Genoa volenteroso, ma è troppo poco e il Milan è troppo forte: 2-0

Chissà se non ci fosse stata la sosta per le nazionali subito dopo la vittoria col Torino e prima del ciclo di sconfitte inaugurato a Verona, sotto il shakespeariano balcone degli amori sfortunati. Chissà se Blessin avesse vinto la sua primissima partita, contro l’Udinese, o se Sheva fosse riuscito a non perdere con lo Spezia. Chissà se fosse arrivato Bruno Labbadia. Chissà se Calabria non avesse sofferto di mal di stomaco a pochi minuti dal calcio d’inizio, inducendo Kalulu a spostare sulla fascia destra, da dove metterà il cross del vantaggio del Milan.

È la stagione dei chissà, non tutti negativi, non tutti legati alla sfortuna. Chissà, ad esempio, se i 777 e Partners avessero scelto prima il DS e poi l’allenatore. Forse Blessin non sarebbe mai arrivato e con lui l’unica vera luce di speranza in una stagione che sembra maledetta. Col Milan però la sorte ha influito poco, e a parte l’aridità offensiva, nemmeno la disorganizzazione. Gli uomini di Pioli erano semplicemente troppo forti per un Grifo che non sa attaccare, e troppo ghiotti di tricolore. Il Genoa ha mostrato di essere a sua volta affamato di salvezza, ma una volta di più di non avere i denti per afferrarla.

I rossoneri si sono così imposti con un secco 2-0, Leão al 11′ con una gran conclusione al volo che ha tagliato l’area in orizzontale, Messias nel finale al termine di una serie di 3 rimpalli favorevoli subito dopo una paratona di Sirgu. Negli scampoli di match restanti è arrivato il primo tiro in porta del Genoa, che nel computo totale in realtà sarebbe anche stato sotto di un solo tentativo, 8 a 7. Un gol su cui non ci si poteva fare molto, un altro propiziato dalla iella, che poi è la buona sorte altrui, e poi la prima occasione nello specchio nonché la più pericolosa solo al 93′, comunque neutralizzata e senza rimpalli a favore. Basterebbe a riassumere la stagione del Vecchio Balordo, un misto di impotenza nei confronti del destino e ristrettezza delle risorse, un Vecchio Cuore Rossoblù alimentato da idee nuove e sangue giovane che prova continuamente a saltare l’ostacolo ma poi finisce sistematicamente per prenderlo in pieno.

Blessin dispone ancora il 4-2-3-1 e ancora cambia gli interpreti: a parte Piccoli di nuovo titolare, che si conferma troppo acerbo per una missione così ardua, non tanto salvare il Genoa che già è una fatica da Ercole, ma ravvivare l’attacco del Genoa 2021-22 che è un’Impresa da Dio vero e proprio, è forse quello più augurato alla vigilia, con Yeboah ed Ekuban sulle fasce e Amiri proprio dietro al centravanti. Galdames e Badelj in mediana, Hefti e Vasquez sulle fasce, Østigård davanti a Sirigu assieme a Bani che vince il balllottagio con Maksimovic.

Più canonico il 4-2-3-1 dei padroni di casa, con il fortissimo Maignan tra i pali, il virtuoso Theo Hernàndenz su una fascia e per l’appunto Kalulu sull’altra, dirottato da Gabbia al centro della retroguardia con Tomori; Tonali e Bennacer coppia di centrocampo, Saelemaekers, Kessié, Leao a supporto di Giroud da tempo alla ricerca del gol con Ibra in tribuna a guardare e a prendere appunti da allenatore.

Milan in controllo, ma crea solo il gol; che è “solo” quello che manca al Genoa

L’inizio è già una squillante ma non fragorosa premessa del dominio che i Meneghini riusciranno a imporre alla compagine genovese, cross del temibilissimo Theo Hernàndenz per Leao dopo una piccola galoppata arrestato solo all’ultimo istante. Il francese di origini spagnole continua a proporsi con la classe e l’atletismo che lo contraddistinguono, la replica blandissima è di Ekuban è una mezza incursione di Ekuban soffocata subito, l’unico guizzo di una prestazione che riassume anch’essa tutta la stagione del Genoa: generosissima sul pianto della corsa, ma quasi tutti giri a vuoto, assolutamente incapace di produrre azioni pericolose.

Il Milan invece è cinico e divertente e passa alla prima occasione, al 11′, ed è di nuovo un chissà: perché se è vero che  a Kalulu si lascia guadagnare troppo terreno prima del cross al bacio e che Leão, che non segnava da molto tempo, colpisce alla perfezione, è anche vero che proprio per la difficoltà richiesta dall’esecuzione il colpo di biliardo avrebbe anche potuto non finirli in buca. E invece appena al 11′ i rossoneri si trovano nella situazione migliore per finire un Genoa incapace di proporsi in avanti.

In realtà l’impressione che il Milan possa pareggiare da un momento all’altro resta tale per tutto il secondo tempo, non si concretizza in materiale degno di highlights, il suo fraseggio è divertente ed è lo strumento di un controllo quasi totale, ma il Grifo, nell’elegante casacca grigio Lanterna della terza maglia, pur soffrendo chiude tutti gli spazi e zompa su ogni pallone.

Il problema è che quando riesce a recuperare la palla non riesce proprio a impensierire Maginan, ma anche  Tomori o Gabbia. I pallidi tentativi di avvicinarsi alla porta sfumano in banali errori o facili recuperi per i terzini meneghini. Amiri da un lato è dinamico e prova a illuminarsi, dall’altro si perde in falli controproducenti su Tonali e non si accende mai, sprizza fatue scintille.

Così facendo i conti un po’ a sorpresa le uniche vere occasioni, rete a parte, della prima frazione sono di marca Zeneize: un tiro mandato dal limite e ben mirato nonostante la fretta da Badelj attorno al 20′, e poi, soprattutto, al 46‘, nell’unico minuto di recupero, subito dopo aver arrestato un’insidiosa incursione, il tiro al volo dopo un difficile controllo di Galdames, ben pescato da Badelj, alta davvero di poco.

Secondo tempo con poche emozioni salvo il finale

La ripresa si apre con un intraprendente Saelemaekers che al 57′ trova Giroud solissimo a centro area e lo serve al bacio, in semigirata il francese non trova lo specchio e manda alto. Poi però il match prosegue sulla medesima falsariga della prima frazione, senza troppi sussulti. Non ne cambiano troppo i connotati i cambi, come Destro e Melegoni per Ekuban e Piccoli, al 55′, entrambi impalpabili, o perlomeno non più incisivi dei loro compagni, o Gudmundsson e Yeboah per Fendrup e Amiri, anche se almeno l’azzurrino riesce a dare un minimo di vivacità.

Paradossalmente il Milan riesce a trovare il raddoppio proprio quando, dopo l’ottantesimo, sembra non voler più, per mettere al sicuro i tre punti, spingere ma gestire.

Dopo una carambola favorevole al Diavolo, l’ennesima malaugurata per il Grifo, Rebic, sospettato dia ver toccato con una mano e poi graziato dal Var, rimette un pallone in mezzo per il solissimo Messias, in un’azione per certi versi affine a quella che lo ha visto farsi annullare un gol validabile contro lo Spezia. Sulla sua conclusione a botta sicura però Sirgu effettua una parata in tuffo prodigiosa, una delle più belle e difficili del campionato. Ma non è proprio destino per il Portiere Campione d’Europa di trarr eprofitto dai suoi voli benefici: il pallone ripiomba infatti sui piedi di Messias, che insacca senza scrupolo alcuno.

Ed è ancora più “spietato” Maignan al 94′ a negare il gol della bandiera ad Hernani, subentrato poco prima all’esausto Bani, e servito da un ottimo piazzato di Galdames. Il suo colpo di testa viene neutralizzato dal portiere francese con un guizzo plastico.

Ora però se Cagliari e Venezia dovessero perdere a loro volta con Sassuolo e Fiorentina resterebbe pressoché inalterata la vastità del chissà più grandi di tutti, nonostante le 3 sconfitte consecutive; chissà se il Genoa si salva. Perché la testa ce l’ha e alla settimana prossima c’é lo scontro diretto coi rossoblù sardi. A oggi nessuno può sapere se questa squadra con più cuore che piedi è davvero spacciata. Certo è che ora si rimpiangono i pareggi. Con 3 in più invece che sconfitte, il Genoa alla mezzanotte sarebbe stato in zona salvezza. Ma forse l’incantesimo funziona al contrario rispetto a Cenerentola. Ed è sola ora il tempo di trasformare i sogni in realtà

Federico Burlando

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.