Black out totale a Bologna, la Samp deve riaccendersi col fanalino Salernitana

Cinque sconfitte in sei gare, sette nelle ultime dieci: i numeri bocciano inesorabilmente la Samp giampaoliana, brava se non altro a firmare tre successi che stanno tenendo in piedi la baracca. L’ambiente doriano non può che ringraziare caldamente quelle quattro in fondo alla graduatoria, capaci di far peggio. E, siccome nel calcio è tutto relativo, ecco che la classifica, pur senza indurre a sospiri di sollievo, non si manifesta ancora drammatica.

La salvezza è lì, dietro l’angolo, ma i blucerchiati stanno facendo di tutto per complicarsi la vita. Vero che a Bologna l’imperativo era non perdere, ma un primo tempo così scialbo e vuoto di contenuti non si può accettare, pur avendo prodotto uno 0-0 di oro massiccio. Sensi rifinitore non si mai acceso, Rincon centrale davanti alla difesa non ha brillato nella costruzione, Candreva è sparito dal vivo del gioco al pari di Thorsby, latitante, e Murru a sinistra ha patito le pene dell’inferno. La difesa ha retto più per demerito degli avanti rossoblù che per suoi meriti.

L’avvio felice della ripresa ha addirittura indotto a sperare nel colpaccio, ma quando Caputo, lanciato direttamente da Audero, si è presentato davanti a ìl portiere Skorupski e gli ha scaricato addosso un pallone così ghiotto, il rimpianto è lievitato assieme alla paura. Forse sollevato dal pericolo corso, il Bologna cacciava via ogni prudenza, iniziava a produrre calcio eccellente e i blucerchiati si sono volatilizzati. La perdita dell’acciaccato Ferrari, difensore apprezzabile, è stata deleteria, visto che il suo sostituto Yoshida ha subito contribuito – con Audero e il suo compagno Colley – alla prima segnatura avversaria. E lo stesso giapponese si è macchiato dell’erroraccio targato raddoppio, dopo che i rossoblù avevano scosso due volte la traversa. Per un quarto d’ora abbondante, è parso che i padroni di casa svolgessero un allenamento infrasettimanale contro le riserve, impegnate a non contrastarli.

Davvero avvilente lo spettacolo offerto da una Samp latitante, appena ritemprata da due rimpiazzi – il vecio Quagliarella e il giovin Vieira – se non altro forniti di orgoglio. Neppure loro, tuttavia, hanno cambiato il corso di un match che ha vieppiù ribadito la fragilità psicologica dei blucerchiati e spinto a discutere la linea di condotta di mister Giampaolo, cui si deve l’involuzione di Candreva e Thorsby, che prima del suo avvento erano autentici punti di forza e ora non danno segni di vita calcistica. Anche un profano s’accorgerebbe che il 4-3-1-2, modulo al quale il tecnico abruzzese non rinuncerebbe mai – è assolutamente inadatto a certi giocatori, snaturati e depotenziati, ma attendersi da lui un ripensamento è pura utopia.

Fortuna che sabato arriva la Salernitana, squadra cuscinetto non priva però di fierezza e di combattività. Se escludiamo la bestia nera Cagliari, la Samp ha sempre fatto bottino contro le squadre inferiori: è l’unico appiglio su cui poggiare l’auspicio di una salvezza non travagliata. Tutto il resto è noia e anche preoccupazione.

PIERLUIGI GAMBINO

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.