Genoa ancora senza gol e vittoria, 0-0 con l’Empoli e 6° pareggio consecutivo

Sesto pareggio in sei uscite per il Genoa di Blessin, che rimanda ancora una volta l’appuntamento con i tre punti che manca a Marassi da 316 giorni. Contro un Empoli alla ricerca di punti per la tranquillità, l’undici rossoblù non riesce a sfondare ed ottiene il quarto punteggio senza reti, in una partita da vincere per mantenere accesa la speranza salvezza, dopo le sconfitte negli anticipi di Salernitana, Sampdoria e Cagliari e quella nel primo pomeriggio del Venezia.

Nel sole freddo del Ferraris la Nord è gremita per spingere la squadra ed anche gli altri settori dello stadio presentano un buon colpo d’occhio; il tecnico tedesco si affida ancora a Yeboah come terminale offensivo con Maksimovic che recupera e va ad affiancare Ostigard davanti a Sirigu; tra i toscani Verre e Bajrami assistono l’unica punta, l’ex Pinamonti.

L’avvio dei toscani è più sciolto e dopo una punizione alta di Bajrami un errore in disimpegno al limite dell’area di Melegoni regala la battuta velenosa dal limite allo stesso fantasista toscano, con Sirigu che respinge con una certa difficoltà la palla avvelenata, con Benassi che mette sul fondo contrastato da Hefti. Sale la pressione dei padroni di casa, dopo un quarto d’ora il destro da fuori di Badelj non impegna più di tanto Vicario che tre minuti dopo sarebbe battuto sulla perentoria incornata di Ostigard sul corner calciato da destra da Gudmunsson ma Asllani salva sulla linea, poco dopo ancora un corner da sinistra dall’islandese, cui sono affidati tutti i calci piazzati, trova il bell’inserimento di Maksimovic che mette alto sulla traversa.

I padroni di casa impediscono qualsiasi uscita palla al piede agli ospiti, Verre e Bajrami sono soffocati nei tentativi di innescare il solissimo Pinamonti e sono sempre Sturaro e compagni a fare la partita, al 24’ un’ariosa manovra permette ad Hefti di servire Melegoni che dalla linea di fondo traversa al centro per Portanova, il cui colpo di testa trova l’opposizione di Vicario, con Zurkowski che libera la minaccia.

Purtroppo i rossoblù lamentano la mancanza endemica di uno stoccatore, Yeboah non riesce ad incidere anche se al minuto 33 ha l’unico lampo del suo match incolore quando apparecchia per Portanova dopo il cross di Melegoni con il numero novanta che al momento della conclusione sottomisura viene trattenuto da Benassi e cade a terra: Aureliano molto vicino all’azione fa proseguire per un episodio che visto dalla tribuna pareva passibile della massima punizione. Protesta a bordo campo Blessin che viene ammonito dal direttore di gara, in un finale di tempo nervoso in cui finiscono sul taccuino dei cattivi Verre, Sturaro, Luperto e Yeboah, con l’ennesima punizione di Gudmundsson che trova lo stacco imperioso di Vasquez, ancora vanificato dall’intervento in presa bassa di Vicario.

La ripresa inizia senza cambi, nei primi minuti il Genoa continua a mantenere il comando delle operazioni senza riuscire ad incidere, ma al 10’ arriva il lampo di Portanova, che convergendo da sinistra esplode un gran destro che trova il grande riflesso di Vicario che con la mano di richiamo va a deviare la sfera che scheggia la traversa e termina in corner, dalla cui battuta l’incornata di Ostigard termina sul fondo.

Sale l’urlo della Nord, i toscani arretrano ulteriormente il proprio baricentro e la voglia di vincere del Grifone lascia ben sperare il pubblico, Portanova, il più attivo dei suoi, serve all’indietro per Vasquez che da sette metri, defilato sulla sinistra, calcia maldestramente di sinistro una potenziale palla gol. Destro entra per un insufficiente Yeboah, il cui apporto è stato praticamente nullo, poco prima La Mantia aveva rilevato un altrettanto inconcludente Verre ma Blessin ne cambia altri due, per cercare la scossa: Amiri entra per un Melegoni in crescita mentre Rovella rileva Portanova, fino a quel momento il migliore insieme ad Ostigard ed il cambio non ci trova del tutto d’accordo. Il numero novanta per un’ora ha creato non pochi problemi ad una retroguardia che è tra le più battute della categoria, forse Blessin lo fa rifiatare temendo un secondo giallo dopo quello comminatogli da Aureliano in avvio di ripresa. I tre punti sarebbero fondamentali ma come avvenuto contro la Salernitana i padroni di casa perdono pericolosità negli ultimi sedici metri, Amiri e Rovella non regalano la qualità sperata e Destro fa la guerra sportiva nell’area empolese, senza riuscire a scalfire la porta di Vicario, che al 22’ vede sfilare alto un sinistro di Gudmunsson, imitato poco dopo dal colpo di testa di Destro.

Andreazzoli con i numerosi cambi si mette a cinque in fase difensiva per il quarto d’ora finale, con l’ex doriano Tonelli , Henderson , Stulac ed il vivace Bandinelli che impegna da fuori con il sinistro un attento Sirigu poco prima della mezz’ora, il tiro smorzato in mischia di Badelj arriva a Destro pescato in fuorigioco davanti a Vicario ed al 35’ il servizio da destra di Hefti pesca Destro che a centro area non imprime la giusta precisione all’incornata, facilmente addomesticata centralmente dal portiere empolese. Rovella si prende un giallo evitabile per proteste e sarà squalificato per la trasferta di Bergamo al pari di Sturaro, i cinque minuti di recupero non servono a trovare un gol che sarebbe importantissimo e l’ultima incursione ospite, a cavallo del novantesimo, porta alla testata alta di Luperto su servizio di Stulac.

Inutile nascondersi: oggi più che mai servivano i tre punti, che il Genoa ha ottenuto una sola volta in 28 partite a Cagliari lo scorso settembre. Blessin continua a crederci e fa bene ma le percentuali scendono sempre più con il passare delle giornate anche se questo Genoa è una squadra decisamente diversa da quella precedente per intensità, corsa, capacità di soffrire e di interpretazione delle partite anche se manca tremendamente un finalizzatore capace di sbloccare partite come quella odierna. L’Empoli, che non vince da tempo immemorabile e non ha la brillantezza del girone d’andata, era l’avversario giusto per togliere quello zero dalla casella della partite vinte in casa ma anche oggi il Grifone ha denotato i soliti limiti realizzativi.

Molto bene la difesa contro un avversaria quasi assente in fase offensiva, Sirigu si è fatto trovare pronto nelle due circostanze in cui è stato chiamato in causa, Ostigard si conferma come il miglior acquisto del mercato di gennaio, ha giganteggiato contro Pinamonti andando vicinissimo anche al gol in avvio, ben supportato da un attento Maksimovic e da Vasquez, con Hefti dal quale ci si attende qualcosa di meglio in fase di spinta, oggi fronteggiato alla pari da un classe 2000 come l’empolese Parisi.

A centrocampo palma del migliore per il trottolino Portanova, uscito troppo precocemente dal match per scelta tecnica, Badelj e Sturaro da quando è arrivato Blessin riescono a garantire senso tattico, esperienza e grinta, con lo stesso Melegoni che tra le linee, specie nella prima frazione, ha regalato alcuni spunti interessanti e con Gudmunsson che sta entrando nei meccanismi voluti dal tecnico tedesco con maggiore continuità denotando di avere un piede delicato nelle battute da fermo.

La nota negativa Yeboah che, in posizione di unica punta centrale, non è mai riuscito a liberarsi per il tiro, anche i subentrati non hanno fatto bene, con Destro troppo falloso, Amiri ancora lontano da una condizione accettabile e Rovella nervoso ed ombra del talento che avevamo ammirato in precedenza. Con Ekuban e Piccoli inutilizzabili, Blessin non ha avuto i cambi per scardinare la difesa avversaria che nel finale si è arroccata davanti a Vicario portando a casa il punto cercato. Gli episodi per sbloccare il match ci sono stati, il salvataggio sulla linea, la gran parata di Vicario, il possibile rigore su Portanova ma la realtà è che ancora una volta non sono arrivati tre punti che avrebbero potuto mettere una pressione diversa su chi è davanti in classifica.

Blessin ci crede ancora e con lui i suoi ragazzi e fa bene, lo merita un pubblico che anche nella giornata odierna si è riversato sulle sponde del Bisagno per spingere la sua squadra, domenica si va a Bergamo per una trasferta sulla carta proibitiva e chissà che contro una grande, come già avvenuto contro Roma ed Inter, Sirigu e compagni non possano compiere un’impresa che si attende da troppo tempo e che anche per il calcolo delle probabilità dovrà prima o poi arrivare.

GENOA-EMPOLI 0-0

GENOA (4-2-3-1): Sirigu 6,5 – Hefti 6 Maksimovic 6 Ostigard 7 Vasquez 6,5 – Sturaro 6,5 Badelj 6 – Gudmundsson 6,5 Melegoni 6,5 (17’ s.t. Amiri 5) Portanova 7 (17’ s.t. Rovella 5) – Yeboah 4,5 (11’ s.t. Destro 5) All: Blessin 5,5 A disposizione: Semper, Marchetti, Bani, Calafiori, Ghiglione, Frendrup, Hernani, Kallon, Galdames

EMPOLI (4-3-2-1): Vicario 7,5 – Stojanovic 6  Romagnoli 5,5 Luperto 6 Parisi 6- Benassi 5 (17’ s.t. Bandinelli 6,5) Asllani 6,5 (28’ s.t. Stulac 6) Zurkowski 5,5 (28’s.t. Tonelli 6) – Bajrami 5 (17’ s.t. Henderson 5,5) Verre 4,5 (6’ s.t. La Mantia 5,5) – Pinamonti 5 All: Andreazzoli 5,5 A disposizione: Ujkani, Furlan, Cutrone, Di Francesco, Fiamozzi, Cacace, Viti

Arbitro: Aureliano di Bologna 5

Note: giornata soleggiata ma fredda, terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti: Sturaro, Yeboah, Portanova, Rovella (G) Verre, Luperto, Bandinelli (E).

Ammonito per proteste Blessin al 34’ p.t. . Calci d’angolo 7-2 per il Genoa. Spettatori paganti 14.935 per un incasso di Euro 146.224. Recupero: 1 + 5 minuti.

                      MARCO FERRERA         

 

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.