Juve molti super campioni, ma collettivo da rivedere: la Samp può farle male

Chissà che stavolta non basti l’organizzazione tattica imposta da mister Giampaolo a spegnere gli ardori di una Juventus così incompleta. Lo scorso week-end la mission fallì non per demeriti propri ma per l’ostilità di un varista, l’ineffabile Pairetto, e di un arbitro incapace a restare sulle proprie, sacrosante posizioni iniziali. Nell’imminente posticipo del lunedì tocca adesso al palermitano Abisso scacciare la tesi, peraltro ardita, di una congiura nei confronti della Samp, anche se confidare in una restituzione del maltolto a danno di Madama appare una semplice utopia.

Vecchia Signora frenata dalle defezioni e dall’intesa tutta da trovare

Restando al tema tecnico-tattico, i blucerchiati non partono già sconfitti. Un pronostico dettato soprattutto dalle defezioni nella Vecchia Signora, che in un sol colpo deve rinunciare al portiere Sczsesny, a capitan Bonucci, ai freschi acquisti Pogba e Di Maria, non contando il convalescente Chiesa, ancora inutilizzabile. A questa nutrita lista aggiungiamo altri due nomi, che nel prossimo futuro si legheranno a Madama: l’attaccante Depaj e il regista Paredes.

Insomma, la Samp ha il dovere di provarci: se non a stendere i piemontesi, almeno a fermarli sul pareggio e, comunque, a rendere loro durissima la vita. Tanto di capello, intendiamoci, ai rincalzi di Allegri, ma Perin, il giovane Gatti, i collaudati ma non decisivi centrocampisti Locatelli, Mckennie e Zakaria non sono formidabili. Semmai, di più arduo contenimento appaiono il bomber Vlahovic, il neobianconero Kostic (sontuoso crossatore), il sempiterno Cuadrado (utilissimo in ogni zona del campo) e il colosso Bremer, fresco autore di un cambio di casacca tutto torinese.

In poche parole, una Juve ricca di individualità che levati ma tutt’altro che funzionale come collettivo. Doveroso riconoscerle i favori del pronostico, ma da qui ad assegnarle già i tre punti ce ne passa. Certo, occorre una Samp che rasenti la perfezione. Di sicuro sarà ben sistemata, corta nei vari reparti, armonica oltreché dedita al sacrificio: così da attirarsi il sostegno e gli applausi dei quasi ventimila fedelissimi presenti. Basterà?

Samp sicura in retroguardia, pecche sulle ali e in avanti

Giampaolo è sicuramente tentato dall’utilizzo nella zona nevralgica di Villar, acquistato per conferire qualità e fosforo alla manovra, ma è difficile prevederne il grado di autonomia atletica. Di sicuro al suo fianco – o del sostituto Vieira, peraltro inadatto alla regìa – giostreranno Rincon e Sabiri con compiti ben differenti: il primo, un ex, a fare argine e il secondo, l’unico fuoriclasse attualmente nelle file doriane, a inventare giocate deliziose, possibilmente non solo su calcio fermo.

Archiviato presto il discorso sul quartetto difensivo – il solito, collaudato, efficace, affidabile – e sul portiere – altro ex che nella Torino bianconera ha accumulato solo glorie giovanili – eccoci alle note più dolenti: le fasce e l’attacco. Sulle estreme, dovranno giocoforza esibirsi Leris e Djuricic: il primo non propriamente a proprio agio e forse inidoneo alla categoria e il secondo ben più utle a gioco lungo ma ancora indietro di condizione. In corso d’opera potrebbe subentrare Verre, che largo non sa giocare: ergo, Giampaolo dovrebbe seduta stante abbandonare il 4-1-4-1 per sposare il 4-3-1-2.

In avanti, spazio ancora a Caputo confidando che il suo cinismo da rapace affiori quando Bremer si distrae e molla la presa. La sola alternativa al pugliese è Quagliarella, destinato comunque ad esibirsi nella ripresa, specialmente se occorresse risalire la china. Infatti, Gabbiadini andrà in panca per onor di firma, in attesa di recuperare una condizione decente, e De Luca rimarrà in tribuna sino a ottobre, causa lesione al menisco: una tegola mostruosa, che obbligherà la dirigenza a reperire sul mercato un altro attaccante. Già, come se fosse semplice ed economico…

E già che siamo in tema di compravendite, è doveroso ribadire che la Samp attuale, anche recuperando gli infortunati, non è ancora a posto per affrontare in modo tranquillizzante il girone di andata. All’appello mancano sempre un secondo esterno (ma sarebbe bastato trattenere Candreva…) ed un centrocampista completo, che abbini corsa a tecnica.

Giampaolo sta facendo il fuoco con la legna di cui dispone, ma non può scialare. E la soluzione al problema-proprietà è una pallina agganciata ad un elastico: sembra vicinissima, poi sfugge. Ora si riparla di Vialli come garante dei quatarioti. Lui è stato chiamato a partecipare dall’amico Ivano Bonetti e sempre lui, garantendo o rifiutando nei prossimi tempi il proprio coinvolgimento, è il termometro dell’affidabilità dei potenziali acquirenti e di chi li rappresenta in Italia. Un po’ tutti pendiamo dalle sue labbra.

PIERLUIGI GAMBINO

 

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.