Samp salva, ma con la Fiorentina doveroso salutare i tifosi come meritano

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Che festa sia, senza più indugi o freni inibitori. Si temeva l’atroce beffa finale ed invece i blucerchiati potranno scendere in campo rilassati non solo nell’ultimo ma anche nel penultimo impegno stagionale. Stavolta l’assurda programmazione del trentasettesimo turno ha fatto un piacerone alla Samp, che può affrontare senza più assilli la rampante Fiorentina.

D’altronde, se i risultati delle concorrenti avessero avuto una logica, non si sarebbe sfuggiti da un verdetto favorevole agli uomini di Giampaolo. E mai come stavolta viene da inviare un pensiero di gratitudine al portiere Audero, la cui parata nel recupero del derby sul rigore di Criscito ha regalato ai compagni e ai tifosi due punti di straordinaria importanza.

Beninteso, quest’annata alquanto balbettante, ricca più di stenti che di soddisfazioni, sarà archiviata solo con sollievo e non certo con orgoglio, ma al basilare scongiurare il peggio, non essendo assolutamente preparati a certe sofferenze.

Il popolo doriano invaderà gli spalti del Ferraris con l’animo di chi è appena uscito dal tunnel della paura. La voglia di esultare, alla faccia delle cassandre e delle due cifre uguali nella scrittura finale dell’anno in corso (evenienza spesso fatale nel passato), sarà più forte di ogni ragionamento su piazzamento finale e prestazioni offerte. Non solo la Sud ma tutti i settori presenteranno un colpo d’occhio fantastico, tipico delle occasioni da non mancare, dei momenti storici come poteva essere questa gara così delicata contro i viola. Dopo la speranza espressa da migliaia di mini-trasfertisti a Bogliasco in occasione della rifinitura, ecco l’apoteosi allo stadio, per un saluto a quei ragazzi che negli ultimi mesi non hanno esaltato la propria gente ma – alfine – sono riusciti a centrare l’obiettivo minimo.

I giocatori, finalmente sollevati, chissà che non regalino un’ultima soddisfazione ad un pubblico che ha mostrato passione ed attaccamento ammirevoli: tanto per distaccarsi ulteriormente dal baratro (come segno di superiorità rispetto alle rivali) e per guadagnare una o due posizioni in classifica. Sì perché chiudere quartultimi o quintultimi, pur senza conseguenze pratiche, non sarebbe onorevolissimo.

Certo, la Fiorentina è un osso estremamente duro. A livello di motivazioni non c’è proprio partita: mentre la Samp ha già formalmente archiviato la stagione, i toscani sono tuttora alla ricerca di una poltrona europea. Negli ultimi tempi hanno ingranato una marcia superiore, risalendo la china e affacciandosi nel salone delle feste giù frequentato dall’Atalanta e dalle romane. Come sen non bastasse, stavolta mister Italiano potrà contare sul miglior Torreira: e i supporters doriani sanno cosa significhi disporre di un mattatore del genere, quando in condizione.

Dunque, la viola farà la partita e i blucerchiati cercheranno di incunearsi nei pertugi concessi da un antagonista tecnicamente delizioso, dotato di attaccanti fantasiosi e ficcanti ma spesso sbilanciato tatticamente e distratto in fase difensiva, anche quando il risultato parziale gli arride. Serve insomma una Samp scaltra, cinica, opportunista e concreta, capace in primis di reggere l’onda d’urto degli ospiti e poi di colpirli d’incontro nelle ripartenze.

Potrebbero pesare tuttavia alcune situazioni singole non propriamente ideali. I problemucci fisici a carico di Ekdal e Thorsby, pur risolvibili, indurranno il tecnico a mille riflessioni e forse a qualche scelta drastica. Data la sicura assenza di Sensi, ecco che Vieira deve dimostrarsi pronto sia ad un impiego immediato sia ad un utilizzo in corso d’opera.

Altre variazioni sul tema non sono prevedibili, ma – trattandosi dell’ultima apparizione casalinga prima della chiusura – non si esclude che, magari nella ripresa, mister Marco possa concedere una passerella a qualche rincalzo più o meno di lusso. Un nome su tutti: Fabio Quagliarella, che resta il calciatore più amato ed è atteso, con la società, a mostrare chiarezza sul proprio futuro.

Da martedì mattina si volterà decisamente pagina e protagonisti diventeranno i dirigenti, ben felici di aver guadagnato una settimana nel cercare di convincere i riluttanti ad acquistare la società. Compito ben più arduo, il loro, rispetto a quello portato a termine dai giocatori con il pass per un altro giro di giostra

 

                        PIERLUIGI GAMBINO

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