“Marcare la meta”: la relazione di Tiziano Pesce al Consiglio Nazionale Uisp

Sabato 25 giugno si è tenuto il Consiglio Nazionale Uisp. Ecco la relazione del presidente nazionale Uisp, “transizione”, ripresa e sport sociale:

Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp, ha aperto i lavori con questa comunicazione sull’attuale situazione nazionale e internazinale, sulle crisi in atto, sul ruolo dello sport sociale e per tutti in Italia e in Europa, sulla soggettività associativa dell’Uisp e sul contributo dell’associazione in un periodo di “transizione” anche legislativa, come questo, tra riforma del sistema sportivo e riforma del terzo settore:

“Care consigliere, cari consiglieri, il nostro Paese continua vivere una fase storica difficile e complessa. La pandemia non è ancora del tutto superata e dovremo continuare a mantenere attenzione e prudenza; la guerra in Ucraina va avanti ormai, ininterrottamente, da quattro mesi. Una terribile guerra, in Europa, nel continente culla dei diritti e delle libertà, dove le democrazie liberali hanno sperimentato sistemi di welfare, tutele e forme diverse di solidarietà per garantire coesione e benessere alla collettività.

Già prima del conflitto, la crisi economica dovuta alla pandemia, attraverso le ricadute sui redditi, sul lavoro, sulla crescita, dispiegava tutti i suoi effetti, allargando e rendendo più evidenti le disuguaglianze territoriali, di genere, generazionali, economiche e sociali.

La guerra ha aggiunto ulteriori fattori negativi che peggiorano il quadro complessivo nel quale il Paese, l’Europa si muove. Nel lessico della crisi si sono aggiunte la crisi energetica, il caro bollette, la crisi alimentare.

I costi dell’energia e conseguentemente l’inflazione, mai così alta da trent’anni, continuano a salire, con una sempre più pesante ricaduta sulle famiglie, a partire da quelle più fragili, costrette a tagliare le spese a causa dell’aumento esponenziale delle utenze e dei prezzi in genere, a partire da quelli dei beni di primaria necessità.

Non possiamo poi dimenticarci l’emergenza ambientale che stiamo vivendo, con una impennata delle temperature con valori ben al di sopra delle medie climatologiche e con un conseguente aumento delle esigenze di utilizzo dell’acqua, che sta diventando “oro blu”. Molte regioni stanno già richiedendo la proclamazione dello stato di emergenza idrica. Gran caldo e siccità, con l’Italia che brucia: triplicati i roghi nell’ultimo anno, in una estate che arriva dopo una primavera che si è classificata come tra le più calde di sempre sul pianeta; con una agricoltura che ha già registrato danni ingentissimi. Alle porte lo stop alle irrigazioni e l’acqua razionata.

Sul fronte politico, le elezioni amministrative e l’esito dei referendum, insieme alla frammentazione che attraversa le diverse forze partitiche in Parlamento, hanno portato una maggioranza di governo indubbiamente più debole, con di fronte una prospettiva di crisi politica, se non addirittura di governo.

Le recenti elezioni francesi, poi, ridanno respiro alle destre populiste e sovraniste anche nel nostro Paese, determinando probabilmente una spinta ad affermarsi nella contesa elettorale delle elezioni politiche del 2023.

Si evidenzia sempre con maggiore significativa forza, un diffuso disincanto dei cittadini verso i partiti e le istituzioni. Non si intravedono, o, meglio, non intravedo, leader o partiti in grado di coinvolgere gli elettori, visto il valore dell’astensione che è ormai arrivato circa al 50%. La disaffezione si allarga, il sentimento di indifferenza di fatto rende nel campo politico “tutto e tutti uguali”, sia partiti che istituzioni. In questo modo non funziona neppure l’antipolitica, poiché gli elettori, piuttosto che votare e schierarsi contro, preferiscono non votare e quindi stare fuori.

I mercati internazionali non premiano l’Italia e l’effetto autorevolezza del premier Draghi è evidente come non sia più sufficiente a tenere salda la rotta e a tenere a bada lo spread. La Banca Centrale Europea ha annunciato nelle scorse settimane lo stop agli acquisti dei bond dei paesi dell’Eurozona che apre la strada ad aumenti dei tassi d’interesse, con un impatto che si preannuncia particolarmente pesante per l’Italia, alle prese con debito elevato e bassa crescita già ben prima dell’avvio dell’emergenza sanitaria.

Il potere d’acquisto di cittadine e cittadini si ridurrà ulteriormente, nuove tensioni sociali potrebbero registrarsi a partire dai primi mesi dell’autunno. La diminuzione delle forniture di gas da parte della Russia, oltre alle conseguenze dirette, azzererebbe poi la crescita del Pil, che nel 2023, secondo gli analisti della Banca d’Italia, andrebbe addirittura in negativo dell’1%.

Dopo la pausa estiva prenderà il via la campagna elettorale in vista appunto delle elezioni della prossima primavera. Insieme alla propaganda vedremo inesorabilmente aumentare anche il tasso di litigiosità̀ all’interno di Governo e Parlamento, di quella politica ancora poco attenta al terzo settore, spesso troppo superficiale nei confronti della portata pubblica di interesse generale e del valore delle organizzazioni di cittadinanza attiva quale è la Uisp.

Il quadro che sinteticamente ho provato a tratteggiare, come contributo e stimolo alla discussione del nostro Consiglio, non vuole essere una lettura pessimistica della situazione che stiamo vivendo, bensì una lettura ragionata per ripartire rafforzando il valore della nostra consapevolezza, che abbiamo maturato in questi anni, davanti alle ulteriori sfide che si dovranno affrontare, contenute proprio all’interno di questa cornice.

Mai come in questo momento storico le attenzioni dei decisori politici dovrebbero essere rivolte a promuovere politiche pubbliche che avviino una concreta programmazione e una rinnovata visione a partire dai temi del welfare, del lavoro, di una equa progressività fiscale, dell’istruzione, della formazione dei giovani, della cura degli anziani.

Politiche che attivino iniziative contro le disuguaglianze, anche contro quelle che impediscono l’accesso all’attività sportiva e fisica, come necessario presupposto ad una vera ripartenza del Paese e allo sviluppo, riconoscendo al terzo settore il protagonismo che gli appartiene e che ha dimostrato nei fatti di saper bene rappresentare nello scenario dei cambiamenti e delle trasformazioni che stanno modificando economia e società.

Certo, vanno sottolineati gli interventi del Governo in termini di aiuti a famiglie e imprese, i sostegni riconosciuti nelle diverse forme, ma che sicuramente non fermeranno il rischio di vedere fasce di popolazione entrare sempre di più nell’ambito delle vulnerabilità o delle fragilità sociali.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è sicuramente un valido strumento che può svolgere, non solo una funzione di grande ammortizzatore dei vari segnali di crisi, ma soprattutto di rilancio, di spinta verso una crescita possibile per quanto frenata da una cornice che è quella delineata in precedenza.

Negli ormai quasi due anni e mezzo di pandemia, cori intermedi come la Uisp, si sono messi ancora più in gioco, contribuendo attivamente alla tenuta delle comunità territoriali.

Esercitando il nostro dovere di rappresentanza, a partire da quella che agiamo nei confronti del nostro corpo associativo, tesserati, associazioni e società sportive, abbiamo richiesto ascolto, sostegni, suggerito soluzioni, promosso legami, risposto a bisogni e legittime esigenze.

E continuiamo a farlo, ogni giorno.

E per questo, un grande ringraziamento mio personale e, mi si permetta, collettivo a nome di tutta l’Uisp, all’intera nostra rete associativa, nessuno escluso, per il lavoro quotidiano svolto con la consapevolezza sempre più matura di essere una organizzazione importante non solo della promozione sociale sportiva ma dell’intero terzo settore italiano, un unicum nel panorama europeo, con la responsabilità quindi sempre più forte di studiare, riflettere, approfondire possibili strade comuni, alimentando un dibattito sempre più urgente per stimolare, raccogliere nuove idee, contributo al superamento delle crisi,  per essere sempre più riferimento per le cittadine e i cittadini di ogni età, contro le solitudini, per la coesione delle nostre comunità.

In questa delicata fase storica siamo un grande ammortizzatore sociale, un soggetto che nell’esprimere la propria intelligenza collettiva, deve rivendicare la grande forza della propria rappresentanza nei confronti delle istituzioni nazionali e locali, rafforzando la nostra funzione verso i soci e le affiliate, attraverso il rapporto con le reti sociali, come stiamo costantemente facendo, con opportunità sempre maggiori da poter e dover cogliere attraverso i nostri livelli regionali, in termini di co-programmazione e co-progettazione. Già ad oggi registriamo, laddove i nostri Comitati “si allenavano già da tempo”, punte avanzate di buone pratiche di amministrazione condivisa.

Nella prossima fase di ricostruzione post-Covid e post-bellica, sarà fondamentale mettere in campo uno sforzo corale di ripensamento collettivo, i cui protagonisti dovranno essere in tanti, dalle istituzioni al mondo dell’impresa, dall’Università al Terzo settore. Ce lo indica la Costituzione, che dà alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Noi, siamo a pieno titolo riconosciuti tra i soggetti chiamati a realizzare questa rimozione, insieme alle istituzioni, a tutti i cittadini, nelle diverse articolazioni della società. Oggi dobbiamo mostrare ancora più coraggio per alzare l’asticella del nostro protagonismo e delle nostre legittime rivendicazioni.

Tutto questo al di fuori della retorica, spesso abusata proprio quando si tira in ballo la Carta costituzionale. Basti pensare ai toni trionfalistici usati da alcuni parlamentari, e non solo, rispetto al progetto di legge costituzionale per inserire il valore dello sport tra quelli riconosciuti dalla Costituzione, prevedendo l’inserimento di un nuovo comma all’articolo 33: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.

Si tratta senza dubbio di un risultato importante, un primissimo risultato, un primo passo, importante ma solo un primo passo, verso quello che dovrebbe essere invece un pieno e concreto riconoscimento del valore sociale dello sport, del diritto di accesso alla pratica sportiva.

Intanto, stiamo vivendo settimane intense di ripresa delle nostre attività su tutto il territorio. Decine di migliaia sono i partecipanti alle fasi finali dei nostri Campionati regionali e nazionali, che giungono al termine delle attività territoriali. Manifestazioni competitive a cui si aggiungono rassegne, feste dello sport, convegni, momenti di confronto e di gioco, e tanto altro, con il traino delle competenze, delle passioni, dell’entusiasmo dei nostri Settori di Attività.

Dopo la primavera delle grandi iniziative, Vivicittà, Giocagin e Bicincittà, il calendario aperto dell’Almanacco Antirazzista, che ha ritrovato in questi giorni i Mondiali Antirazzisti a Firenze, Balon Mundial a Torino e “Calcio senza barriere” a Ragusa, stiamo confermando con i numeri, oltre ogni più rosea previsione. e soprattutto con la qualità delle nostre iniziative che l’Uisp, a tutti i livelli, è protagonista decisivo per la ripartenza post-Covid, con riflessi positivi sulla ripresa, sul piano sociale ed economico.

Restando all’attualità di questo ultimo periodo, abbiamo promosso una XI edizione della Move Week, settimana per promuovere l’attività fisica, lo sport e corretti stili di vita in 38 Paesi, al fianco di ISCA di cui Uisp è membro e capofila in Italia, con lo svolgimento di ben 136 eventi in 67 città; abbiamo realizzato eventi nazionali ed internazionali per la chiusura di alcuni progetti, come Differenze – Laboratori sperimentali di educazione di genere nelle scuole medie superiori per contrastare la violenza sulle donne, gli stereotipi e la cultura che alimentano le discriminazioni, realizzato in 14 Istituti superiori di altrettante città (e allora oggi non può che andare un pensiero di profondo sdegno e preoccupazione per la tremenda decisione della Corte suprema statunitense che di fatto abolisce il diritto delle donne di interrompere la gravidanza, una decisione che elimina un diritto fondamentale e che avrà conseguenze gravissime). Queste sono poi le settimane dedicate ai diritti delle persone LGBTI-Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Intersessuali, in cui si susseguono gli appuntamenti con i Pride, in corso in molte città italiane.

E poi la presentazione della conclusione del progetto europeo NEXT, con cui abbiamo portato attività sportiva e fisica nelle aree comuni dei condomini, nei  giardini pubblici circostanti le abitazioni, le strade e le piazze del quartiere, con l’obiettivo di promuovere buona salute per tutti e per tutte le fasce d’età attraverso la cultura del movimento, secondo le abilità di ciascuno, obiettivo che la Uisp persegue da tempo nel coniugare attività fisica, educazione, ambiente, benessere e diritti di cittadinanza, per costruire veri e propri percorsi di emancipazione sociale, in linea con la vision del Piano Nazionale della Prevenzione.

Lo sport e l’attività fisica rappresentano infatti uno straordinario fattore di attenzione particolare alla persona, al suo benessere, alla sua salute. Per tale motivo dovranno essere integrati nelle strategie di sviluppo economico e sociale dell’Italia e dell’Unione Europea, intrecciando legami intersettoriali più ampi, in particolare con la salute pubblica, l’istruzione e l’inclusione sociale.

Tuttavia, nonostante il fatto che in tutte le principali strategie sovranazionali (Agenda 2030; Politica di coesione 2021-2027; Piano d’Azione globale OMS sull’attività fisica per gli anni 2018-2030) lo sport venga identificato come uno strumento prioritario per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo, sostenibilità e coesione, purtroppo è rilevabile che in molti Stati membri tale approccio non sia stato ancora del tutto recepito, relegando, in molti casi, l’attività e la pratica sportiva ancora ad una funzione ludica e ricreativa.

Si tratta di politiche per la vita che adottano la logica generativa di opportunità per il miglioramento delle condizioni di vita alla quale, tra l’altro, i cittadini italiani ed europei sono sempre più sensibili.

E’ questo impianto teorico, questa visione, che ci ha portati a dare il nostro fattivo contributo nell’elaborare, recentemente, il Manifesto “Verso un nuovo sistema di welfare”, della Consulta Welfare del Forum Nazionale Terzo settore, nel quale si afferma che il nuovo sistema di welfare, soprattutto dopo questi anni di forte crisi a tutti livelli, non può e non deve limitarsi a dare risposte ai molteplici e variegati bisogni che tali condizioni portano con sé nella misura in cui gli stessi volta per volta emergono, ma deve farsi anche carico di tutta la grande area legata alla prevenzione.

Ciò a partire proprio dalla promozione di corretti stili di vita, nell’accezione indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche attraverso azioni di contrasto alla sedentarietà, campagne di educazione alimentare, creazione di opportunità per vivere in modo attivo l’età giovanile, quella adulta e anche l’età anziana o la condizione di disabilità, come risorsa per l’intera comunità e non già come destinatari di attività o supporti meramente assistenziali.

Quasi contemporaneamente abbiamo avviato un nuovo progetto europeo, Sentry Sport, con l’Uisp alla guida di un consorzio di sei partner provenienti dai settori dello sport di base, dell’educazione e della sicurezza urbana, impegnati affinché una metodologia comune per l’emersione, la prevenzione e la mitigazione del fenomeno discriminatorio nei luoghi dello sport e non solo, basandosi sul ruolo che lo sport di base può svolgere nell’affrontare le discriminazioni e sostenere le vittime, possa essere riconosciuta a livello internazionale dall’Unione Europea.

Di fronte a noi, poi, la lunga estate dei Centri Estivi Multisport, a cui arriviamo, tra l’altro, con l’importante lavoro condotto dall’Uisp all’interno del tavolo tecnico istituito dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio “Battiamo il silenzio”, per la co-costruzione e la promozione di una policy a tutela dei minorenni che praticano sport, con una attenzione particolare alle buone pratiche contro maltrattamenti e abusi e che è partita dalle esperienze della Policy Uisp.

Tantissime attività, progetti, corsi di formazione, nuove opportunità di approfondimento e supporto ai soci e alle affiliate, a partire dall’esperienza di Sport Point, su cui stiamo lavorando per poterla rafforzare ed ampliare anche per la prossima stagione sportiva, così come i percorsi sull’impiantistica sportiva, che potranno trovare nuove forme di analisi e sostegno, grazie in tutti e due i casi al sostegno di Sport e Salute.

Nell’ambito più squisitamente del sistema sportivo, prosegue l’impegno nella Commissione costituita nel Consiglio nazionale Coni sul rapporto tra Eps e Federazioni sportive. La spinta dell’Uisp riguarda i temi della definizione degli ambiti di attività, dell’attività competitiva, della formazione, della tutela sanitaria e assicurativa, dell’impiantistica sportiva, della richiesta di contrastare le pratiche negative delle aggregazioni di secondo livello e dei tesseramenti temporanei.

Sull’orizzonte del terzo settore registriamo positivamente che i ministeri del Lavoro e delle Politiche sociali, dell’Economia e delle Finanze, stanno prendendo in seria considerazione il disagio sui temi della fiscalità che tutto il nostro mondo ha espresso attraverso il Forum del Terzo settore, che nei prossimi giorni continuerà ad occuparsi di questi aspetti e anche di lavoro sportivo, tema che da tempo abbiamo posto all’attenzione del sistema politico-istituzionale e sportivo.

Alcune prime risposte sono arrivate con il decreto Semplificazioni che sana gravi contraddizione della riforma del Terzo settore, che finora aveva inspiegabilmente escluso da una serie di agevolazioni, tutti quegli enti che, sebbene iscritti al Registro Unico del Terzo Settore, non possedevano prima della riforma la qualifica di Onlus, organizzazione di volontariato o associazione di promozione sociale, mentre come Forum ci aspettiamo tuttora che dopo il serrato e positivo confronto avuto nelle scorse settimane, il Governo mantenga gli accordi stabiliti e provveda al più presto ad apportare le necessarie ulteriori modifiche al Codice per una messa a terra della riforma che tarda ancora ad arrivare.

C’è ancora molto da fare sul RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo settore, lo diciamo con forza, chiediamo maggiore attenzione, chiarezza e omogeneità tra Ufficio Nazionale e Uffici regionali, oltre a semplificare procedure di accesso (si pensi, ad esempio, al tema dell’utilizzo dello Spid), per mettere soprattutto le Reti associative nazionali nelle condizioni di poter operare nel sostenere gli enti affiliati.

I temi della regolamentazione fiscale del terzo settore e del lavoro sportivo, l’articolato complessivo del D.Lgs. 36/2021, le norme sull’attesa semplificazione contenute nel Decreto legislativo 39/2021, saranno decisivi per il nostro futuro. Così come ritengo lo sarà il percorso della certificazione dei bilanci di tutti gli enti di promozione sportiva avviato nelle scorse settimane da Sport e Salute.
L’Uisp da tempo chiede trasparenza e verifica dei risultati ottenuti, quando si attribuiscono risorse pubbliche: la nostra attenzione su questi aspetti continua e continuerà ad essere alta, in ogni sede istituzionale.

Sempre sul tema delle risorse, ricordo che nel decreto legge c.d. Semplificazioni è stato previsto, negli ultimi giorni, lo stanziamento di 58 milioni di euro a sostegno dei Centri estivi per bambine e bambini, ragazze e ragazzi, per iniziative messe in campo dai Comuni realizzate insieme agli enti territoriali del terzo settore, mentre la recente pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari delle risorse dell’Avviso Ristori Covid, promosso e finanziato dall’Agenzia per la Coesione territoriale a sostegno degli enti di Terzo settore delle regioni del Sud Italia, Lombardia e Veneto, ha visto premiati diversi Comitati Uisp ed associazioni affiliate che avevano voluto cogliere tali opportunità a suo tempo debitamente pubblicizzate anche dal nostro livello nazionale Destinatari del fondo 2.906 ETS, con le risorse messe a disposizione, 12, 1 milioni di euro, che andranno a sostenere i costi sostenuti dal 31 gennaio 2020 al 31 dicembre 2021, con un contributo a ciascuna organizzazione che varia da 1.000 a 10.000 euro sulla base del numero di associati e della differenza tra le entrate percepite nel 2020 e quelle del 2019.

E sui temi della ripresa post-Covid, della salute, dell’ambiente, dell’Europa, giovedì prossimo 30 giugno, a Roma, presso l’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo, presenteremo il progetto “SportPerTutti” e il parere d’iniziativa del CESE.

Questa è l’Europa di cui c’è bisogno: coesione sociale, voglia di futuro, una vita quotidiana migliore. La ripresa dello sport sociale e per tutti Uisp riparte da qui: visioni e pratiche capaci di generare salute, entusiasmo e socialità. Così abbiamo sintetizzato nell’ultimo numero di Uispress.

E su questi presupposti abbiamo avviato il progetto “SportPerTutti: rete di collaborazioni e iniziative per sostenere l’accessibilità all’attività sportiva e per valorizzare il ruolo dello sport nel processo di riattivazione socio-economica post Covid-19” (finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Art. 72 del D.Lgs. 117/2017, Annualità 2020), che si realizzerà in 15 regioni italiane con il coinvolgimento di 26 Comitati Territoriali. L’Uisp, coerentemente con tali strategie e con la propria mission, insieme al Forum del Terzo settore, aveva avviato a suo tempo l’iter per la definizione di un parere d’iniziativa del CESE – Comitato Economico Sociale Europeo, adottato il 24 marzo scorso nel corso della 568a sessione plenaria, attraverso il quale si sollecita l’Unione Europea a rendere più visibile ed incisiva la politica comunitaria in materia di sport, includendo, tra l’altro, il tasso di deprivazione sportiva nell’elenco degli indici Eurostat per misurare la deprivazione materiale.

E nella prossima annata sportiva 2022-2023 dovremo allora “Marcare la meta”, un impegno preciso che, anche come slogan, ci accompagnerà nella stagione della ripresa dello sport sociale e per tutti.

Dopo il “Giro di boa” proseguiremo il nostro percorso, mantenendo una caratterizzazione a sfondo sportivo, con un filo rosso che ci accompagnerà e caratterizzerà il momento storico particolare, per una stagione che ci dovrà accompagnare fuori dall’emergenza sanitaria ma con tanti obiettivi da, appunto, “marcare”.

Dal completamento delle riforme legislative del sistema sportivo e del terzo settore, alla transizione sportiva, che valorizzi significativamente l’impatto prodotto sul benessere delle persone e sulla qualità della vita, e che contribuisca a ridurre le disuguaglianze esistenti tra cittadini e territori, passando per la spinta europea, verso ulteriori traguardi, quantitativi e qualitativi.

Il forte segnale che l’Uisp vuole lanciare con la nuova stagione sportiva è che lo sport sociale e per tutti può diventare un modo nuovo di vivere meglio insieme agli altri, cercando di dare un contributo nuovo in termini di socialità, integrazione, solidarietà, salute, diritti. In chiave nazionale, europea ed internazionale.

Ciò che avviene nella società ci riguarda, da sportivi e da cittadini, e possiamo fare qualcosa di positivo attraverso un’idea di sport che contribuisca a migliorare i valori educativi e civici dello stare insieme, della coesione sociale, dello scambio interculturale, dell’ambiente nel quale viviamo.

Transizione, come parola guida per la prossima stagione sportiva Uisp, verso un nuovo consolidamento normativo, nuove forme di innovazionetransizione ecologicatransizione verso il digitale, verso il consolidamento dell’utilizzo delle tecnologie informatiche, per avvicinare il contatto e le relazioni con le associazioni e le società sportive del territorio, per supportarle e accompagnarle.

Tutto questo per consolidare un nuovo patrimonio di esperienze e buone pratiche. Un percorso per una nuova cultura dello sport, coerente con le politiche pubbliche, nazionali ed europee, che dovranno essere sempre più orientate a sostenere il valore sociale dello sport.

Tutto questo – e tanto altro – è la Uisp, quello che tutte e tutti insieme proviamo a fare ogni giorno. Perché Sportpertutti, non basta dirlo!
Nel frattempo, prepariamoci a festeggiare un compleanno importante: 1948-2023, i primi 75 anni della nostra cara Uisp!”
(di Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp)

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