Mondiali: prima sfida Setterosa contro il Canada

Sono arrivate a Budapest da tre giorni. Si sono allenate all’Alfred Hajos provando anche il campo gara e sono pronte all’esordio al Mondiale numero 19.

Giocano nel gruppo A, insieme alle padrone di casa dell’Ungheria, bronzo agli Europei di gennaio 2020 proprio quì sulle coste del Danubio (10-8 all’Olanda) e quarte ai Mondiali in Corea del Sud l’anno precedente (battute 10-9 dall’Australia), al Canada e alla Colombia. Alla vigilia non si pongono obiettivi ne limiti ma credono nelle loro possibilità.

Lunedì 21 giugno alle 19.30 il fischio d’inzio del primo impegno che già potrebbe essere decisivo per il cammino a Budapest 2022. C’è il Canada, nono ai Mondiali 2019 a Gwangju dove ha travolto 24-7 nella finalina il Kazakistan. Sono cariche e determinate. Vogliono riprendere da quel terzo posto nella World League Europe Final alla “Acidalio Lorenzo” di Tenerife, dove il 24 aprile hanno battuto l’Ungheria 10-9 e guadagnato sul campo la qualificazione alla superfinal.

Il commissario tecnico Carlo Silipo presenta la sua squadra. “Arriviamo con una grande voglia di fare un bel torneo. La preparazione, seppur corta, è stata di qualità e abbiamo anche avuto la possibilità di fare delle amichevoli con la Spagna, in cui la squadra ha cominciato a dare dei segnali positivi. Sicuramente c’è ancora tanto da fare e mi aspetto una crescita durante l’intero arco del torneo. Iniziamo subito con una squadra tosta, il Canada e due giorni dopo avremo l’Ungheria e già lì possiamo tracciare un primo bilancio e farci un’idea di come potrebbe diventare il nostro percorso. Non ci sono grossi segreti per affrontare partite come queste, la cosa importante è essere squadra da un secondo prima dell’inizio della partita fino a un secondo dopo la conclusione. Se lavoriamo come gruppo, come unica entità, allora possiamo essere pericolose. La pressione deve sempre esserci ma va presa nella maniera positiva. Le partite portano sempre grosse insidie e anche preoccupazione perché c’è un risultato che bisogna raggiungere. Col passare dei giorni vedo le ragazze sempre più concentrate e più focalizzate. Si vede che c’è un po’ di tensione nei loro modi di fare però questo fa parte della grande importanza del torneo, soprattutto in una piscina come questa dove si respira e si vive la pallanuoto. Un impianto da 6500 posti da sicuramente grandi emozioni. Bisogna essere in grado di saperle gestire nel modo giusto.
Non è mai facile selezionare la squadra che dovrà partecipare ad una competizione, a maggior ragione questa volta, perché tutte le ragazze con cui ho lavorato quest’anno e l’anno precedente hanno dimostrato di avere grande voglia e grande qualità. Qualcuna è cresciuta tantissimo e questa mi è sembrata la squadra più adatta per affrontare questo primo impegno mondiale da quando sono arrivato a guidare la Nazionale”.

Obiettivi? “Non possiamo e vogliamo fare pronostici ma torneremo in Italia soddisfatti se riusciremo ad esprimere questa qualità di gioco che stiamo provando e riprovando in allenamento e che ci è riuscita durante le amichevoli e in parte durante il torneo a Tenerife. Dobbiamo avere più continuità”.

La favorita? “Dovrebbero essere gli Stati Uniti, però l’Ungheria giocando in casa, oltretutto dopo un mese e mezzo che sono in preparazione, può diventare la numero uno. Hanno delle ottime individualità e qualità innate; tatticamente e tatticamente la pallanuoto magiara è sempre stata di grande livello e una scuola per noi allenatori. Anche la Spagna che ha mantenuto la squadra dell’ultima Olimpiade ed a Tokyo a giocato la finale con gli Stati Uniti ha tutte le carte in regola per arrivare fino alla fine”.

Le 13 di Budapest sono Laura Teani (Plebiscito PD), Elisa Queirolo (Fiamme Oro/Plebiscito PD), Roberta Bianconi (Fiamme Oro/CSS Verona), Caterina Banchelli (RN Florentia), Chiara Tabani, Silvia Avegno, Giduitta Galardi, Sofia Giustini e Domitilla Picozzi (SIS Roma), Valeria Palmieri, Claudia Marletta e Giulia Viacava (L’Ekipe Orizzonte) e Giulia Emmolo (Fiamme Oro/L’Ekipe Orizzonte).

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