Il Genoa pensa allo sgambetto alla Vecchia Signora, Blasquez alla prossima stagione

Genoa-Juve? Non una semplice amichevole, ma neppure un evento dalla spasmodica attesa. In casa Grifo ormai i giochi sono fatti, e lo stringente dato matematico, che assegna ancora qualche teorica chance, cozza con qualsiasi tipo di logica. Senza contare che neppure in caso di clamoroso, inedito, miracoloso en plein nelle ultime tre giornate, con nove punti in più, i rossoblù potrebbero sarebbero sicuri di non scendere in B.

Andreas Blasquez ammette gli errori e cambia tutto

Il popolo della Nord e dintorni ama troppo il calcio per disertare Marassi ma di sicuro, più che sul prossimo match, ha fermato il pensiero sulle recenti dichiarazioni di Andres Blasquez, amministratore delegato genoano. Nelle sue parole figurano l’ammissione dell’errore di aver ingaggiato Sheva e il pur scontato concetto secondo cui senza l’intervento di 777 Partners il club più vecchio dello Stivale avrebbe rischiato il fallimento. Ben più interessanti i proponimenti per il futuro: la certa permanenza di Blessing al timone tecnico, la possibilità che resti pure Ostigard e soprattutto l’intenzione della proprietà di proseguire il matrimonio col Grifone per decine di anni, riversando altre risorse nel progetto. Di rilievo pure il cambio di strategia annunciato: basta rinforzi soltanto giovani e stranieri, il prossimo Genoa sarà un mix di baby e di calciatori più navigati, parecchi dei quali italiani.

In soldoni, si tratta di un pentimento sotto ogni aspetto, di una sconfessione bella e buona della linea di condotta rivelatasi perdente, dettata solo dall’inesperienza del nostro campionato. E di sicuro l’ascesa perentoria della Salernitana, che a gennaio aveva imboccato strade ben differenti, ha contribuito a questo cambio radicale. Evidentemente, la lezione è stata assimilata: segno di umiltà.

Sgambetto alla Vecchia Signora con la testa alla Coppa Italia?

Di fronte a certi chiarimenti – che comunque dovranno essere seguiti dai fatti – il volto di parecchi tifosi genoani può diventare meno cupo sino a far balenae un pallido sorriso di ottimismo. La sola frase fuori posto – o meglio, trattasi di comprensibilissima bugia – si riferisce all’esistenza di residue speranze di salvezza. No, è davvero impossibile crederci, anche da parte del più fiducioso degli appassionati. Come potrebbe questa squadra… contraddire sé stessa abbattendo come birilli, di seguito, Juve, Napoli e Bologna, tre corazzate?

Contro Madama è in palio una fetta di onore, individuale e collettivo. Badelj e compagni proveranno a fare la loro partita, finisca come finisca. Sono consci della superiorità bianconera a in cuor loro confidano che la mente di Bonucci e C. sia già rivolta alla finalissima di Coppa Italia, prevista mercoledì prossimo. Dunque, cercheranno di scongiurare infortuni e di incamerare i tre punti col minimo sforzo possibile, così da proseguire sino in fondo la caccia al terzo posto, ora appannaggio del Napoli. Non un risultato esaltante, ma meglio del quarto attuale. Allegri farà riposare un bel po’ di truppa, ma senza stravolgere l’assetto. Oltre al sunnominato Bonucci dovrebbero essere della partita Il portiere titolare Szczesny (preferito all’ex Perin, impegnato in Coppa), il futuro interista Dybala e Vlahovic, famelico nella personale caccia ad altri gol. Quanto basta, in teoria, per poter sbancare il Ferraris.

Quale formazione per tentare l’impresa?

Il Genoa giocherà per il blasone e per l’obbligo morale di regalare una flebile gioia alla propria gente. Dopo tutto, i rossoblù nel periodo migliore dell’era Blessin hanno fermato sul pari Roma, Atalanta e Inter: forse erano altri tempi, forse quella squadra così convinta delle proprie potenzialità è svanita, ma lo spirito può risorgere d’acchito. Tocca al tedesco scegliere fior da fiori l’undici più affidabile, magari partendo da Mimmo Criscito, stimolato dal confronto tra le due compagini italiane della sia carriera e dalla voglia di lasciare qualche altro ricordo oltre al rigore sciupato. Probabile, poi, che il ruolo di terzino destro sia affidato ad Hefti, più difensore puro rispetto al distratto – e fuori ruolo – Frendrup. A centrocampo cercasi sostituto di Sturaro, altro ex: toccherà proprio al danese oppure a Galdames.

In avanti, chissà che il trainer non batta altre strade dopo quelle, innumerevoli, percorse durante la sua gestione senza aver trovato lo straccio di un bomber, né attaccante puro, né mezza punta. Dovrebbe trovare ancora spazio Destro, e se gli si affiancasse inizialmente Ekuban (a costo di ripudiare l’amato 4-2-3-1) andrebbe di scena quell’esperimento sinora mai tentato compiutamente. Sono parecchie le maglie da assegnare, in prima linea e in rifinitura, e i concorrenti si sprecano, ma uno solo ha un po’ di talento nei piedi: Amiri. Nel derby è stato sostituito troppo presto: Blessin veda di risparmiarci un altro sbaglio.

PIERLUIGI GAMBINO

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