esserci spazio per punti interrogativi. L’occupa quasi tutto la certezza che la squadra ha il potenziale per raggiungere lo scopo anche senza Strootman, Aramu e Puscas. Pian piano tutto quello che è sulla carta, si sta svolgendo sulla realtà. E paradossalmente, questo lascia i tifosi liberissimi di sognare.

Federico Burlando

 

 

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.