La Samp nel derby si è confermata organico superiore alla lotta retrocessione

C’è modo e modo di togliersi dai guai, e la Sampdoria ha scelto il più esaltante: strappare tre punti ai cugini condannandoli virtualmente alla B e irridendoli grazie alla paratona di Audero sul rigore di capitan Criscito nel recupero. Una serata indimenticabile per il popolo doriano, che in mattinata temeva il tracollo definitivo e la discesa agl’inferi.

Successo limpido, strameritato, che solo una circostanza piuttosto casuale, capitata nel finale, ha messo realmente a rischio. È andata benissimo sino in fondo, e quei due punti messi in cascina grazie ad un portiere contestato da mesi hanno ucciso – fatta salva una serie cospicua di risultati tutti sfavorevoli – le residue preoccupazioni di classifica. Sì perché la differenza tra quota 32, appena raggiunta, e quota 30 è notevolissima, considerati gli impegni a calendario negli ultimi tre turni.

Una giornata di gloria e baldoria non basta, ovviamente, a cancellare tutti gli stenti provati nei mesi precedenti. Il campionato. Nella sua interezza, resta inferiore alle attese, ma il derby è stato l’occasione per certificare la superiorità del Doria rispetto a tutte le altre pericolanti. Il divario qualitativo con il Grifo è emerso nitidamente, a conferma che nella truppa di Giampaolo, che sarà anche in là con gi anni e ricca di elementi in parabola discendente, spiccano individualità di rilievo e, soprattutto, non presenta punti deboli clamorosi. Un collettivo non eccezionale ma ricco di giocatori che nella massima serie, per capacità tecniche e fisiche, possono rimediare una figura più che dignitosa.

Della Samp si paventavano solo certi limiti caratteriali emersi in precedenti partite, ma una manciata di minuti di derby è bastata per tranquillizzare anche i più pessimisti: Ekdal e compagni erano sul pezzo, agivano armonicamente, non si concedevano distrazioni o cali di tensione. Altro che handicap di carattere agonistico rispetto ai rivali.

Non un doriano (neppure Sensi, accesosi ad intermittenza) ha fallito la prova, ma qualche singolo è andato ben oltre le righe. Il riferimento è ad Audero, ad un Colley superlativo, ma soprattutto a capitan Ekdal e al più giovane, Sabiri. Lo svedese è tornato ai fasti di un tempo, come se gli acciacchi fossero ormai un ricordo: e quando gira lui, la Samp si trasforma. Quanti punti hanno fatto perdere, nell’arco del campionato, i suoi problemi fisici?

Il marocchino ha impresso il proprio timbro sul derby. Suo il gol vincente, sua la capocciata che poteva sfruttare il 2-0 nella ripresa, ma la sua partita non si racchiude solo in due episodi. Il ragazzo ha corso in ogni zona del campo, si è guadagnato falli, ha sporcato parecchie azioni genoane. Un plauso convinto va a chi lo ha pescato sul mercato bis: pareva un azzardo ed invece si sta rivelando un’operazione eccellente.

La Samp futura, ancora in serie A, può partire da lui, ovviamente se le nubi tuttora addensate sul cielo societario si diraderanno nelle prossime settimane.

PIERLUIGI GAMBINO

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