Buona Samp, mette paura alla Juve e la ferma sullo 0-0

Si infrangono sui guantoni di Audero sulla conclusione ravvicinata di Kostic, al terzo dei sei minuti di recupero, i sogni bianconeri di uscire dal Ferraris con i tre punti. Sarebbe stata una punizione troppo severa per una Samp che per un’ora è stata la versione migliore da quando Giampaolo è tornato sulla panchina doriana nel gennaio scorso.

Il tecnico conferma la squadra sconfitta immeritatamente dall’Atalanta mentre Allegri deve rinunciare anche a Bonucci, che va in panchina, oltre alle stelle del mercato Pogba e Di Maria. È una Samp da subito gagliarda e che pressa alta ed al 6’ potrebbe arrivare il vantaggio, con Leris che non sfrutta al meglio la verticalizzazione dell’illuminante Sabiri, che vede autostrade dove altri vedono sentieri (Boskov cit.), il francese si fa ipnotizzare in uscita da Perin che si oppone al tocco sottomisura e devia in maniera decisiva sulla traversa interna, ritrovandosi poi la sfera tra le mani.

Al di là dell’errore è ottimo l’avvio di Leris che mette in grande difficoltà Alex Sandro così come quello della Samp che rischia solo al quarto d’ora per un errore di Augello che apre il campo alla volata di Cuadrado che si presenta in area, ignora Vlahovic nel cuore dell’area e spara un gran destro che il portiere ammortizza in due tempi.

Colley e Ferrari non concedono nulla al temuto bomber serbo, a centrocampo Rincon ringhia su tutti, Vieira appare tonico e meno svagato del solito, Djuricic è in ripresa rispetto all’esordio contro gli orobici e duetta di fino con Sabiri, classe sopraffina e quella sfrontatezza che in questo calcio così omologato fa innamorare i tifosi. Al 17’ il corner da destra velenoso del marocchino provoca quasi un autogol di Vlahovic che svirgola sul palo di sinistra di Perin nel tentativo di liberare, poco dopo c’è il primo lampo di Kostic che si accentra, scarica il destro sporcato dalla schiena di Ferrari che Audero storna in corner all’altezza dell’incrocio.  Alex Sandro fa l’unica cosa buona della sua insufficiente prestazione con una diagonale sontuosa a disinnescare la ripartenza firmata Caputo dopo un liscio di Bremer ma le difficoltà dei bianconeri , stasera in nero come la loro prestazione, sono certificate subito dopo la mezz’ora quando un cross di Bereszynski mette in apprensione l’intero pacchetto arretrato con Rugani che con affanno mette in corner; dallo sviluppo dello stesso il destro di Sabiri viene respinto provvidenzialmente dalla testa dello stesso Rugani. Il tempo si chiude con la seconda accelerazione di Kostic che serve al centro dove il tap-in di Rabiot fa solo il solletico ad Audero ma al fischio di metà gara di Abisso, che ha ben diretto fin qui, la Samp, applaudita dal suo straordinario pubblico, che è accorso quasi in trentamila in un lunedì sera post ferragostano, ha il rammarico di non aver chiuso avanti una prima frazione giocata in maniera sontuosa, con i giusti collegamenti tra i reparti e soffocando tutti i tentativi di manovra dei bianconeri, costretti spesso al lungo lancio di Rugani dalle retrovie a saltare il centrocampo per trovare uno sbocco ai suoi sterili tentativi di manovra, con Vlahovic che tocca solo quattro palloni in quarantacinque minuti.

Al rientro la mossa di Allegri è di richiamare Alex Sandro, ammonito ed in costante difficoltà con Leris, inserendo a sinistra De Sciglio e da subito si capisce che Allegri deve aver tuonato nella pancia del Ferraris: il centravanti serbo reclama una cintura nel corpo a corpo con Colley che subito dopo è bravissimo a costringere il numero nove ad allargarsi e a concludere sul fondo il servizio nello spazio di Rabiot. Dopo dieci minuti il cambio campo di Djuricic pesca dalla parte opposta l’arrembante Leris che, contrastato da De Sciglio, arriva scoordinato e ciabatta a lato la non semplice conclusione. Entra Miretti per un anonimo Mc Kennie ed il giovane classe 2003 risulterà uno dei pochi positivi dei suoi, a differenza di un deludente Locatelli che si fa notare al 17’ per un destro dal limite sul quale si immola Vieira.

La Samp perde metri in mezzo, Rincon appare in debito d’ossigeno ed al 20’ perde palla sotto le tribune proprio sull’attacco di Miretti che verticalizza per Vlahovic che in area mette a sedere Colley e serve centralmente Rabiot che dall’altezza del dischetto infila ma è tutto annullato dalla segnalazione di fuorigioco dell’attaccante.

Poco dopo manca un giallo a Rabiot, graziato a differenza di Leris pochi minuti prima per un fallo analogo, Verre rileva lo sfinito Rincon e poco dopo Murru entra per Augello, riscattatosi nel corso della partita dopo l’errore iniziale ma spesso troppo timido e Villar fa il suo esordio al posto di Djuricic, spentosi alla distanza al pari di Sabiri, autore di una prima frazione da sette pieno e poi anche lui meno presente nel corso della ripresa. Giampaolo è costretto ad inserire De Paoli da interno per Vieira, autore di una prestazione di sostanza, che è colpito dai crampi e non ce la fa a proseguire e la pressione juventina s’intensifica con gli ingressi di Kean per Cuadrado e Rovella per Locatelli. La Samp pur soffrendo e non riuscendo più a ripartire, con Quagliarella sul terreno al posto di Caputo nell’ultimo quarto d’ora, non soffre più di tanto, con il monumentale Colley a chiudere ogni varco e solo al 42’ il destro dai venti metri di Rovella fa scorrere qualche brivido, sfilando di poco alto sulla traversa di Audero.

Il blitz offensivo del minuto successivo, con Verre che serve Quagliarella, potrebbe far esplodere una Sud che canta e sostiene la squadra in maniera incessante ma il “lob” del capitano manda fuori misura Perin ed i difensori ma sfila di poco a lato sulla sinistra dell’ex portiere genoano ed al terzo dei sei minuti di recupero l’episodio descritto in apertura, con Audero decisivo su Kostic servito da sinistra dall’imprendibile Kean, di cui non si capisce la scelta di tenerlo in panchina fino ad un quarto d’ora dal termine.

Ed il triplice fischio di Abisso pone fine alla contesa, con una Samp che va a raccogliere l’abbraccio e l’applauso della Sud, una squadra quella di Giampaolo che dopo la buona impressione destata contro l’Atalanta ha confermato in meglio i progressi denotati rispetto alla formazione timida e slegata della scorsa stagione, regalando l’impressione di coesione ed unità d’intenti in tutti i suoi componenti, anche tra quelli che sono subentrati a partita in corso. Certamente serviranno ancora almeno due innesti, a centrocampo ed in attacco, considerato il lungo stop per lo sfortunato De Luca, ma si esce da Marassi con la consapevolezza di aver visto una squadra che darà filo da torcere a tutti.

Sul fronte juventino Allegri dovrà lavorare per poter presentare una squadra meno lenta e prevedibile, solo nel finale, sfruttando la stanchezza avversaria e la vivacità di Kean, tenuto colpevolmente in panchina e dei millenials Miretti e Rovella c’è stata quella scossa che sarebbe servita prima per scardinare la difesa blucerchiata.

In difficoltà nella prima frazione la coppia centrale difensiva così come Alex Sandro il solo Danilo si guadagna la sufficienza nel pacchetto arretrato, troppo lento e monocorde il centrocampo ed isolatissimo Vlahovic, che ha avuto qualche spunto solo nella ripresa, con l’esordiente Kostic che ha messo in mostra solo a tratti il suo talento.

Ora la Samp sarà chiamata nel prossimo confronto a Salerno contro gli ex Bonazzoli e Candreva ad una conferma in termini di personalità e presenza sul terreno alle buone prove offerte in questo avvio di stagione contro due avversarie come Atalanta e Juventus di ben altro spessore tecnico.

SAMPDORIA-JUVENTUS 0-0

SAMPDORIA (4-1-4-1): Audero 7,5 – Bereszynski 6,5 Ferrari 7 Colley 7,5 Augello 5,5 (27’ s.t. Murru 5,5) – Vieira 6,5 (33’ s.t. De Paoli 6) – Leris 7 Rincon 6 (22’s.t. Verre 6) Sabiri 6,5 Djuricic 6 (27’ s.t. Villar 6) – Caputo 6 (33’ s.t. Quagliarella 6,5 ) All. Giampaolo 7 In panchina. Contini, Ravaglia, Leverbe, Murillo, Gabbiadini, Yepes, Malagrida.

JUVENTUS (4-3-3): Perin 7 – Danilo 6 Rugani 5,5 Bremer 5,5 Alex Sandro 5( 1’ s.t. De Sciglio 6) – Mc Kennie 5 (16’ s.t. Miretti 6.5) Locatelli 5 (39’ s.t. Rovella n.c.) Rabiot 5,5 – Cuadrado 5.5 (32’ s.t. Kean 7) Vlahovic 5,5 Kostic 6 All: Allegri 5 In panchina: Pinsoglio, Garofani, Gatti, Bonucci, Zakaria, Soule, Fagioli

Arbitro: Abisso di Palermo 6 (Palermo- Zingarelli) quarto uomo Cosso

Note: serata calda, terreno di gioco in discrete condizioni. Calci d’angolo 4-3 per la Juventus. Ammoniti: Djuricic, Leris, Verre (S) Alex Sandro, Rovella (J). Spettatori paganti 27573 ( 14438 abbonati più 13135 paganti) per un incasso di Euro 621215.

Recupero 1 + 6 minuti.

                                                                                           MARCO FERRERA   

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